Da Milano a Favara, triste endoscopia dello Stivale

Martedì, 26 gennaio 2010 - 08:42:00

Opera, nel capoluogo lombardo, un locale notturno, il Plastic, con fama di vero e proprio eden, per il motivo che, al suo interno, gli avventori possono fare proprio di tutto, nel senso di qualsivoglia stravaganza. Si dice che sono rarissimi, addirittura al mondo, i monumenti dello svago così attraenti.

Ora, sembra che il gestore abbia ricevuto lo sfratto da parte dei proprietari dell’immobile, destinato all’abbattimento e ad altri usi, al che l’interessato ha reagito dichiarando di essere intenzionato a difendersi e a resistere con le unghie e fino agli estremi, evidentemente ben sapendo di poter contare sull’appoggio e sulla solidarietà dell’esercito di affezionati clienti: tanto per darsi un’idea, alle 4.30 del mattino di domenica 24 gennaio, centinaia di persone si trovavano ancora accalcate, sotto zero, all’esterno del Plastic, nell’attesa di riuscire a guadagnare l’agognato ingresso.

Nel piccolo comune agrigentino di Favara, a causa del crollo di una fatiscente catapecchia del centro storico, hanno perduto la vita due ragazzini. Secondo il triste e deprecabile rituale ormai consolidato, doveva scoppiare tale tragedia perché si venisse a parlare e a riflettere amaramente sulla circostanza che, nella disgraziata località, ben 52 alloggi in case popolari sono ultimati e pronti dal 1995 e, purtroppo, rimasti in abbandono per tutto questo tempo.

Bella, si fa per dire, la faccia del locale Sindaco, il quale oggi, solo oggi, proclama che, nel giro di un anno, un anno e mezzo, dette abitazioni saranno definitivamente completate e assegnate, disponendosi già delle graduatorie. Tra gli antipodi morali e concreti sopra accennati, secondo un’indagine dell’Associazione Contribuenti, è emerso che, in Italia, il 51,1% del reddito imponibile non viene dichiarato, così sfuggendo completamente alla tassazione.

Non occorre approfondire il dato ed esercitarsi in dettagli e analisi, qui sono in ballo decine, se non addirittura centinaia di miliardi d’imposte che lo Stato, come sarebbe suo diritto e dovere, non introita. Al riguardo, esiste però un dubbio non nuovo: a prescindere dallo spessore di virtù civica e fiscale dei cittadini e delle imprese, coloro che hanno in mano le leve della politica e del governo, a livello nazionale e locale, coltivano davvero la volontà di combattere ogni forma di evasione e/o elusione?

Se la volontà c’è, ma difettano i sistemi e i mezzi per agire in trincea, come mai, ad esempio, non si pensa di chiedere lumi e assistenza all’amico Governo degli USA, dove, è risaputo, nulla, assolutamente nulla, sfugge all’Erario? 

Rocco Boccadamo (Un lettore)

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