Cremona/ Il trasferimento di Clementina Forleo

Giovedì, 31 luglio 2008 - 14:59:00

Partiamo dai fatti. Clementina Forleo, a seguito di un procedimento del Consiglio superiore della Magistratura che l'ha accusata di "notevole propensione a condotte vittimistiche", "marcata carenza di equilibrio", "forte personalizzazione delle vicende processuali a lei affidate, soprattutto quelle aventi forte carattere mediatico che hanno causato contrasti, conflitti, sospetti", è stata trasferita a Cremona. Milano non la vuole. E il Consiglio superiore della Magistratura la ritiene incapace di svolgere il suo ruolo di magistrato. In estrema sintesi significa non essere idonea a svolgere il compito che da anni si trovava a ricoprire.

Enucleati i fatti, una domanda sorge spontanea. Se secondo l'organo di autogoverno della magistratura il giudice Clementina Forleo è "incapace di svolgere il suo lavoro" nel Tribunale di Milano, perché la sposta a Cremona?

Forse che i poveri cittadini di Cremona hanno necessità diverse da quelli di Milano? Forse che là amministrare la giustizia è più facile? Forse che da quelle parti il Palazzo di Giustizia funziona diversamente che nel capoluogo?

La risposta, ovviamente, è semplice. No, i cittadini sono tutti uguali di fronte alla legge. Che, dunque, è uguale a Cremona e a Milano. Perchè il Csm invece di trasferirla, se la ritiene incapace, non l'ha sospesa?

E' un vero paradosso. Il CdM considera la Forleo "non idonea", incapace di lavorare, ma poi la sposta in un altro tribunale e le fa svolgere lo stesso impiego. E' evidente quindi che la Forleo non fosse poi così inadatta. Ma che è solo vittima. 

Non sarà che è diventata talmente scomoda per la magistratura milanese che pur di non doverla affrontare, ha deciso di trasferirla qualche chilometro più in là? Sospetto legittimo, vista l'incoerente decisione del Csm. Che, sembra abbia pensato: via il dente via il dolore.  

Noi invece pensiamo che i cittadini abbiano il diritto di essere giudicati in modo equo, da chi sa fare il suo lavoro Quale cittadino vorrebbe esser giudicato da un giudice che il Csm ha già ritenuto non idoneo a svolgere quel ruolo?  Chi crederebbe al suo giudizio ora che è stato paragonato a quello di una semi malata mentale?

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