Casa farmaceutica Menarini, sequestro per un miliardo di euro
Il sequestro di denaro e beni per oltre un miliardo di euro nell'ambito dell'inchiesta sulla Casa farmaceutica Menarini è stato chiesto dalla procura di Firenze. Sono in corso da stamattina perquisizioni in varie regioni. In base a quanto si apprende la cifra è quella fatta rientrare dall'estero con lo scudo fiscale, ma che gli investigatori ritengono sia frutto di condotte illecite.
La Procura di Firenze avrebbe chiesto anche l'interdizione alla contrattazione con le Pubbliche Amministrazioni (o in subordine o commissariamento) per i responsabili della Menarini e di altre società coinvolte nell'inchiesta. 14 gli indagati, fra cui i vertici della Menarini e di altre società che operano nel settore dell'importazione dei farmaci
I REATI - Fra i reati ipotizzati dai pm che indagano sull' attività della Menarini, vi sarebbero, a vario titolo, l'associazione per delinquere, il riciclaggio, la truffa aggravata e violazioni fiscali dal 2004 al 2009. La Procura contesterebbe alla casa farmaceutica l'importazione illecita di principi attivi anche dalla Cina (non dannosi per la salute) grazie a triangolazioni con Paesi offshore. L'inchiesta è nata dagli accertamenti su circa 400 milioni di euro depositati in una banca del Liechtenstein
IL LEGALE DELL'AZIENDA - "Tutte le operazioni di acquisto di principi attivi sono state effettuate a valori di mercato, come già riscontrato in precedenti verifiche e non hanno dunque determinato alcun effetto negativo sulla corretta determinazione degli utili aziendali". Lo spiega in una nota il legale della ditta Menarini, l'avvocato Professor Roberto Cordeiro Guerra. "Il costo di acquisto di tali principi attivi - continua la nota - oltre ad essere del tutto congruo ai fini fiscali, in nessun modo influenza la procedura di determinazione del prezzo di vendita al pubblico dei farmaci. Tale prezzo, infatti, è fissato dalle autorità nazionali secondo criteri trasparenti regolati da una Direttiva comunitaria in vigore fin dal 1989 (cosiddetta Direttiva Trasparenza 89/105/EEC)"



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