"Zagaria? Un fedele come gli altri". Choc del parroco di Casapesenna
L'arresto di Michele Zagaria"Un parrocchiano come gli altri". Don Luigi Menditto è il parroco di Casapesenna e definisce così il suo compaesano Michele Zagaria, il boss dei Casalesi arrestato negli scorsi giorni. Precisa don Luigi: “Lo Stato qui ha sbagliato, a Casapesenna siamo nati senza legge. Per me che sono un sacerdote, Zagaria è un parrocchiano come gli altri al quale portare il vangelo”.
Altro che topo in un sotterraneo. Zagaria conduceva una vita normalissima, almeno secondo chi vive a Casapesenna. E i pareri sul boss sono più che lusinghieri. Qui, in una terra che si sente abbandonata dallo Stato, Zagaria da molti era considerato "un galantuomo". La percezione comune è che gli Zagaria fossero "degli imprenditori" e che il boss è stato "rovinato dagli invidiosi". Addirittura un "benefattore".
Lo descivono come un amante dei dolci, "molto goloso", e soprattutto "religiosissimo". Andava sempre a messa il boss dei boss. Ed era uno "sciupafemmine". Frequentava senza problema il bar, il barbiere, la chiesa e ogni tanto anche la piazza principale. Altro che bunker, insomma.
A Casapesenna si festeggia il suo arresto solo in privato. Lì, Zagaria diventa un pericoloso boss criminale. In pubblico, è solo un benefattore.


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