De Falco dimostra che i terùn non sono solo quaquaraqua
"Vada a bordo, cazzo, cosa aspetta ?". Schettino, pauroso, inadeguato, aspirante "trombeur de femmes", alla Berlusconi giovane, e "tamarrone" - ma "Costa Crociere" come seleziona i suoi ufficiali ?- non ha ubbidito all'ordine, perentorio,impartitogli dal responsabile della Capitaneria di Porto di Livorno, campano come lui, e ora sta a casuccia.....
Vorrei, tuttavia, ringraziare il Capitano Gregorio Maria De Falco e dirgli che il Paese, il nostro tormentato Mezzogiorno, la Campania, e anche la aspra Calabria, in tutti i settori, avrebbero bisogno di uomini con gli attributi, seri, corretti, con il senso del dovere,come lui. Grazie, Capitano, per la lezione di coraggio, che ha impartito a tutti, non solo al collega in fuga dalle sue responsabilità. Lei ha dimostrato, da "ufficiale del fare e non delle chiacchiere", che il nostro Paese, e il Sud, non sono rappresentati,esclusivamente, da quelli, che Ennio Flaiano avrebbe, severamente, bocciato come "gli italianuzzi alle vongole", che tengono famiglia, e Leonardo Sciascia come i "quaquaraquà".
di Pietro Mancini


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