La D'Addario e il nastro dimenticato nella villa

Venerdì, 20 agosto 2010 - 12:45:00

La procura di Lecce ha aperto un’inchiesta per violenze sessuale continuata per il caso di Patrizia D'Addario, che avrebbe subìto abusi per due giorni in una villa del leccese. E nel registro degli indagati, la sostituto Stefania Mininni, ha iscritto un nome: quello dell’imprenditore di Racale, Salvatore De Lorenzis, 38enne presidente della squadra di calcio del Racale. 

IL CASO - Patrizia D'Addario si è presentata con abito di raso nero e tacchi alti mercoledì sera in questura a Lecce, visibilmente scossa e con lividi alle gambe, chiedendo aiuto e rivelando di essere stata vittima di diversi tentativi di violenza sessuale.

I poliziotti visto che la donna era in stato di choc, hanno chiamato un'ambulanza, ma la D'Addario ha rifiutato le cure mediche. Ha detto di aver raggiunto la questura a bordo di un'auto guidata da un uomo del quale ha detto di non conoscere il nome. "Ai sanitari del 118 ha poi dichiarato di essere stata aggredita e trattenuta con la forza, in una villa del Leccese, dove si era recata per motivi di lavoro". 

 


Patrizia D'Addario
LE IMMAGINI

IL RACCONTO - D'Addario ha detto di essere giunta nel Salento venerdì scorso per una serata in un non meglio indicato locale pubblico che le avrebbe fruttato 5 mila euro, e di aver poi conosciuto De Lorenzis, che l'ha ospitata nel fine settimana nella sua villa di Mancaversa. Nella villa c'era una festa con una ventina di persone. Sin dal primo momento l'uomo avrebbe tentato un approccio sessuale e cocaina, che lei avrebbe rifiutato. Gli approcci, ripetuti costantemente, sono stati poi tentati anche da un fotografo e da un altro uomo. D'Addario ha dichiarato di essere stata accompagnata a Lecce in stazione dal proprietario della villa e dai suoi due amici che non conosce, ma di non aver preso il treno per Bari, chiamando invece il 113, evidenziando ai poliziotti di sentirsi vittima di sequestro di persona perché a suo dire De Lorenzis non le avrebbe permesso di usare il telefono. Ma ci sarebbe di più. In un contesto non del tutto chiaro, la D’Addario avrebbe parlato di strane feste, nonché del sospetto che le sia stato fatto bere qualcosa che l’avrebbe "come drogata", permettendo così agli sconosciuti di averla in scacco.

Vignetta 190810
La vignetta

LA D'ADDARIO FILMAVA SOTTO IL FAZZOLETTO - Ma le cose stanno diversamente, secondo Salvatore De Lorenzis, imprenditore spesso negli ultimi mesi protagonista di siti e riviste di gossip, dal momento che nell’ottobre 2009 ha sposato Carolina Marconi, (ex Grande Fratello) , che smentisce tutta la ricostruzione della D'Addario. "È una pazza scatenata. È tutto falso, ricatta me come ha fatto con Berlusconi". Secondo l'imprenditore, che si è presentato spontaneamente dai magistrati, sarebbe stata proprio la D'Addario a cercare di incastrarlo. Secondo il racconto, i due si erano messi d'accordo perchè la escort barese facesse alcune serate nel salento, dalle qualio avrebbe ricevuto un compenso di 5mila euro. Alla fine di una della serata del 13 agosto, sarebbe stata proprio al D'Addario a chiedere a De Lorenzis di ospirala nella sua villa, per evitare di pagare l'albergo. Nella lussuosa villa, dove c'erano una ventina di persone tra cui il figlio di un noto politico, la D'Addario avrebbe iniziato a filmare con il telefonino nascosto sotto un tovagliolo. Insomma, secondo De Lorenzis, la escort stava filmano per poi ricattarlo. Ed è a questo punto che è nato il diverbio durante la cena. Il racconto dell'imprenditore è al vaglio dei magistrati, che non sono del tutto convinti del racconto della barese.
 
IL NASTRO DIMENTICATO - Ma non è tutto. De Lorenzis ha portato con sè in procura un nastro registrato che Patrizia D'Addario ha dimenticato nella villa al centro del caso. La registrazione potrebbe essere molto ultile agli inquirenti per farsi una idea della escort. Sul nastro, secondo indiscrezioni, ci sarebbe la registazione di un colloquio tra la D'Addario e alcuni giornalisti, in cui si parla di uomini politici.  
 
 
 
 
 
 
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