Cornuto e mazziato
Il marito che sopporta l'infedeltà della moglie deve continuare a mantenerla anche dopo il divorzio. La curiosa sentenza è arrivata dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 12419), che ha recentemente esaminato il caso di Adriano Z. e Lauretta F., coniugi di Vicenza hanno deciso di separarsi dopo 24 anni di matrimonio. Un lasso di tempo piuttosto lungo, durante il quale, tuttavia, la signora ha passato gli ultimi 12 anni conducendo una relazione extraconiugale della quale il marito era a conoscenza.
Uno stato di fatto che costerà caro al signor Adriano, che dovrà corrispondere alla moglie un assegno divorzile di 1.300 euro mensili, nonostante la signora abbia stabilizzato la vita con l'amante, un benestante agente di commercio. Nella sentenza la Suprema Corte ha specificato che ad Adriano "non poteva essere negato l'apporto personale di Lauretta alla conduzione famigliare, intesa pure come attenzione e dedizione alle varie esigenze del coniuge e della prole, dal momento che ciò in effetti corrisponde a notorie propensioni affettive e dedizioni anche organizzative proprie del contesto famigliare, della cui mancanza o insufficienza, Adriano non era risultato essersi in precedenza doluto o avere risentito nocumento, conscio o meno che fosse della da lui asserita infedeltà della moglie". Dunque Adriano Z. dovrà continuare a mantenere la moglie che lo aveva tradito durante il matrimonio e che ora ha una "stabile convivenza more uxorio con un persona che risulta facoltosa".



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