Tv/"Commissariato": la realtà è 'vera' come la fiction

Sabato, 18 marzo 2006 - 10:29:00

Di Alessandro Rimassa

E' nato un nuovo genere: il docu-reality
Cavoli, ma è proprio un commissariato reale, sembra "Distretto di Polizia"! È la fiction che supera la realtà e si fissa, nel nostro pensiero, come fosse reale. Così che, quando si scopre la realtà, si fa il ragionamento inverso: si considera ciò che si sta vedendo come vero, proprio perché è identico a quanto incontrato nella finzione.

Il meccanismo, apparentemente complesso, grazie o per colpa della televisione è abbastanza comune: per il telespettatore la finzione televisiva diventa il metro di paragone, la realtà a cui rapportarsi. Senza entrare nell'analisi psicologica e sociologica del fenomeno, c'è da sottolineare quanto bravi siano gli sceneggiatori italiani di fiction: in campo poliziesco sia "Distretto di polizia" di Canale 5 che "La Squadra" di Rai Tre, risultano identici a "Commissariato Trevi - Campomarzio", il docu-reality che ha debuttato ieri sera su Fox Crime (Sky, canale 112) e che sarà in onda ogni giovedì alle 21:55.

Le storie raccontate sono quelle, reali, di un commissariato romano. Ma il commissario, che ha l'ufficio identico a quello di Giulia Corsi (Claudia Pandolfi, in "Distretto"), sembra un nouvelle Giancarlo Giannini: occhiali scuri mentre dirige una retata al Colosseo (tra l'altro la stessa operazione era il soggetto di una puntata di "Distretto di polizia"); vero capo squadra quando si trova tra le mura del commissariato, coi suoi agenti. Mura asettiche, ma ambiente ordinato e pulito (anche se un poliziotto fuma nel suo ufficio).

Le riprese della squadra di Fox sono attente, pulite, realiste: portano il telespettatore all'interno della vita quotidiana della polizia di stato, tra azione, preparazioni, appostamenti e momenti di forte umanità ("Sai, alla stazione lo scorso anno abbiamo trovato uno che si era buttato sotto un treno. Io lo conoscevo, si chiamava Alessandro", racconta un agente al collega durante un pattugliamento). I casi sono vari: perquisizione, fermi, ricerca di una persona scomparsa, recupero di armi abbandonate, raccolta di denunce, incidente stradale… un po' troppi, ecco una delle due pecche di "Commissariato", per una sola puntata di 55 minuti. Altro neo: la comprensibilità di ciò che avviene è faticosa; una voce fuori campo o, meglio, delle scritte che scorrono e spiegano le diverse scene, aiuterebbero lo spettatore a seguire con più coinvolgimento il film-verità.

Nel complesso però "Commissariato Trevi - Campomarzio", diretto da Riccardo Cremona, Vincenzo De Cecco e Flavia Pasquini, risulta essere un bel prodotto, capace di mostrare senza filtri quello che, chi ha il compito di proteggere i cittadini, fa ogni giorno: azioni, piccole o grandi che siano, che trasformano uomini comuni in piccoli eroi del quotidiano.

 

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