Clandestini fuori controllo. Invasione a Lampedusa
| L'INTERVISTA Immigrati/ Laura Boldrini ad Affaritaliani.it: "Prevedibile una fuga di massa dalla Libia" |
Clandestini fuori controllo. Arrivano in centinaia, alcuni anche a remi su una barca in avaria, in un crescendo continuo causato dalla carenza dei controlli delle coste del Nord Africa in seguito alle rivolte. Il primo sbarco è arrivato alle prime luci dell'alba: quarantatre immigrati sono stati fermati dai carabinieri sull'isola. Hanno dichiarato di essere tunisini. Ieri sera erano arrivati 59 stranieri, gli stessi che nel pomeriggio erano stati avvistati a una trentina di miglia da Lampedusa ed erano stati soccorsi dai mezzi della Guardia costiera. Non conosce tregua dunque l'emergenza sbarchi. L'Isola è al collasso e ora la priorità è iniziare a trasferire gli oltre 1500 tunisini già arrivati nei giorni scorsi. E aumenta la preoccupazione in Italia. Il ministro degli esteri Franco Frattini lancia l'allarme: "Siamo molto preoccupati per il rischio di una guerra civile e per i rischi di un'immigrazione verso l'Unione Europea di dimensioni epocali".
LOMBARDO: "EUROPA ASSENTE. DRAMMATICA EMERGENZA"- Per il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, "L'Europa è assente" davanti al dramma dell'immigrazione. "Ho sentito che sarà convocato un Consiglio d'Europa il prossimo 23 marzo, ossia tra circa un mese. Penso sia inaudito", afferma. Dal governatore siciliano arriva anche l'invito ad una convocazione urgente del Consiglio dei ministri. "C'è bisogno di un Cdm - spiega parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa sul bilancio di un anno di attività del Corpo forestale regionale - al più presto, a cui sia invitato anche il presidente della Regione per sapere cosa deve fare la Regione, l'Italia e l'Europa per far fronte a questa drammatica emergenza".
BOSSI: "MANDIAMO GLI IMMIGRATI IN GERMANIA"- "Se arrivano gli immigrati li mandiamo in Germania o in Francia...". Cosi' il leader della Lega, Umberto Bossi, risponde alle domande dei cronisti che chiedono se sia preoccupato per la possibilità che ci sia un arrivo in massa di immigrati a causa della situazione in Nord Africa e in particolare in Libia. "Aspettiamo ordini dall'Europa".
MARONI PREOCCUPATO - "Se salta la Libia, salta tutto". Mentre il Paese di Gheddafi è sull'orlo della guerra civile, al Viminale il clima è di grande preoccupazione. È stato l'accordo con Tripoli del 2009 a determinare - dal maggio di quell'anno - il blocco degli sbarchi verso l'Italia, ma ora tutto è tornato in discussione, il 'cordone di sicurezzà che nell'ultimo anno e mezzo ha fermato le partenze dai porti libici rischia di sbriciolarsi con un effetto 'liberi tuttì che potrebbe essere dirompente sui flussi migratori verso l'Europa. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha esposto i suoi timori al premier Silvio Berlusconi ed è stato organizzato un vertice per oggi a Palazzo Chigi con i ministri degli Esteri, della Difesa e dello Sviluppo economico, oltre agli stessi Berlusconi e Maroni.
FINI - "Nel conflitto Nord-Sud siamo tornati a essere frontiera", evidenzia il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Analizzando, in particolare, le rivolte in Nordafrica, Fini osserva che "il conflitto non è più Est-Ovest, comunismo-capitalismo, Stati Uniti-Russia, fascismo-democrazia, ma il conflitto è tra Nord e Sud, tra la parte del mondo ricca, che deteniene i quattro quinti della ricchezza, e il Sud, ovvero tutti coloro che ancora oggi hanno il problema di un pugno di riso, di un pezzo di pane". "Il Mediterraneo -ricorda il presidente della Camera- è sempre stato il baricentro e oggi torna a essere luogo di scontro tra civiltà, tra zone ricche e zone povere". Quindi un avvertimento: no all'egoismo, no al rinchiudersi in casa propria e dire cosa importa, perchè "sarebbe la scelta più tragica che possiamo fare". "Dobbiamo intervenire, non da soli, in aiuto di quei popoli, per aiutarli a essere liberi, per aiutarli ad autodeterminarsi".

Lampedusa raccontata in 30 scatti
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MA L'ONU FRENA: E' IL MOMENTO DI ESSERE GENEROSI- Ma l'Onu chiede all'Italia di non respingere i profughi. "E' il momento di mostrarsi generosi".
RISSE PER IL CIBO - A Lampedusa intanto iniziano anche gli scontri per il cibo: è stata sedata una rissa nel centro di accoglienza dovuta ai turni per mangiare. Un effetto domino che "è fonte di notevole preoccupazione", afferma il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano. "La situazione che stanno vivendo paesi come la Libia, l'Egitto, la Tunisia fa saltare i filtri di sicurezza - aggiunge - che finora avevano bloccato i flussi di clandestini e tutto ciò si riversa sulle coste italiane e non può essere considerato dall'Europa un problema esclusivo dell'Italia".
Oggi si attende un'altra giornata di intenso lavoro per la guardia costiera a sud della Sicilia. Piccole carrette del mare raggiungono l'Italia in qualsiasi modo. Come quella che in mattinata ha trasportato sei migranti soccorsi a largo di Lampedusa mentre procedevano a remi, dopo che il motore fuoribordo è andato in tilt. Altri 131 extracomunitari sono stati soccorsi all'alba su due barconi a poche miglia dall'isola. I due natanti erano stati avvistati ieri sera da un aereo in servizio di pattugliamento nel Canale di Sicilia: il primo aveva 89 persone a bordo, il secondo 42. Domenica erano registrati altri due sbarchi, con l'arrivo di 74 extracomunitari, quasi tutti tunisini. "È in arrivo nel nostro paese" un'emergenza migratoria e umanitaria" afferma l'associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp) secondo la quale tale situazione »non potrà essere affrontata solo dalla polizia".
OLTRE 1500 IMMIGRATI - Sull'isola si trovano in questo momento circa 1.500 immigrati, ospiti del centro di prima accoglienza dove questa mattina è anche scoppiata una rissa tra immigrati. Entro oggi circa 420 saranno trasferiti con quattro voli in altre strutture. Lo scontro sarebbe stato innescato da litigi sui turni per i pasti. Circa trenta di migranti hanno anche lanciato dei sassi. Ma tutti sono stati bloccati dalle forze dell'ordine. Per il responsabile del Centro, Cono Galipò: "In una struttura dove si trovano oltre mille persone è normale che possano crearsi momenti di tensione. La situazione adesso è assolutamente tranquilla anche per l'immediato intervento delle forze dell'ordine che presidiano il centro«. Galipò ha ridimensionato anche l'allarme lanciato dai sindacati di alcune forze di polizia circa il sospetto di alcuni casi di tubercolosi tra gli immigrati sbarcati negli ultimi giorni a Lampedusa: "La situazione sanitaria - assicura - è assolutamente sotto controllo e non vi sono pericoli di alcun genere. Noi stessi, del resto, siamo i primi ad operare all'interno del Centro ed abbiamo a cuore la sicurezza dei nostri operatori".



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