Giallo sui rapiti del Darfur: "Non sono ancora liberi"
''Numerose notizie contrastanti circolano nei media. L'unica cosa che MSF puo' confermare e' che ieri sera, venerdi' 13 marzo, e' stata informata del possibile rilascio dello staff. In ogni modo, da allora non abbiamo ne' incontrato ne' potuto stabilire contatti diretti con i nostri colleghi''. E' quanto si legge in una nota di Medici senza Frontiere. ''MSF - sottolinea l'organizzazione umanitaria - sara' nelle condizioni di confermare l'informazione del loro rilascio solo nel momento in cui MSF stessa stabilira' contatti diretti con i quattro operatori''. 
''Fino a quel momento - prosegue la nota - il nostro pensiero va alle famiglie dei colleghi rapiti. E' un momento estremamente difficile per loro. MSF spera che la vicenda si possa concludere con un rapido ritorno degli operatori rapiti. MSF - conclude - non ha altre informazioni da aggiungere''.
I tre volontari rapiti sono un medico italiano, un'infermiera canadese e un coordinatore francese. I tre, che appartengono alla sezione balga dell'organizzazione, sono stati prelevati mercoledi' sera dal loro ufficio a Saraf Umra, nel nord della provincia sudanese. I tre ostaggi sono Mauro D'Ascanio, un medico originario di Verona, il francese Raphael Meonier e l'infermiera canadese Laura Archer. Due cooperanti sudanesi che erano stati rapiti insieme ai loro colleghi sono stati rilasciati nelle ore successive. Il governo sudanese ha fatto sapere che i tre sono vivi e stanno bene.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















