Cosa Nostra voleva uccidere il sindaco di Gela
Cosa Nostra voleva uccidere l'eurodeputato del Pd ed ex sindaco di Gela, Rosario Crocetta, e la sorella del Gup Giovanbattista Tona, in servizio al Tribunale di Caltanissetta. Un piano sventato dalla Dda e dalla sezione "Criminalita' organizzata" della Squadra Mobile di Caltanissetta in collaborazione con il Commissariato di Gela. In nottata sono state eseguite cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip Marcello Testaquadra nei confronti di altrettanti affiliati al clan mafioso Emmanuello di Gela. Notificati inoltre avvisi di garanzia ad altri quattro fedelissimi della cosca. I provvedimenti restrittivi hanno raggiunto Francesco Vella, 35 anni, Nicola Cascino, 56 anni, Massimo Carmelo Billizzi, 35 anni, Paolo Portelli, 42 anni e Domenico Vullo, 34 anni. Tutti erano gia' detenuti per altri fatti. Gli avvisi di garanzia riguardano Emanuele Argenti di Guido, 45 anni, Salvatore Terlati, 36 anni, Emanuele Bassora, 36 anni, e Alessandro Gambuto, 35 anni. Anche loro sono detenuti.
IL PROGETTO - Il progetto doveva scattare questo mese, in attesa degli esiti di un processo che il giudice Tona sta celebrando nei confronti di otto affiliati del clan Emmanuello, arrestati nell'ambito dell'operazione "Genesi" per la guerra di mafia che insanguinò Gela negli anni novanta. Tra gli imputati vi sono anche Alessandro e Davide Emmanuello, fratelli di Daniele Emmanuello, il boss latitante dal 1993 che rimase ucciso nel 2007 nelle campagne di Enna durante un conflitto a fuoco con la polizia che aveva individuato il suo rifugio. Gia' nel 2006 Cosa Nostra aveva pianificato l'omicidio di Crocetta, allora sindaco di Gela, per la sua netta azione di contrasto della mafia e a favore della legalita'. Il clan Emmanuello voleva anche uccidere la sorella del giudice Tona, ma per un errore di persona aveva preso di mira una cugina di secondo grado dello stesso magistrato, ex vicedirettore di banca a Mussomeli



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