Canta una canzone dedicata alla camorra: indagato
"'O capoclan" è un brano melodico del 2004 che ha fatto molto scalpore in questi anni. Parla della camorra e dei suoi metodi ed elogia la figura del capoclan. Ora è al centro di un'ordinanza di custodia cautelare notificata ieri dai carabinieri a 41 esponenti dei clan di Ercolano, rivali dei Birra - Iacomino e degli Ascione - Papale. Per la Procura, il cantante Nello Liberti, gli autori della canzone e le persone che recitano nel video andavano arrestati per istigazione a delinquere, reato per il quale sono comunque indagati.
Il gip Luigi Giordano, invece, riconosce che il brano costituisce un'apologia del clan camorristico Birra, ma ritiene insufficiente la concretezza dell'istigazione a delinquere. "Un'opera che esprime un radicale sovvertimento dei valori e della realtà dei fatti in un territorio che vede tuttora aperte le terribili ferite inferte dalle cosche camorristiche. Due le regole di fondo divulgate: da un lato l'omertà e il silenzio, dall'altro la punizione implacabile dei nemici e dei traditori". Ma "canzone e video non raggiungono il grado sufficiente per ritenere che istighino al compimento dei delitti di natura camorristica. Il brano si risolve in una sorta di apologia del gruppo camorristico, assolutamente riprovevole e biasimevole per gli interpreti e gli autori. Le parole certamente mirano a suscitare sentimenti di appartenenza e orgoglio per il gruppo che sa farsi rispettare, in cui sono radicati valori di lealtà e fedeltà criminali e che può godere di una guida determinata e sicura. Nel contempo il testo sottolinea quanto siano tragiche ed inevitabili le rappresaglie in caso di tradimento. Ciò nonostante — conclude il gip — ritiene il giudicante che non integri il grado di sufficiente concretezza dell'istigazione". Insomma, niente arresto. Ricorso pronto in Procura.


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