"Costretto a vendere le partite". Mafia in campo, il calcio non è più Cosa Nostra

Giovedì, 26 gennaio 2012 - 11:40:00
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di Lorenzo Lamperti

Mafia promossa in serie A. Questa la conclusione a cui arriva la Procura di Bari dopo l'interrogatorio ad Andrea Masiello. Il difensore dell'Atalanta, ex capitano del Bari, ha confessato al pm Ciro Angelillis di aver preso denaro per tentare la combine a Palermo. La partita incriminata è la celebre Palermo-Bari, risultato finale 2-1, della scorsa stagione di A.

Ma Masiello ha parlato anche di tanto altro con Angelillis e il procuratore Antonio Laudati. Il verbale dell'incontro è stato secretato perché "riguarda persone diverse dal dichiarante", scrive lo stesso Laudati. E sembra davvero che quello che sta uscendo possa diventare un vero terremoto. Per la A, per giocatori, ma anche per le società. Il giocatore si è incontrato con gli investigatori all'uscita dello svincolo per Carbonara, sulla tangenziale di Bari, dove li aspettava un auto dei carabinieri.

Uomini del clan barese dei Parisi aspettavano i calciatori sotto casa. Entravano negli spogliatoi. Hanno esercitato pressioni, distribuito mazzette e denaro per combinare i risultati delle partite del Bari. Almeno quattro, come ha ammesso Masiello. Ma potrebbero essere anche molte di più. Bari-Chievo 1-2, Bari-Roma 2-3 e Bari-Sampdoria 0-1 sono venute fuori dal discorso dell'ex capitano della squadra pugliese. Ma si chiacchiera anche di altri match.

"Mi minacciavano" avrebbe detto Masiello a Laudati e Angelillis. "Tutti mi dicevano di stare attento, che era gente poco raccomandabile. Di non fare lo scemo e accettare i soldi". Due volte lo hanno aspettato sotto casa e gli hanno messo una mazzetta da 80 mila euro in mano. Il clan Parisi, certo. E il clan degli "Zingari", il cui ruolo sta prendendo sempre più forma con il passare del tempo e delle testimonianze. In particolare la posizione di Ilievski, che il calciatore ha riconosciuto come uno di coloro che ha fatto pressioni per combinare le partite. E il ruolo di Ilievski sembra molto importante ai fini dell'inchiesta. La Procura di Cremona ha accertato che lo slavo si trovava a Formello prima di Lazio-Genoa e nell'hotel dei calciatori prima di Lecce-Lazio. Partite finite nel mirino e sulle quali sempre di più prende forma la combine.  

La Procura di Bari, che sta prendendo sempre più spazio anche perché Cremona a febbraio dovrà rallentare per gli impegni del pm Di Martino su Piazza della Loggia, adesso ha sul taccuino i nomi di altri calciatori, del Bari ma anche di altre squadre. A quanto si dice soprattutto di Parma e Bologna. Tutte squadre già salve, o nel caso del Bari già retrocesse, che nelle ultime giornate potrebbero aver allenato un po' la tensione, per così dire. Presto ci potrebbero essere altri arresti e azioni importanti. In campo è scesa la mafia.  



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