Cassazione/ Non segue il marito nei viaggi di lavoro e dorme nella stanza del figlio. Donna è causa del divorzio e perde l'assegno di mantenimento
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LA VICENDA - In particolare la prima decisione era stata cambiata perchè lei se ne era andata a dormire nella stanza del figlio e si era sempre rifiutata di seguire il marito nei suoi trasferimenti di lavoro. Due motivi sufficienti, questi, per far cambiare idea alla corte d'appello che le ha addebitato la separazione togliendole i 3.000 euro di mantenimento. Per riottenere l'assegno la donna ha fatto ricorso in Cassazione ma senza successo: la Prima Sezione Civile lo ha respinto condividendo la decisione dei giudici di merito che "in riferimento alla domanda di addebito" l'avevano respinta perchè alcuni comportamenti della donna "avevano determinato il fallimento dell'unione coniugale".
Fra questi, "il ripetuto rifiuto da parte della moglie di trasferirsi con il figlio da Ivrea a Reggio Emilia e poi a Firenze, città in cui egli doveva permanere per gran parte della settimana per via della sua attività lavorativa"; e poi "l'iniziativa della moglie di dormire nella stanza del figlio e non più con lui".



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