Lecce, sospeso per aver chiesto di non sniffare in corsia
Sospeso con effetto immediato e "fino a data da destinarsi". Giuseppe De Maria, il direttore sanitario dell'ospedale 'Santa Maria Caterina Novellà di Galatina, che nei giorni scorsi ha scritto una circolare interna agli operatori sanitari del presidio pregandoli di astenersi dall'assunzione di cocaina durante le ore di servizio, è stato "mandato a casa" dalla direzione generale della Asl di Lecce. Le funzioni sono state assunte ad interim dal direttore sanitario della stessa Asl del capoluogo. Nei giorni scorsi la circolare era stata inviata dalla direzione generale della Asl alla Procura della Repubblica di Lecce.
Il dottor De Maria dovrà produrre entro dieci giorni le sue contro deduzioni. Il direttore generale, inoltre, ha espresso e rinnovato incondizionata fiducia e solidarietà a tutti gli operatori sanitari del nosocomio che rendono da sempre un servizio encomiabile a favore della popolazione. Nel contempo ha rassicurato pazienti e cittadini sull’alta professionalità degli stessi operatori in servizio presso l’Ospedale di Galatina. «Il direttore generale - si legge in una nota ufficiale - non può negare un senso di rammarico per la genericità con cui è stata diramata la circolare che lascia spazio ad un’interpretazione molto larga poiché, se il problema c’è, sarà sicuramente circoscritto».
De Maria altro non aveva fatto che rendersi conto che nell'ospedale della provincia di Lecce si tira cocaina nei corridoi. E per questo il direttore sanitario del "Santa Caterina Novella" aveva indirizzato "a tutto il personale di ogni ordine e grado" e per conoscenza anche allo psicologo del lavoro una lettera per pregare chi è in servizio, a non sniffare
"Sono pervenute segnalazioni anonime – si leggeva nella circolare - circa l’utilizzo, in dosi tali da alterare le capacità lavorative, di cocaina, si spera non durante l’orario di servizio, da parte di personale dipendente. Questo Ufficio è tenuto a richiamare, ove mai ciò rispondesse al vero, chi eventualmente ne facesse uso ad astenersi durante il lavoro e a intraprendere un idoneo programma di disintossicazione. Stante il tipo di sostanza non dovrebbe essere così difficile. Un periodo di riposo e l’eventuale supporto dei nostri servizi a ciò dedicati potrebbe giovare".
Pare che la lettera sia solo la punta di un iceberg che ha smosso tutta la Asl di Lecce che, secondo indiscrezioni, sta effettuando già da tempo uno screening su tutti gli ospedali di sua competenza grazie ad un questionario che mira a mettere in luce situazioni di abuso di alcol o droga tra il personale sanitario.
La Asl come conseguenza ha aperto un’indagine interna sul caso. L'indagine interna alla ricerca di eventuali responsabili è già stata avviata, così come il provvedimento disciplinare nei confronti del direttore medico, Giuseppe De Maria. Sulla vicenda interviene il Tribunale per i diritti del malato che sollecita interventi drastici nei confronti di eventuali responsabili. "Vista la gravità delle segnalazioni, anche se anonime", dice Anna Maria De Filippi, "questo Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva esprime sdegno, indignazione e condanna per un atto così irresponsabile come quello di assumere sostanze stupefacenti nell’esercizio del proprio lavoro pagato con i soldi dei contribuenti. Prima di intraprendere qualsiasi iniziativa a tutela dei malati e, nel caso si configurasse un reato da perseguire, questo Movimento valuterà l'opportunità di costituirsi parte civile".



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