Colf e badanti: oltre la metà lavora in nero
Più di un milione e mezzo di rapporti di lavoro attivi presso l’Inps a fine 2008 e 600 mila lavoratori domestici registrati, in gran parte donne straniere. Ma le stime che comprendono le colf e le “badanti” irregolari arrivano a calcolarne fino al doppio. E’ questa la fotografia del lavoro domestico in Italia scattata dalle Acli Colf che sarà presentata a Roma durante la XVII Assemblea nazionale – “Per un nuovo welfare della cura oltre il fai da te”, in programma da oggi a domenica 24 maggio. 
L’ultimo decreto flussi 2008 ha previsto l’ingresso per poco più di 100 mila (105.400) colf, in aggiunta al decreto precedente che aveva registrato 420.366 domande per lo svolgimento di attività domestiche e di cura sul totale di 740.813 istanze presentate. Dei circa 600 mila lavoratori domestici regolarmente registrati quindi la stragrande maggioranza proviene da Paesi stranieri, solo il 22,3% del totale, meno di un quarto, è di nazionalità italiana. Le donne sono l’87% fra i lavoratori stranieri, il 96% fra gli italiani.
Ma qual è la provenienza delle colf? Il 20% proviene dalla Romania, il 12,7% dall’Ucraina, il 9% circa dalle Filippine e il 6% dalla Moldavia, per citare le comunità etniche e nazionali più numerose. Seguono Perù, Ecuador, Polonia e Sri Lanka, con percentuali che vanno dal 3,6 al 2,8% e rappresentanze minori di numerosi altri Paesi, europei, asiatici, africani e sudamericani.



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