Civitavecchia/ Dieci dirigenti indagati per omicidio colposo. Il sindaco chiude la fabbrica Enel
Il sindaco di Civitavecchia ha deciso di chiudere la centrale Enel di Torrevaldaliga Nord. Lo ha annunciato lo stesso primo cittadino, Giovanni Moscherini, al termine dell’incontro con l’azienda, i sindacati e le istituzioni che si è tenuta in Comune dopo il tragico incidente di sabato scorso costato la vita ad un operaio.
"Oggi pomeriggio farò un decreto sindacale di chiusura della produzione per il tempo necessario a fare chiarezza definitiva", ha dichiarato Moscherini. Il sindaco ha spiegato che ci sarà "un periodo di chiusura del cantiere. Da domani mattina sarà ferma la produzione e i tecnici istituzionali faranno un lavoro per verificare le condizioni di sicurezza". Il sindaco ha spiegato che l’ordinanza è condivisa dal sindaco di Tarquinia e dalla Provincia di Viterbo insieme ai rappresentanti della Provincia di Roma che hanno partecipato all’incontro di questo pomeriggio.
L’ordinanza dunque porterà ad un periodo di chiusura dell’impianto per il tempo necessario alle verifiche, che il sindaco ha definito «a freddo», vale a dire controlli che saranno fatti mentre la centrale non è in funzione. La centrale sarà poi riaperta con decisione che spetterà anche all’Inail e all’Asl quando i tecnici istituzionali "avranno finito il loro lavoro e avranno tutto il tempo per farlo". Successivamente partirà una seconda fase "a caldo" con riattivazione della produzione. Moscherini ha poi spiegato che da domani partiranno inoltre tutte le procedure necessarie per venire incontro ai lavoratori tra cui anche la cassa integrazione che saranno predisposte con accordo sindacale. "Qualora l’indagine dovesse accertare - ha aggiunto Moscherini - una responsabilità diretta di Enel il Comune, insieme al Comune di Tarquinia, ha deciso di costituirsi parte civile".
"Siamo al terzo morto, adesso basta", aveva detto in mattinata il sindaco parlando con gli operai della ditta Guerrucci, ditta per cui lavorava l’operaio morto in centrale sabato scorso. Nel corso dell’incontro alcuni dipendenti si erano alzati in piedi e avevano protestato verso il sindaco spiegando che se l’incidente fosse capitato in «un giorno feriale con tutte le maestranze al lavoro sarebbe stata una strage». Alcuni operai hanno urlato di essere costretti «a lavorare sotto ricatto per 1.000 euro al mese con il timore di essere licenziati a causa di contratti di breve durata» di due mesi. Secondo alcuni «la centrale avrebbe dovuto essere chiusa almeno per quattro giorni». Il sindaco ha ammesso che la situazione «è complicata e questo è davanti agli occhi di tutti. Ci sono atteggiamenti diversi da parte di una parte dei lavoratori che oggi sono entrati al lavoro».
Intanto è iniziato questa mattina con il turno delle 7 lo sciopero di otto ore della centrale Enel. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati dopo l’incidente che ha causato la morte sabato scorso di un operaio di una ditta appaltatrice, la Guerrucci, Sergio Capitani. Attualmente due gruppi della centrale sono in funzione, mentre uno, quello presso il quale si è verificato l’incidente mortale di sabato scorso, è chiuso. In mattinata un gruppo di operai ha organizzato un capannello di protesta davanti all’ingresso della centrale per chiedere più sicurezza sul lavoro. Davanti alla centrale sventolano le bandiere dei sindacati che hanno indetto la protesta tra cui la Fiom-Cgil, la Fim-Cisl e Uilm. «Per noi oggi è una giornata di lutto per rispetto delle vittime sul lavoro», ha detto il segretario territoriale della Fiom-Cgil Elsa Bertero. «Si tratta di un argomento spesso trascurato dalle grandi imprese appaltatrici come l’Enel e dalle istituzioni - ha aggiunto la Bertero - sulla sicurezza in questo cantiere bisogna ridiscutere tutto. Evidentemente c’è qualcosa che non ha funzionato e non funziona, non vogliamo subire altri morti».
ENEL REPLICA- "La sicurezza sui luoghi di lavoro è la priorità assoluta per Enel, che opera costantemente per mantenerla ai livelli dei migliori standard internazionali. Enel accoglie con la massima apertura le verifiche degli organismi preposti sulle condizioni di lavoro e l'applicazione delle norme e collabora fattivamente con gli inquirenti per chiarire ogni aspetto del tragico incidente di sabato. Ma non condivide la decisione del sindaco di Civitavecchia, Gianni Moscherini, di annunciare la chiusura del sito produttivo per 15 giorni per effettuare i controlli. Siamo, infatti, convinti che verifiche meticolose e approfondite possono essere effettuate senza fermare l'operatività del sito, sul quale è già in corso una indagine della magistratura".



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