Protesi Pip, in Venezuela 400 donne denunciano le aziende venditrici
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E' ALLARME TRA I VIP/ "Ragazzi, devo chiamare il chirurgo e chiedere da dove vengono le mie benedette protesi. Aiuto!!!! Spero non dalla Francia! Ahahahah". Scriveva qualche giorno fa su Twitter Elena Santarelli allarmata per la rottura delle protesi Pip provenienti dalla Francia. Per gli appassionati delle classifiche il seno della show girl è stato giudicato il seno rifatto più bello. La Santarelli ha definito il ricorso alla chirurgia estetica "il miglior investimento che abbia mai fatto".
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Hanno fatto causa alle compagnie che vendono le protesi mammarie della società francese Poly Implant Prothese (Pip), chiedendo loro di coprire le spese mediche. Il gruppo, composto da 400 donne venezuelane, spiega l'avvocato Emilia De Leon, vorrebbe ottenere da parte del tribunale un ordine in questo senso, per far sì che le aziende ripaghino anche l'intervento per la sostituzione delle protesi e altre eventuali cure.
A dicembre, il ministro della Salute di Caracas, Eugenia Sader, aveva annunciato che il governo avrebbe garantito interventi gratis di rimozione delle protesi, ma non la loro sostituzione.
Secondo la De Leon l'offerta del governo non è però sufficiente. Le protesi sono state riconosciute non sicure e, in alcuni casi (circa mille in Francia), si sono rotte. In Venezuela sono cinque le compagnie che vendono le Pip.
Il governo francese ha già annunciato che pagherà gli interventi di rimozione delle protesi a 30mila donne francesi, ma la De Leon definisce la posizione di Parigi assurda poiché la responsabilità del governo non è limitata ai confini francesi.
"Ci sono persone danneggiate in tutto il mondo. Sono loro i responsabili di aver dato i permessi. Sono responsabili anche a livello internazionale", ha commentato. Secondo la Società venezuelana di chirurgia plastica e ricostruttiva, le donne venezuelane che ogni anno ricorrono a interventi per l'ingrandimento del seno sono tra le 35mila e le 40mila.
PROTESI AL SENO: GOVERNO TEDESCO, VANNO RIMOSSE PER PRECAUZIONE - Il governo tedesco ha raccomandato l'espianto delle protesi al seno francesi prodotte dalla "Pip". Diversamente da quello britannico, che non ha voluto suggerire l'espianto, l'Istituto federale per i prodotti medici tedesco si e' mosso sulla stessa linea di Parigi, estremamente preoccupata per i danni alla salute che le protesi al silicone potrebbero causare, e ha definito l'operazione di rimozione una "misura precauzionale".
PROTESI AL SENO: LONDRA NON CONSIGLIERA' A DONNE LA RIMOZIONE - Le protesi al seno francesi non sembrano far paura al governo britannico. Londra ritiene che non sia il caso di suggerire la rimozione alle oltre 40.000 donne che le hanno avute impiantate. Il ministero della Salute ha comunque sottolineato che provvedera' a rimborsare i costi dell'espianto a chi vorra' rinunciare alle protesi "pip". La decisione britannica, che arriva al termine dell'indagine avviata dalla commissione di esperti incaricata dal governo, e' differente da quella dell'esecutivo francese, che ha consigliato l'espianto delle protesi a oltre 30.000 donne.


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