Coltiva la marijuana per regalarla alla figlia 19enne
Altro che genitori al passo con i tempi. Un uomo è finito nei guai per aver coltivato marijuana da regalare alla figlia diciannovenne. Questo è quello che è emerso durante il processo per direttissima contro C. C., classe '62, residente a Vestenanova, chiamato a rispondere di detenzione di droga ai fini di spaccio. "Gli stupefacenti - si è giustificato l'uomo - non li vendo mai, in vita mia non l'ho mai fatto. Se capita, li offro agli amici.."
Non solo a loro, però: durante la stessa direttissima, infatti, è stato acquisito tra gli atti probatori il verbale con le dichiarazioni rese dalla figlia diciannovenne di C. C. ai carabinieri di San Giovanni Ilarione. Sin da quandoera minorenne la ragazza ha ammesso che a regalarle la marijuana era lo stesso papà, che la coltivava nella loro abitazione.
Tre, nel dettaglio, le piante di canapa indiana che sono state individuate nella casa dove i due (seppure saltuariamente) convivono. Ma non è finita qui: in base al capo d'imputazione che ieri mattina all'ex Mastino risultava contestato all'uomo, infatti, sempre all'interno dell'abitazione sarebbero stati trovati 183, 15 grammi di stupefacenti, nello specifico di marijuana, suddivisi in alcuni involucri a loro volta occultati in diversi mobili tra le varie stanze della casa di Vestenanova. Tra l'altro, nella stessa stanza da letto della figlia diciannovenne, le forze dell'ordine hanno messo le mani su ulteriori 3,40 grammi di marijuana: la stessa giovane, che ne ha poi fornito diretta ammissione ai militari dell'Arma, aveva provveduto a riporla dentro il cassetto del suo comodino, sempre sotto forma di involucro.
"Sì, ero sempre io a formare quegli involucri, ma non per rivenderli, bensì per esclusive esigenze di conservazione e soprattutto praticità - ha spiegato il genitore durante la confessione resa ieri mattina nel corso dell'udienza per direttissima davanti al giudice monocratico Raffaele Ferraro -. Lo faccio dopo aver messo ad essiccare le cime delle piante...Quella droga mi serve per questo prossimo inverno". Era stata con tutta probabilità una segnalazione, l'altro giorno, a indurre i carabinieri a fermare C. C. per un controllo mentre si trovava alla guida della propria auto: dalla vettura, però, non era "spuntato" alcunché di equivoco. Tutt'altro scenario, invece, quello che si è aperto ai militari dell'Arma nel corso della successiva ispezione in casa. Quella stessa casa dove comunque già ieri mattina, su decisione del giudice Ferraro, l'uomo ha potuto far ritorno grazie alla concessione degli arresti domiciliari. Appuntamento rinviato, invece, per la sentenza.


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