Claudia, 27 anni, ingegnere, precaria. Dal subaffitto alla vita (gratis) in hotel
![]() Claudia Tizzoni |
NON AVEVO I SOLDI PER PAGARE L'AFFITTO A MILANO - "Il motivo per cui ho deciso di partecipare al concorso - racconta Claudia - è stato la vera necessità di trovare una casa a Milano. La mia storia non è certo strappa lacrime perché è una storia normale di una ragazza normale, come quella di tanti miei amici. Dopo la laurea al Politecnico di Torino, ho capito fin da subito che per trovare lavoro mi sarei dovuta trasferire a Milano. E qui c'è stato il mio primo contatto shock con il caro-affitti milanese. Non ho avuto pace sin dall'inizio e ho cambiato diverse case in condivisione, cercando di minimizzare la quota mensile. Ma nonostante tutto in questi anni di lavoro sono riuscita a mettere da parte ben poco. Fino a quando in una piovosa giornata d'autunno ho sentito alla radio parlare del concorso. La sera stessa ho inviato sull'onda dell'entusiasmo la mia storia, raccontando fra le altre cose come si dorme su un divano letto Ikea nel monolocale dove alloggio. Adesso che il mio sogno si è realizzato penso a tutti i vantaggi di vivere un anno gratis in hotel: avere più tempo per me, investire i soldi risparmiati in qualcosa di utile, occupare finalmente un armadio intero, scrivere un diario, avere sempre nuovi vicini, lavorare per la mia indipendenza e non solo per l'affitto".
LE ALTRE STORIE - "In questi mesi - continua Claudia - ho seguito con attenzione tutte le storie degli altri partecipanti al concorso. È stata la conferma che tanti giovani lavorano, studiano, hanno interessi nel sociale. Molti di più di quello che sembra. Per questo vorrei che si dessero più chance ai giovani, ne esistono un mare che hanno delle idee, anche di business, e che spesso sono ignorati. Insomma non chiamateci più bamboccioni".
IL CONCORSO - "La realtà a cui ci siamo avvicinati con il progetto Questa casa è un albergo - sottolinea Elisabetta Giulietti, general manager HRS Italia e promotrice del concorso - ci dice che i giovani vorrebbero impegnarsi seriamente e lo fanno, ma in tanti casi non riescono per una reale condizione di disagio. I giovani hanno bisogno di un aiuto vero, di essere guidati, di avere punti di riferimento. Lo abbiamo capito leggendo le decine di storie dei ragazzi, che ci hanno aperto le porte della loro esistenza senza pudore, come si fa su Facebook, in una vera e propria community, quasi come in un reality. Come azienda operante nel settore del turismo abbiamo voluto dare il nostro contributo concreto per aiutare uno di loro a spiccare il volo, pur consapevoli che è soltanto un primo passo verso una più vasta sensibilizzazione sociale".
"Siamo pronti - dichiara Renzo Iorio, amministratore delegato Accor Italia - per accogliere con entusiasmo la vincitrice che vivrà un anno nel nostro hotel, con la speranza che questa possibilità possa essere di buon auspicio per la sua crescita professionale e umana. La catena alberghiera ibis, sia per la tipologia di servizi offerti che per il posizionamento di prezzi, è da sempre molto vicina al mondo giovanile, che può trovare nei nostri hotel un punto di riferimento per soggiorni di qualità e servizi completi".



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