Caro Nichi, stai in salotto
Di Giuseppe Morello
È davvero grave se persino Nichi Vendola non può scendere in piazza senza essere aggredito o insultato. Il Presidente della Puglia, partecipando alla manifestazione della Fiom in piazza del Popolo a Roma, è stato preso a male parole da un manifestante (che ha anche provato ad aggredirlo, ma è stato fermato dalla scorta), semplicemente perché nei giorni scorsi ha condannato le violenze dei black bloc a Roma.
Non basta dunque essere Vendola, avere la sua storia "di sinistra", manifestare accanto alla Fiom e ai lavoratori e predicare contro il capitalismo, perché c'è sempre qualcuno più a sinistra di te che ti accusa di intelligenza col nemico, di essere troppo morbido coi "cattivi" e di essere troppo azzimato per stare in piazza, meglio che te ne torni ai tuoi salotti.
Tira brutta aria quando comincia la lotta per occupare la piazza, non solo simbolicamente ma anche materialmente, quando c'è qualcuno che pretende di stabilire a suo piacimento (come i black bloc del resto) chi è sufficientemente puro da poter scendere in piazza o addirittura da poter parlare. Per quel manifestante i black bloc sono degli eroi e Vendola è un fighetto che si fa bello condannando la violenza e con questo schierandosi di fatto coi potenti. E vale la pena di ricordare che è anche sui presupposti di questa logica delirante che negli anni '70 è nato il terrorismo, un gruppo di invasati convinto che l'unico modo per avere ragione fosse prendersela, ma con la forza e a colpi di P38.
Per quel manifestante Vendola è un "pezzo di merda" e "quelli di sabato non sono barbari". Il passo successivo è impedire a Vendola o ad altri di parlare, occupando la piazza, spaventando le persone miti, e magari menando le mani. La nostra democrazia è abbastanza forte per impedire che ciò accada? Non ne sarei così sicuro.


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