Camorra/ Arrestati "colletti bianchi": facevano favori ai Casalesi. In manette il sindaco di Casapesenna

Venerdì, 10 febbraio 2012 - 09:42:00

La Direzione Investigativa Antimafia sta eseguendo arresti e sequestri tra Casapesenna, nel casertano, e alcune localita' del basso Lazio, nell'ambito di una indagine su favoreggiamento al clan dei Casalesi, e in particolare all'ex superlatitante Michele Zagaria. Tra gli arrestati, 'colletti bianchi' e anche qualche esponente politico locale.

ARRESTO SINDACO CASAPESENNA - Tra le persone arrestate nell'ambito dell'operazione sui 'colletti bianchi' che hanno favorito il gruppo del clan dei Casalesi che fa capo a Michele Zagaria, e' stato arrestato anche il sindaco di Casapesenna. Fortunato Zagaria, non imparentato con il boss, e' stato eletto nel 2009 in un raggruppamento di centrodestra, e' stato arrestato nella sua abitazione. L'accusa nei suoi confronti e' di violenza privata. Zagaria era gia' stato sindaco del paese natale del boss, in cui e' finita tra l'altro la sua latitanza, ed e' stato anche vicesindaco del primo cittadino precedente, Giovanni Zara. Quel consiglio comunale fu sciolto per le dimissioni di 11 consiglieri, 10 giorni dopo che Zara, considerato un sindaco anti-camorra, aveva firmato un protocollo per l'avvio di un progetto in un bene confiscato al capozona Vincenzo Zagaria. Contestualmente all'arresto, eseguite anche perquisizioni nell'abitazione del sindaco e negli uffici del comune di Casapesenna.

FAVORI A CLAN CASALESI; PENTITO, SINDACO ERA 'PUPAZZO' - "Nicola Schiavone diceva che il comune di Casapesenna, e in particolar modo il sindaco Fortunato Zagaria era sotto il controllo di Michele Zagaria". Sono queste le dichiarazioni di Roberto Vargas, ex esponente di spicco del clan del clan dei Casalesi e ora collaboratore di giustizia, considerato dagli inquirenti particolarmente attendibile. "Il sindaco Fortunato Zagaria era stato indicato direttamente dal boss - spiega ai pm della Dda di Napoli - ovvero era stato messo a fare il sindaco proprio da Michele Zagaria, il quale lo gestiva allo stesso modo di un pupazzo. Michele Zagaria gestiva tutto il comune di Casapesenna. Nicola Schiavone mi diceva che noi al comune di Casapesenna non potevamo intervenire in quanto si svolgeva tutto sotto il controllo di Michele Zagaria. Mi viene chiesto in che modo Michele Zagaria ha agevolato il sindaco ed io rispondo che lo ha fatto votare da tutti i suoi paesani sfruttando il suo potere camorristico, ed anche perche' i Zagaria avevano a loro disposizione sia i politici del Comune che i tecnici comunali". Nicola Schiavone, del resto, e' figlio di Francesco, il boss detenuto a capo dell'altra potente fazione dei Casalesi, di cui lui stesso e' reggente, e conosce dunque bene le dinamiche della cosca. Le indagini che hanno portato all'arresto di Fortunato Zagaria hanno riguardato tutta l'amministrazione del comune di Casapesenna dalle elezioni comunali del 2008. In quella tornata, l'uomo non si puo' ripresentare come candidato primo cittadino perche' ha gia' svolto due mandati da sindaco.

MANDATO ANCHE PER MICHELE ZAGARIA - Tra i destinatari della misura cautelare eseguita tra casertano e Basso Lazio ed emessa dal gip di Napoli, oltre il sindaco di Casapesenna, Fortunato Zagaria, c'e' anche il boss Michele Zagaria, l'ex superlatitante arrestato a dicembre scorso in un bunker supertecnologico all'interno di una villetta nel suo paese natale. Indagato, inoltre, ma a piede libero perche' il gip ha rigettato la richiesta di provvedimento restrittivo, il consigliere comunale Luigi Amato. E' lui a esplicitare all'allora primo cittadino di Casapesenna, Giovanni Zara, il 'consiglio' di non partecipare a una iniziativa per la legalita'. "Queste persone sono pericolose, devi stare attento, diceva riferendosi ai poliziotti. "Fu proprio Amato, su ordine di Michele Zagaria a costringere Zara a non partecipare alla manifestazione dicendogli piu' volte, 'non farlo, quelle sono persone pericolose', annota il gip.

EX SINDACO MINACCIATO PIU' VOLTE - Ha minacciato piu' volte quello che allora era il primo cittadino di Casapesenna, Giovanni Zara, per evitare che potesse diminuire il prestigio e il consenso sociale di cui godeva Michele Zagaria. E' questa, in buona sostanza, l'accusa di violenza privata aggravata contestata al primo cittadino del paese natale del boss, Fortunato Zagaria, arrestato oggi nell'ambito di indagini partite anche dalle dichiarazioni di un pentito, Roberto Vargas, che ha sottolineato agli inquirenti che il sindaco, Fortunato Zagaria, e' la diretta espressione del capo clan, all'epoca superlatitante, fatto eleggere proprio da Michele Zagaria. E "determinanti", dice il procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho, per l'arresto sono state anche le dichiarazioni dell'ex sindaco Giovanni Zara, "che con notevole senso civico e alto coraggio istituzionale", ha riferito con chiarezza la catena di eventi che hanno portato alle dimissioni di undici consiglieri nel febbraio 2009 per le minacce subite. Minacce fatte proprio dal suo successore, e all'epoca dei fatti vicesindaco, Fortunato Zagaria, che tento' di costringerlo a non partecipare a un convegno organizzato in una villa confiscata a un elemento di spicco dei Casalesi, Luigi Venosa, e poi a non andare a una manifestazione di solidarieta' alle Forze dell'Ordine a Casapesenna perche' il boss aveva espresso un divieto di partecipazione a quella iniziativa sulla legalita'. Intimidazioni furono rivolte a Zara anche perche' non rilasciasse interviste o dichiarazioni quando Polizia e Carabinieri arrestavano i latitanti. Fortunato Zagaria arrivo' fino a dire esplicitamente che Giovanni Zara correva un rischio sia nella sua attivita' politica sia a livello personale se non si adeguava alle prescrizioni del boss, sottolineandogli anche la sorte di Antonio Cazzano, assessore ai lavori pubblici di Casapesenna e vittima di un attentato nel 1998 che lo lascio' con una grave menomazione.

 



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