Ru486/ Cota chiude sulla pillola abortiva

Giovedì, 1 aprile 2010 - 08:09:00
Cercherò di tenere in magazzino le pillole abortive arrivate in Piemonte. La promessa è del neopresidente della regione, Roberto Cota, che in una intervista televisiva ha detto di pensarla, a riguardo, "in modo completamente diverso" rispetto al predecessore, Mercedes Bresso. "Sono per la difesa della vita e penso che la pillola abortiva debba essere somministrata quanto meno in regime di ricovero", ha spiegato. Sentendosi chiedere se le pillole che la Bresso aveva ordinato e che sono già arrivate in Piemonte rimarranno nei magazzini, lui ha replicato: «Eh sì, per quanto potrò fare io sì».

LA LOGGIA (PDL) - Immediate le reazioni politiche alle parole del neo-governatore. Favorevoli quelle del vice presidente dei deputati del Pdl Enrico La Loggia: "Apprezzo molto la posizione di Cota riguardo la pillola Ru486 a tutela della vita e contro le speculazioni che sino ad ora si sono fatte su questa materia".

VIALE-ROSSI - Non apprezza invece il ginecologo radicale Silvio Viale: "È il primo esempio di parola non mantenuta perché in campagna elettorale ben si è guardato dal dire che avrebbe bloccato la RU486, ma si è limitato a ripetere il ritornello del ricovero obbligatorio". Sulla stessa linea di Viale anche il neo presidente della Toscana Enrico Rossi, già assessore regionale alla salute: "Le sue dichiarazioni mi sembrano stupidaggini dettate forse dalla sua inesperienza in materia sanitaria o dalla volontà di catturare e strumentalizzare il consenso dell'opinione pubblica meno consapevole". La Ru486 è stata sperimentata anche in Toscana, all'ospedale di Pontedera (Pisa). "In Italia - prosegue Rossi - c'è una legge, la 194, che disciplina il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza. Il farmaco di cui si parla ha ottenuto l'autorizzazione alla distribuzione sul territorio nazionale. Infine nel nostro paese è garantita la libertà terapeutica, un ambito che riguarda solo il medico, il paziente e il loro rapporto. Tutto il resto sono chiacchiere inutili".

AIFA - Il direttore generale dell'Agenzia del farmaco, Guido Rasi replica indirettamente al presidente del Piemonte Roberto Cota e chiarisce che "le Regioni non possono fare come vogliono. Hanno una larga autonomia sulle modalità, le tempistiche e i percorsi di somministrazione di un farmaco, un buon margine operativo, ma prima o poi si deve trovare una modalità per l'erogazione di un farmaco già approvato". È il caso della RU486, approvata in Italia dall'Aifa con una delibera pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso dicembre dopo anni di dibattiti e polemiche. "Le Regioni hanno ampi margini - ha ribadito Rasi - e potrebbero ritardare l'erogazione della pillola, ma dovranno renderne conto".
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