Naufragio, non ci sono solo buoni e cattivi
Di Giuseppe Morello
Solo in Italia siamo capaci di fare inchieste giudiziarie che per approssimazione e confusione cercano di assomigliare ai reati che dovrebbero svelare. I primi segni di questa somiglianza ci sono già nelle indagini sul disastro della Concordia. Stando alle prime mosse la Procura di Grosseto non offre grandi garanzie, specie per il procuratore capo Verusio al quale evidentemente le forme della giustizia interessano poco, visto che la sera del disastro, ospite da Mentana, stava già celebrando in tv il processo, peccato che non c'era Schettino in studio. Nel frattempo assistiamo allo scontro tra procura e Gip sulla scarcerazione del comandante, il quale per altro è stato sottoposto a esami tossicologici solo oggi, un po' tardi se si voleva appurare la sua eventuale ubriachezza. Insomma, si sente puzza di pasticcio e di frettolose semplificazioni, quando al contrario siamo di fronte a una vicenda complessa.
L'altro rischio infatti che questa faccenda corre è di presentarsi come la banale dicotomia tra il buono (De Falco) e il cattivo (Schettino), tra il severo e l'irresponsabile, tra chi è rimasto al suo posto e chi è scappato. Media e social network assecondano questa facile contrapposizione che ha un sapore molto cinematografico, ma è da ottusi affrontare questa vicenda come l'armageddon tra il bene e il male personificati in due marinai. Schettino pagherà ma la sua punizione non risolve le responsabilità della compagnia, non chiarisce il perchè di pratiche consuete ma illegali e pericolose, non migliora per magia l'inettitudine nazionale a gestire le emergenze e i disastri, non spiega cosa ha funzionato e cosa no, le complicità di chi era a bordo, l'impreparazione dell'equipaggio, la refrattarietà alle regole di un intero paese, e molte altre cose. È molto gratificante racchiudere questa tragedia nei comportamenti così diversi di De Falco e Schettino, dell'eroe e dell'antieroe, una riduzione ottima per un tweet di 140 battute, ma non per capire come stanno le cose.


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