Del Monaco, la famiglia in guerra con gli amici

Secondo Donella Del Monaco, cugina di Claudio, ancora ricoverato in terapia intensiva al Ca' Foncello, «se fossero stati pagati i diritti dovuti, Claudio avrebbe avuto introiti tali da non incappare nei recenti problemi di natura economica". Lo stesso concetto ribadito da Giancarlo Del Monaco, il noto regista teatrale arrivato ieri dalla Spagna per visitare il fratello minore, che aveva parlato di "sciacalli e opportunisti". "Il mio scopo è sempre stato quello di far conoscere ai più giovani il lavoro del maestro Del Monaco» ribatte Marcon, «da 4 anni ho creato un museo in Sicilia, 3 sale sono state allestite a Roma a Castel Sant’Angelo e ho donato tutto il mio materiale, foto e documenti, all’università di Bologna".
E poi le pressioni per l’intitolazione del teatro Comunale a Mario Del Monaco, la statua in Piazza Borsa, il libro "L’altra faccia della Luna". "Spero che Claudio, quando starà meglio, chiarisca tutta la situazione; io ho fatto di tutto per stargli vicino e valorizzare anche il suo lavoro".
Donella e Giancarlo Del Monaco sono però sul piede di guerra. Si sono rivolti a un avvocato e a uno specialista americano sul diritto d’autore e hanno convocato un incontroper spiegare come si muoveranno contro "chi da anni usa il nome di Del Monaco senza autorizzazione della famiglia e senza alcun diritto legale".
Rimangono stabili, intanto, le condizioni di Claudio, colpito da qualche scompenso respiratorio che non ha permesso ancora alla magistratura di raccogliere la sua testimonianza. Nelle prossime ore i medici però potrebbero già sciogliere la prognosi e trasferirlo nel reparto degenze di cardiochirurgia. Martedì mattina, dopo giorni in cui erano state vietate tutte le visite da parte dei parenti, è stato raggiunto dal fratello Giancarlo. Un incontro durato pochi minuti sul quale, per ordine degli investigatori, è stato mantenuto il riserbo. Continuano intanto le indagini per chiarire la dinamica con la quale la moglie, l’aspirante cantante lirica Daniela Hermann, che rimane in stato di fermo e piantonata nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Venezia, ha ferito il marito con 4 coltellate mentre si trovavano all’interno della villetta di Jesolo. La procura, che sta sentendo anche i familiari, ha incaricato due consulenti per gli accertamenti medico-legali del caso e per stabilire l’attribuibilità delle tracce di sangue rinvenute sui due coltelli sequestrati, uno trovato nelle mani della donna, l’altro addosso al marito.


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