Cocaina nei privé della "Firenze bene". Trenta arresti e quattro locali chiusi

Martedì, 23 giugno 2009 - 13:00:00

Una trentina di ordinanze di custodia cautelare - fra carcere e domiciliari - e quattro locali chiusi: lo Yab, il Colle Bereto, il Full Up e il ristorante Il Peperoncino, tutti luoghi della cosiddetta "Firenze bene" dove secondo le accuse si consumava e si spacciava droga, in particolare cocaina. È l’esito di un’inchiesta della procura di Firenze, condotta dalla squadra mobile, sullo spaccio e il consumo di droga, soprattutto cocaina, in locali notturni, «frequentati - spiegano gli inquirenti - da persone della Firenze bene».

CONSUMO DI DROGA NEI PRIVE' - In base a quanto emerso dalle indagini, «i gestori dei locali - continua la questura - con il coinvolgimento di personale dello staff, prendevano accordi telefonici con gli spacciatori, che provvedevano alle consegne nelle aree esterne o all’interno degli stessi locali. Il consumo di cocaina nei privè è stato documentato dalle telecamere».


OPERAZIONE NOTTI BIANCHE - Stanotte, un’operazione, denominata ’Notti bianchè, ha portato alla chiusura di quattro locali e «ad oltre trenta arresti e cinquantadue perquisizioni in abitazioni, locali notturni e studi professionali».
Dalle indagini, con pedinamenti ed intercettazioni telefoniche, «è stato accertato - conclude la nota - che i locali rappresentavano in alcuni casi l’elemento di congiunzione tra spacciatori e consumatori di droga. Lo stupefacente ceduto nella maggior parte dei casi era cocaina, con consegne fino a oltre 300 grammi».

IL QUESTORE: «FENOMENO CHE RICHIEDE UN MONITORAGGIO CONTINUO» - Il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, ha telefonato al questore Francesco Tagliente per complimentarsi dell’esito dell’operazione antidroga. Il blitz è scattato all’alba ed è stato condotto dalla squadra mobile di Firenze, diretta da Filippo Ferri e dagli uomini del servizio centrale operativo. L’inchiesta è stata condotta dal pm Luigi Bocciolini che ha partecipato ad alcune fasi dell’operazione. Fra i reati contestati, a vario titolo, ai circa 40 indagati, la detenzione e lo spaccio di stupefacenti, e l’agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti. «L’operazione - ha detto Tagliente - conferma l’importanza di aver inserito fra le priorità della questura il contrasto alle sostanze stupefacenti. È un fenomeno così diffuso da richiedere un monitoraggio continuo»

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