Carcere/ Aragoste, caviale e champagne. Ecco il menù dei boss

Giovedì, 23 ottobre 2008 - 17:00:00


Alla "sbobba" carceraria non si erano proprio rassegnati. Anzi, anche dietro le sbarre pretendevano raffinati pranzetti da gourmet.
come se fossero ancora i "padroni" di Napoli e delle piazze dello spaccio. Per questo motivo ordinavano aragoste, caviale, mozzarelle di bufala, babà e champagne. Desideri di "vita agiata" che hanno spinto quattro boss della camorra, appartenenti al clan Di Lauro di Scampia, reclusi nel carcere "San Giuliano" di Trapani, a tentare di corrompere un agente di polizia penitenziaria per ricevere le prelibatezze in cella e un trattamento di assoluto favore, simile a quello che, un tempo, riceveva Raffaele Cutolo, nel supercarcere di Ascoli.

PIANO SFUMATO- Il piano è però sfumato grazie alla collaborazione della guardia, che ha finto di accettare e poi ha raccontato tutto ai magistrati. Le indagini, coordinate dai sostituti procuratori di Trapani, Paola Biondolillo ed Andrea Tarondo, sono state condotte dai carabinieri, che stanno eseguendo cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico dei quattro ergastolani e di una donna, loro parente, che si è adoperata per trovare il contatto con l’agente. Nell’ambito dell’indagine, i militari, nello scorso mese di agosto (ma la notizia non è finora stata resa nota), hanno filmato la consegna della mazzetta alla guardia e arrestato la persona che l’ha consegnata.

 

GLI ARRESTI- I quattro detenuti destinatari del provvedimento restrittivo sono Giuseppe Castaldi, 51 anni, che sta scontando l'ergastolo per concorso in omicidio e altri reati, presunto affiliato al clan Ranieri Cardillo; Massimiliano Esposito, 37 anni, che uscirà dal carcere nel 2021 per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione in concorso, ritenuto affiliato al clan D'Ausulio; Nicola Palumbo, 49 anni che è in carcere per estorsione e rapina aggravata oltre che per associazione mafiosa e la fine pena è prevista nel 2015, ritenuto appartenente al clan Benedice Longobardi; Arcangelo Valentino, 46 anni che è detenuto per associazione a delinquere, ricettazione in corcorso e rapina aggravata e dovrebbe essere scarcerato nel 2024.

L'ordine di arresto è stato eseguito inoltre nei confronti di Annalisa Nocera, 35 anni, accusata di avere svolto l'intermediazione per il tentativo di corruzione dell'agente di custodia.

LA DINAMICA- Dopo il primo contatto avvenuto tra i 4 detenuti e l'agente di custodia, lo scorso luglio, gli investigatori hanno monitorato e registrato ogni altro passaggio del tentativo di corruzione, fino a 3 giorni fa, quando e' arrivato all'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, un volo proveniente da Napoli con a bordo un gruppo di parenti dei 4 camorristi. Prima dell'incontro in carcere con i detenuti, Francesco Nocera, cognato di Arcangelo Valentino, perchè fratello della convivente arrestata oggi, è stato bloccato dai carabinieri all'altezza della rotonda di San Cusumano, nella periferia trapanese distante un centinaio di metri dalla casa circondariale.

 Il giovane è stato arrestato dopo la consegna di un pacco contenente 1.500 euro e circa mezzo chilo di babà. Per tutti gli altri alimenti richiesti dai detenuti (comprese mozzarelle di bufala che sono rimaste non imbarcate all'aeroporto di Napoli per il sospetto di possibili stupefacenti all'interno) avrebbe dovuto provvedere l'agente di polizia penitenziaria con i soldi ricevuti. Secondo gli inquirenti, i 4 detenuti avrebbero promesso compensi periodici all'agente anche per fare entrare successivamente in carcere coltelli e telefoni cellulari. Nel corso della conferenza stampa di oggi è stato sottolineato il coraggio del "giovanissimo agente di polizia penitenziaria che sarà al più presto trasferito in altra struttura carceraria, in considerazione della pubblicita' dell'operazione"

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