Cortina, politici e scorta in hotel
L'ira della Lega: fate schifo
"Sicuramente faremo un'interrogazione parlamentare, alla Camera o in Senato. Certe situazioni ci fanno schifo, e si commentano da sole". Il senatore della Lega Nord Gianpaolo Vallardi è pronto a tornare sulla vicenda dei soldi spesi per la scorta garantita a Cortina al ministro della Giustizia Paola Severino e alla senatrice Pdl Maria Elisabetta in vacanza nel paradiso delle dolomiti.
IL CASO - Non solo Fiorello e la Santanché, a Cortina, nei giorni caldi delle vacanze di Natale, c’erano anche il ministro della Giustizia Paola Severino, che ha una casa, e l’ex sottosegretario alla Giustizia, senatrice del Pdl, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Entrambe godono della scorta: il neo ministro per il ruolo che ricopre e per una lettera di minacce con bossoli ricevuta all’inizio di dicembre; la Casellati perché ha ricevuto minacce quando era sottosegretario e la conserva tuttora con la formula che "non sono venute meno le ragioni di sicurezza che l’avevano richiesta".
Per una quindicina di giorni, a Cortina, una ventina di agenti della polizia penitenziaria di Padova e Treviso si sono alternati alla scorta delle due politiche, dormendo in alberghi di Cortina a circa 200 euro a notte, e per un costo di 100 euro ad agente. Tutti a carico dell’amministrazione penitenziaria. E dunque dello Stato. Gli agenti all’inizio erano stati sistemati in una caserma messa a disposizione del Corpo Forestale dello Stato.
La Casellati l’estate scorsa, dal 10 agosto a dopo Ferragosto, allora sottosegretario alla Giustizia, soggiornò in un albergo della costa nord della Sardegna con gli agenti della scorta al seguito. La vacanza sollevò un polverone, tanto che il deputato sardo Guido Melis (Pd) rivolse all’allora ministro Alfano un’interrogazione, proprio per avere qualche spiegazione sul soggiorno. Ma allora era nel governo in carica.


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