Cocaina, ora è tagliata con un antiparassitario. E' allarme
Martedì, 29 dicembre 2009 - 10:36:00
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Un’allerta del tutto singolare, però, e ancora difficile da decifrare appieno. In diversi campioni di cocaina sequestrata in giro per il mondo è stato rinvenuto il ‘levamisole’. Un farmaco che si presenta come una polvere bianca e cristallina, utilizzato come antiparassitario per gli animali, ma un tempo anche nell’uomo dove in tempi recenti si è scoperto che provoca agranulocitosi, una malattia che abbassa le difese immunitarie e la produzione di globuli bianchi, liberando la strada ad infezioni anche letali. Allerta ancora attivo sul territorio italiano e che il Dipartimento politiche antidroga ha rigirato alle diverse autorità ed enti presenti sul territorio con lo scopo di raccogliere informazioni e avvertire del possibile rischio per la salute di quanti fanno uso di cocaina. “È scattata un’allerta – ha spiegato Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento politiche antidroga a Redattore Sociale - perché ultimamente c’è un ricorso maggiore di questa sostanza da parte degli spacciatori. Non riusciamo a capire qual è il motivo particolare. Se questa sostanza viene fuori sempre più in larga scala, il problema è che sarà facile trovare qualche persona allergica al levamisole che potrebbe andare incontro a problemi clinici rilevanti. È un’allerta di tipo sanitario. Una questione legata ad un farmaco già a suo tempo segnalata come pericoloso per gli effetti collaterali che aveva”.
Per gli addetti ai lavori, questa sostanza non è nuova. Tracce di levamisole sono state ritrovate nella cocaina esportata e quindi non ancora tagliata più di 4 anni fa. Ma allora si trattava di casi isolati. Quello che sta accadendo in quest’ultimo anno è diverso. Da analisi compiute dai reparti investigativi di vari paesi e da quelle cliniche effettuate su persone che avevano fatto uso di cocaina, si è potuto constatare che negli ultimi tempi il fenomeno si è allargato a macchia d’olio, portando il mondo dell’antidroga a denunciare una situazione completamente nuova. Se prima il levamisole veniva utilizzato raramente, oggi se ne fa un uso diffuso soprattutto nei paesi tra i maggiori produttori di cocaina. La denuncia, però, era partita già alcuni anni fa. In occasione del 44° meeting scientifico International Association of Forensic Toxicologists (Tiaft), svoltosi a Ljubljana, in Slovenia, nel 2006, alcuni studiosi della sezione di tossicologia dello Sheffield Teaching Hospital Foundation Trust, a Sheffield in Gran Bretagna, in un articolo avvertivano come “sequestri di cocaina adulterata con levamisole si rilevano con sempre più frequenza in tutto il mondo. A causa delle differenze temporali e geografiche, è improbabile che si tratti di una sola partita. Il sito più ragionevole per la contaminazione è la fonte”.
La cocaina contaminata in Italia è stata trovata lungo tutto lo stivale. Secondo un bollettino diramato dal Laboratorio di Tossicologia forense del Dipartimento universitario di Medicina pubblica, clinica e preventiva di Napoli, dalla responsabile Renata Borriello, il levamisole è stato riscontrato in dosi di cocaina a Padova in un ingente quantitativo di droga sequestrata con percentuali di antiparassitario che arrivavano al 10%. La presenza del farmaco è stata evidenziata anche in circa il 50% dei campioni di cocaina analizzati dalla Tossicologia forense dell’Università Cattolica di Roma, mentre il Ris dei Carabinieri di Roma ha rintracciato il levamisole nella cocaina sequestrata a Genova, Firenze, Ancona, Grosseto, Reggio Calabria, Brescia e Taranto



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