Cardiologi, la crisi fa male al cuore degli italiani

Borse che vanno su e giu', spread altalenante, tagli alle pensioni, precarieta', difficolta' a arrivare a fine mese. In una parola: crisi, che sta mettendo e mettera' a dura prova il cuore degli italiani. A lanciare l'allarme sono i cardiologi che da domani, e fino al 12 dicembre, saranno riuniti a Roma per il 72esimo congresso nazionale organizzato dalla Societa' italiana di cardiologia (Sic).
"Noi cardiologi - ha osservato Salvatore Novo, presidente della Sic - vediamo sempre piu' italiani alla prese con 'batticuori' legati a stati ansiosi. E poi - ha aggiunto - ci sono le forti emozioni come quelle legate alle scommesse, che stanno aumentando, e all'abitudine di giocare al 'gratta e vinci' al quale tutte le mattine tanti italiani, pensionati primi tra tutti, affidano le speranze di un futuro migliore".
Un'ulteriore causa di stress, dunque, per il cuore degli italiani che versava gia' in condizioni non buone se si pensa che nel 2008, secondo l'ultima rilevazione Istat, su oltre 581mila decessi, piu' di 225mila sono stati provocati da malattie del sistema circolatorio. Le malattie cardiovascolari sono dunque la prima causa di morte in Italia, come nel resto d'Europa, e rappresentano anche la prima causa di ricoveri: sempre nel 2008, infatti, le dimissioni per problemi legati a cuore e sistema circolatorio sono state oltre un milione. Di cuore si muore piu' al sud, in Campania soprattutto.
Quanto ai ricoveri, e' il Molise ad aver registrato il numero piu' alto di dimissioni (2946), seguito da Abruzzo (2651), Marche (2637) e Calabria (2613). A livello di genere, gli uomini hanno la peggio sulle donne: del milione e 200mila dimissioni per malattie e disturbi cardiovascolari del 2008, infatti, oltre 700mila hanno riguardato uomini. Sia per questi ultimi sia per le donne, infine, la fascia di eta' piu' interessata e' quella al di sopra dei 65 anni.
"Il congresso annuale della Sic - ha spiegato il presidente Salvatore Novi - rappresenta un punto di riferimento per quanti si occupano di cuore nel nostro paese. Ma il nostro impegno non si limita solo a una diffusione di conoscenze tra gli addetti ai lavori. E' necessaria una sensibilizzazione verso una migliore 'cultura cardiologica' che investa la societa' civile ma anche le istituzioni. Abbiamo quindi organizzato - ha annunciato - simposi congiunti con la Fondazione italiana cuore e circolazione e simposi piu' squisitamente politici per discutere delle prospettive di sviluppo della cardiologia, in campo assistenziale e accademico.
Anche in un contesto economico di continua riduzione di risorse - ha concluso - i cardiologi vogliono affrontare l'unitarieta' della cardiologia nell'ambito dell'assistenza sanitaria, universitaria e ospedaliera, pubblica e privata". Tradizione nell'innovazione sara' il filo conduttore del congresso, che guardera' alla professione di cardiologo in modo completo perche', come ha sostenuto il presidente della Federazione italiana di cardiologia, Francesco Romeo, "il cardiologo del futuro deve essere dotato di una robusta cultura internista, di una formazione completa e di alto livello specialistico in grado di gestire tutto il percorso clinico-diagnostico e terapeutico del paziente. Questa - ha concluso - e' la sfida dei prossimi anni per i cardiologi di oggi che devono formare i cardiologi di domani".


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