Lamezia, il giorno del dolore

Lunedì, 6 dicembre 2010 - 10:09:00

A Lamezia Terme è il giorno del dolore per la morte dei sette ciclisti, investiti da un ragazzo marocchino ubriaco. Si terranno domani in forma collettiva. La Santa Messa, presieduta dal vescovo mons. Luigi Cantafora, sarà celebrata alle 11:30 nello stadio ''D'Ippolito'' di Lamezia. Intanto si è saputo Chafik El Ketani, il marocchino di 21 anni che  era in regolare possesso di patente. Lo hanno accertato nel corso delle verifiche che si sono protratte per tutta la giornata di domenica gli uomini della Polizia Municipale, inizialmente tratti in inganno dal fatto che il giovane non aveva con sé il documento e che, dal database, risultava gli fosse stata sospesa in passato.

Precedentemente, infatti, a causa di un'infrazione commessa a Potenza, la patente era stata sospesa. Dopo quest'ultimo incidente mortale, però, considerando che guidava sotto l'effetto di sostanze stupefacenti (è risultato positivo ai cannabinoidi), il titolo di guida del giovane sarà revocato come prevede il codice della strada.

LA DIMANICA DELL'INCIDENTE -. Stando alle prime ricostruzioni, Elketani ha tentato un sorpasso a velocità elevata ma ha perso il controllo della vettura, una Mercedes, ed è finito fuori strada mentre in direzione opposta arrivava il gruppo di ciclisti. In auto con l'uomo viaggiava anche un bambino, il nipote di 8 anni, rimasto lievemente ferito e condotto in ospedale per accertamenti; le sue condizioni non sono gravi. L'uomo è stato arrestato con l'accusa di omicidio colposo plurimo e, dopo avere ricevuto le prime cure nell'ospedale di Lamezia Terme, è stato trasferito nel centro clinico del carcere di Catanzaro. E' risultato positivo al test della cannabis. Il sostituto procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Domenico Galletta, ha disposto la custodia cautelare in carcere.

LE VITTIME - I sette ciclisti facevano parte di un gruppo amatoriale del quartiere Sambiase di Lamezia Terme, legato alla palestra "Atlas". Tra le vittime c'è anche il titolare della palestra, Fortunato Bernardi, zio del 18enne giocatore dell'Inter Felice Natalino, che ha esordito quest'anno in serie A (ed è stato schierato da Benitez anche nell'anticipo di venerdì scorso contro la Lazio). Bernardi, inoltre, era il padre di un altro calciatore, Alessandro, che milita nel Cosenza (Prima divisione Lega Pro). Gli altri componenenti del gruppo, tutti di Lamezia Terme, erano ciclisti amatoriali. Questi i nomi delle vittime resi noti: Rosario Perri (55 anni); Francesco Stranges (51); Vinicio Pottin (47); Giovanni Cannizzaro (58); Pasquale De Luca (35) e Domenico Palazzo.

LO SCENARIO - "Scenario impressionante". "Quello che abbiamo trovato è stato uno scenario impressionante. Indescrivibile. Nemmeno una bomba avrebbe potuto provocare qualcosa del genere". A parlare è Silvio Rocca, uno dei primi soccorritori della Croce bianca accorsi sul luogo dell'incidente. "Ci avevano allertato per un incidente in cui, secondo le prime notizie, era coinvolto un solo ciclista. Giunti sul posto, però, abbiamo visto che si trattava di una strage. Tutte persone che conoscevamo personalmente e quindi il colpo è stato ancora più doloroso. Abbiamo allertato gli altri soccorsi e l'elicottero. Qualcosa di veramente sconvolgente".

LA TESTIMONIANZA - Salvo grazie alla pioggia. "Mi sento fortunato": Salvatore Mancuso, di Lamezia Terme, deve la vita alla pioggia. Era uscito con il gruppo, "dovevamo andare verso Amantea ma quando siamo arrivati verso Campora San Giovanni ha iniziato a piovere e io e altri tre abbiamo deciso di tornare indietro. Quando sono arrivato a casa, mia moglie ha ricevuto una telefonata e un amico le ha detto: "Non so come dirtelo, ma forse tuo marito è rimasto coinvolto in un incidente". Lei ha risposto che ero sotto la doccia, ma io ho subito capito. È così che ho saputo di quello che è successo. Sono sconvolto, da cinque anni ìandavamo in bicicletta insieme''.

IL CORDOGLIO  -  "Il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco - si legge in un comunicato - si unisce al dolore dei familiari dei ciclisti amatori vittime della strage esprimendo il più sentito e profondo cordoglio. La Federciclismo è vicina ai ciclisti che hanno riportavo gravi conseguenze a causa del violento impatto".

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