Contrada/ Il tribunale di sorveglianza gli concede la libertà
Gli arresti domiciliari a Bruno Contrada, l'ex 007 del Sisde non bastano. Lui vuole tornare a Palermo dalla moglie"I domiciliari a Napoli sono peggio del carcere". Lo ha annunciato al suo avvocato che se non gli sarà concesso di tornare a Palermo dalla sua famiglia "prenderà un taxi e si costituirà al carcere militare di Santa Maria Capua Vetere".
Contrada ha spiegato all'avvocato Giuseppe Lipera. di "considerare un passo indietro gli arresti domiciliari a Napoli" perché così la casa di sua sorella viene trasformata "in un ospedale chiuso agli ospiti di Anna".
Ha inoltre detto che essere a Napoli gli rende impossibile vedere la moglie Adriana e i suoi due figli che vivono "a mille chilometri di distanza da me e che non possono venire a trovarmi". La moglie, gravemente malata, e non lascia infatti Palermo da anni, tanto che non è mai andata a trovarlo durante la sua detenzione nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, mentre i figli "hanno problemi di lavoro e famiglia". Inoltre Contrada ha osservato di "avere tutti i medici che lo seguono a Palermo e nessuno a Napoli".
LA SCARCERAZIONE- Solo ieri il Tribunale di sorveglianza di Napoli aveva deciso la scarcerazione di Bruno Contrada, l'ex funzionario del Sisde che sta scontando una pena a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo conferma il legale di Contrada, Giuseppe Lipera, spiegando che "la detenzione è ora ai domiciliari". Mercoledì il sostituto procuratore generale di Napoli Ugo Ricciardi aveva espresso parere favorevole all'istanza di scarcerazione.
Il legale di Contrada aveva presentato istanza di scarcerazione per l'ex dirigente del Sisde per motivi di salute. Contrada ha 77 anni e soffre di varie patologie, tra le quali il diabete. In precedenza, una ventina di analoghe istanze erano state respinte dalla magistratura di sorveglianza. Contrada stava scontando una condanna definitiva a 10 anni presso il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere.



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