Cancro alla prostata. E' lotta al testosterone
di Tomas Puddu
Ogni anno quasi 43mila casi e circa 9 mila decessi: il cancro alla prostata rimane ad oggi il tumore maschile più frequente in Italia. A far venire i brividi all'universo maschile over 45 è la “SIUrO” (Società Italiana di Urologia Oncologica) che, per rispondere all'allarme da Napoli dove si è riunita per l'assemblea annuale benedice un nuovo farmaco e ripropone l'approccio interdisciplinare (medici di base, urologi, oncologi) per dare una risposta al carcinoma prostatico.
Rispetto alla terapia ormonale attualmente in uso, il nuovo farmaco introduce il concetto di terapia “antagonista”, ovvero blocca la produzione di testosterone, la cosiddetta benzina del calcinoma. Praticamente tutto il contrario di quello che avviene oggi dove i farmaci attualmente in uso stimolano i testicoli a produrre testosterone fino all'esaurimento, portando la produzione al massimo finché il meccanismo naturale si blocca autonomamente: terapia “agonista”. I vantaggi della nuova cura proposta da SIUrO sono evidenti anche ai non addetti ai lavori: arrivare al bloccaggio di produzione testosteronica fin da subito senza concedere al cancro nemmeno un goccio di benzina.
Non è tutto. Oggi chi chiama il Cup per necessita di una visita specialistica, troverà nella maggior parte dei casi ad aspettarlo in ambulatorio un solo specialista. Le “Prostate Cancer Unit” sono unità che mettono a disposizione del malato varie figure in grado di collaborare all'unisono verso un unico fine, insomma un trattamento più mirato e degenza “ad personam”.
“Ad oggi - spiega Riccardo Valdagni (Vice Presidente SIUrO) ad Affaritaliani – disponiamo di 8 centri per 148 pazienti. I nostri ambulatori offrono un oncologo, un oncologo radioterapista, un urologo e uno psicologo. Ognuno ha il proprio campo e insieme si lavora per il bene del paziente. Circa il 50,4% dei casi che sono stati rivalutati secondo i nostri parametri hanno visto modificata la diagnosi, la terapia o anche entrambe le cose”. Parole alle quali fanno eco quelle del Presidente SIUrO Giuseppe Martorana: “La nostra filosofia è il lavoro di gruppo. Prima di intervenire bisogna definire il percorso attraverso l'interazione tra i vari specialisti, individuando il ruolo di ciascuna terapia a seconda del paziente. Non si può avere una visione solo chirurgica o solo oncologica”.



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