Bagnasco mette alla berlina l'arroganza di Adamo
Di Giuseppe Morello
É una grande novità la reazione del cardinale Bagnasco alla cellula con genoma sintetico realizzata da Craig Venter.
"E' un ulteriore segno della grande intelligenza dell'uomo - ha detto il presidente della Cei - se le cose sono cosi' e' un ulteriore segno dell'intelligenza, dono di Dio, per conoscere meglio il creato e poterlo meglio ordinare".
Non è esattamente la reazione che ci saremmo aspettati, perché tutte le volte che si parla di vita e di scoperte scientifiche la reazione irriflessa della chiesa è sempre gridare alla catastrofe, con tanto di anatemi contro l'uomo malvagio che viola le colonne d'Ercole poste da Dio, contro la superbia umana che vuole farsi divina e vuole sostituirsi al creatore pasticciando con i geni.
Ecco, questo ci saremmo aspettati da Bagnasco, che invece spiazza tutti e mostra una apertura inusuale che sembra inaugurare una nuova stagione nei complicati rapporti tra scienza e religione. Forse la chiesa ha capito che è inutile fissare confini che la scienza e l'uomo cercano da sempre di superare, convinti come l'Ulisse dantesco che "fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute a canoscenza". É nella natura della scienza esplorare l'incognito, e non saranno certo i divieti della chiesa a fermare il progresso scientifico, non é accaduto ai tempi di Galileo, figurarsi se può accadere oggi.
Molto più interessante è discutere dell'uso che della conoscenza scientifica si può fare, e in questo campo il contributo della chiesa e del pensiero religioso può essere preziosissimo.
Discutiamo, senza oscurantismi, scommettendo su un'umanità che è capace di conoscere e poi di saggiamente decidere. Senza per questo evocare l'arroganza di Adamo.



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