Contro la depressione può bastare una scossa al cervello. L’intervista ad Alberto Priori
Di Nicole Cavazzuti
Contro la depressione oggi non si punta più solo su farmaci e psicoterapia. Per risolvere il problema si ricorre a una scossa al cervello. È la sensazionale scoperta dei ricercatori del Centro per la Neurostimolazione della Fondazione Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena di Milano, diretto dal professor Alberto Priori. Che intervistato da Affari Italiani.it spiega: "Abbiamo applicato la metodica di stimolazione elettrica transcranica con correnti dirette a pazienti affetti da depressione acuta e con una documentata farmaco-resistenza alle spalle. Tutti hanno registrato un decisivo miglioramento della sintomatologia depressiva. E non è tutto: i vantaggi della metodica sperimentale di stimolazione elettrica sono molteplici. È indolore, non invasiva e priva di controindicazioni". 
È vero che la tecnica pare possa aiutare anche in altri campi le terapie tradizionali?
"Sì, pare sia utile anche nel trattamento dei pazienti che hanno avuto ictus o affetti da dolori acuti, ovviamente con opportune modifiche".
Quali sono i prossimi obbiettivi delle vostre ricerche sul tema?
"Vorremmo capire perché circa un quarto dei pazienti risponde poco alla terapia e indagare le possibili interazioni con altri trattamenti. Non è escluso che alcuni farmaci possano modificare la risposta al trattamento".
Cosa dobbiamo attenderci dal futuro?
"Un uso più caparbio e mirato della terapia. Nel giro di pochi mesi avremo più chiarezza in merito al paziente ideale da trattarsi con questa tecnica. Inoltre ribadisco che questa metodica ci aiuterà probabilmente nei prossimi anni ad aiutare i pazienti con danni provocati da ictus o affetti da dolori forti".



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