Cogne, Taormina: "Samuele ucciso con una pinza". Ma ad Affaritaliani.it: "Non l'ho mai detto"
Il piccolo Samuele Lorenzi fu ucciso con una pinza, grande e pesante, con i beccucci rotondi in cima. A rivelarlo è Carlo Taormina (che poi ritratta attraverso Affaritaliani.it), già legale di Annamaria Franzoni, che sta scontando 16 anni di carcere per l'omicidio del figlioletto, il 30 gennaio 2002 nella loro casa di Cogne. In un'intervista al settimanale Oggi, l'avvocato ha precisato che si tratta di un "classico strumento di elettricisti, elettrauto, periti elettrotecnici che, impugnato in un certo modo, diventa un oggetto snodabile che può aver lasciato quella scia di macchie di sangue sulle pareti della stanza del delitto di Cogne".
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"La forma arrotondata - ha aggiunto - è compatibile con le ferite. Me l'hanno detto i medici legali". Taormina sottolinea che a fargliela trovare era stata una veggente nel settembre 2004: "Non rientrava nei miei compiti - prosegue l'avvocato - consegnarla agli inquirenti. Io ero il difensore della donna accusata del delitto. Ero tenuto solo alla sua difesa e al segreto professionale. Mi limitai a consegnarla ai miei medici legali. Avuta la loro risposta decisi di tenerla e seguire gli sviluppi dell'inchiesta e del processo di secondo grado".
Ma sentito da Affaritaliani.it Taormina ritratta: "Non ho mai detto che una pinza è l'arma del delitto di Cogne, ho detto una cosa molto diversa". Ecco l'intervista
Una pinza, dunque, è l'arma del delitto di Cogne?
"Io non mai detto questo, ho detto una cosa molto diversa. Si parlava della vicenda di Yara, nella quale come sappiamo stanno intervenendo molte veggenti. E a dimostrazione della mia incredulità nei confronti di queste persone ho raccontato la mia esperienza. Una veggente mi portò in un posto dove diceva che avremmo trovato l'arma del delitto di Cogne. Arrivammo vicino a un fiumiciattolo e trovammo questo oggetto, una pinza. Ma siccome appunto non credevo a questa donna, non ho neanche consegnato l'oggetto l'autorità giudiziaria"
Quindi è stato riportato male il senso del suo discorso nell'intervista?
"Sicuramente. Io ho detto semplicemente che non credevo e non credo nelle veggenti di turno che vengono fuori quando si tratta di misteri giudiziari. Anche a me è capitata una cosa di questo genere e l'ho descritta"
Quindi non pensa che sia l'arma con cui è stato ucciso Samuele?
"No, non lo penso assolutamente. E l'ho sempre pensato. tanto più che il fatto risale al settembre del 2004 e delitto di Cogne è avvenuto oltre due anni prima. Quale arma si poteva trovare a distanza di due anni?"
Smentisce dunque quanto detto a oggi?
"No, non smentisco. Dico quello che ho detto. Non ho letto l'articolo di Oggi"
Un piccolo passo indietro. Se lei fosse rimasto il legale di Annamaria Franzoni crede che sarebbe stata assolta?



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