Reportage/ Scambisti, voyeristi, coppie curiose, inesperte o veterane del luogo, singoli e singole (poche) in cerca di emozioni forti. Ecco il variegato popolo dei club privé
di Nicole Cavazzuti
Scambisti, voyeristi, coppie curiose, inesperte o veterane del luogo, singoli e singole (poche) in cerca di emozioni forti. Ecco il variegato popolo dei club privé: realtà diffuse quasi ovunque in Italia. Locali dalla facciata anonima e gli arredi spesso sfarzosi, al limite del kitch. Paradisi del sesso al confine della legalità, dove"incontri", "sesso" e "scambismo" diventano volentieri sinonimi. Locali non immuni (come tutti del resto), però, agli effetti della crisi economica: “Abbiamo notato un calo di pubblico negli ultimi mesi, ma non siamo preoccupati. I locali di qualità alla fine supereranno i momenti difficili”, commenta uno dei gestori del Capriccio Disco Club Privé di Milano (via Ippolito Rosellini 1). E così, contro l’effetto crisi, nascono ovunque offerte speciali ed eventi.
Un esempio su tutti: ogni venerdì e sabato il NewParadise, sempre a Milano organizza cene con buffet di piatti caldi e freddi, discoteca con animazione e spettacoli sexy con le migliori pornostar del momento (via Monfalcone 34/1).
Ma come sono e da chi sono frequentati i club privé? Affaritaliani è andato a vederlo. Per condurvi in un viaggio alla scoperta del "sottobosco" dei locali più cool. Ideali per chi è in cerca di brividi. Cominciando dal Capriccio Disco Club Privé di Milano, vicino a piazzale Lagosta, visitato un venerdì sera di marzo. 
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L’apertura avviene alle 22, ma è solo dalle 23 che il locale inizia ad animarsi. All’esterno non c’è alcuna insegna, ad attirare l’attenzione solo un’accattivante luce rossa. E un buttafuori, che si riserva il diritto di decidere chi far entrare. Noi due entriamo senza problemi. “Buona sera”. “Buona sera”. Ed eccoci a scendere le scale dalle pareti imbottite di stoffa azzurra. Più da camera da bambino che da locale sexy, penso mentre le narici mi si riempiono di un forte profumo di detersivo, un odore tipico delle spa. Meno di un locale notturno, dove di piscine non ce ne sono. 
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Che si sia entrati in un batti baleno è più che normale: singole e coppie sono sempre ben visti. La selezione si fa più rigida verso gli uomini soli, invece, che oltretutto qui devono pagare 150 euro contro i 20 di una coppia. E in altri locali i prezzi si fanno più alti. Ce lo dicono alla cassa, che funge anche da guardaroba. Prendiamo una tessera: ogni consumazione dopo la prima costerà 5 euro. “Si paga all’uscita, buona serata”. “Grazie”. E varchiamo la soglia.
![]() L'ingresso alle stanze degli incontri... |
All’ingresso, un banco bar dalle modeste dimensioni. Mentre una bella ragazza bionda ci serve due prosecchi osserviamo la gente che balla in pista sulle note di canzoni che si fanno via via sempre più allusive a temi erotici. “Sex and leather”, mi sembra di intuire a un certo punto. Fino a qui, sembra solo una piccola discoteca dai colori vivaci, un po’ anni ’70, con tanto di sala fumatori, frequentata da un pubblico variegato e apparentemente di medio tenore sociale. Ma c’è dell’altro. La zona privè: accessibile a tutti, con una clausola: chi all’ingresso si è presentato in coppia deve entrare insieme (per evitare che finte coppie riempiano il locale di single malati di sesso). È nascosta da una tendina: la spostiamo e ci incamminiamo lungo un corridoio che ricorda il quartiere a luci rosse di Amsterdam, con diverse stanze laterali. Ognuna ospita dietro una tenda un grande letto, tondo, ovale, quadrato, un divano e ovviamente un ampio assortimento di kleenex. In fondo al corridoio, una stanza nera: è la celebre dark room, il luogo dove tutto è possibile, qui vagamente illuminata da una luce rossa a cuore.



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