Stop fino al 31 dicembre 2011 alle demolizioni degli immobili abusivi nella Regione Campania destinati esclusivamente a civile abitazione. È quanto prevede lo schema di decreto legge che sarà esaminato nella prossima riunione del Consiglio dei ministri. La sospensione, secondo l'Ansa, riguarda le demolizioni disposte a seguito di sentenza penale, purché riguardanti immobili occupati stabilmente da soggetti sforniti di altra abitazione e relativi ad abusi realizzati entro il 31 marzo 2003. In ogni caso, gli immobili saranno demoliti se gli uffici tecnici dei comuni riscontreranno pericoli per l'incolumità pubblica o privata. Secondo la relazione illustrativa al decreto legge, la disposizione si riferirebbe a circa 600 casi. Lo stop alle ruspe riguarda solo demolizioni di case destinate a prima abitazione.
“Nel panorama della Campania riaprire i termini del condono edilizio è una benedizione agli affaristi del cemento che si sono arricchiti a danno di chi ha rispettato la legge e il territorio – commenta Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania – È un brutto messaggio che rischia di aprire ulteriori varchi al cemento selvaggio, un nuovo tana libera tutti da fermare con decisione prima che raccolga interessi illegali e metta a rischio la sicurezza dei cittadini”.
Gli effetti del terzo condono edilizio furono bloccati sul territorio campano da provvedimenti della giunta Bassolino. Con il nuovo Consiglio regionale, le demolizioni potrebbero essere addirittura fermate in settimana, come confermato dal senatore del Pdl Carlo Sarro, che in precedenza aveva tentato di inserire un emendamento ad hoc nel decreto milleproroghe, testo poi non ammesso dalla Commissione affari Costituzionali. L’emendamento di Sarro, poi, è divenuto una proposta di legge firmata dai senatori del Pdl in Campania.
La riapertura dei termini del condono in Campania verrebbe giustificata dal fatto che la precedente giunta Bassolino adottò, nel 2004 e nel 2006, due provvedimenti poi dichiarati illegittimi dalla Corte Costituzionale. Ma in forza di quelle misure poi bocciate dalla Consulta - è il ragionamento di Sarro e di quei senatori che con Caldoro hanno sollecitato il governo ad intervenire quanto prima - si sarebbe di fatto impedito ai cittadini campani di presentare domanda di condono per gli abusi commessi prima del 31 marzo del 2003, come invece previsto dalla sanatoria varata sette anni fa dal precedente governo Berlusconi.
"Nel frattempo però sono stati emessi procedimenti amministrativi e giurisdizionali di demolizione di opere abusive che non è stato possibile condonare - dice Sarro - La procura generale della Corte di Appello di Napoli ne ha calcolate circa 66mila e di queste circa il 50% riguarderebbe abitazioni". Per questo il neopresidente della Regione Caldoro ha sollecitato il governo a una soluzione più veloce rispetto alla via parlamentare e a tal fine avrebbe interloquito con il presidente Berlusconi e con il sottosegretario Letta.
“La frana di Sarno, le alluvioni di Ischia – spiega Buonomo – hanno drammaticamente riproposto la necessità di uno sviluppo edilizio equilibrato e rispettoso delle regole, tutto il contrario di quello che farebbe la riapertura dei termini del condono edilizio. In poche parole sarebbe un atto di irresponsabilità”.
IL DECRETO- La bozza del decreto legge anti-ruspe è praticamente pronta. Obiettivo principale: sospendere le procedure di demolizione già disposte delle abitazioni abusive in Campania (sino al dicembre del 2011) e far riaprire i termini del condono del 2003.
Difficile, però, che il testo approdi nel Consiglio dei ministri in programma questa settimana. Probabilmente se ne parlerà la prossima. A proporlo potrebbe essere il ministro delle Infrastrutture o direttamente la presidenza del Consiglio. Una strada obbligata per superare i dubbi espressi dei tecnici del dicastero dell’Ambiente e dell’interno.
Il carattere d’urgenza del provvedimento sarebbe dettato soprattutto da motivi di ordine pubblico. Le misure, comunque, sanerebbero solo gli abusi di necessità e, in particolare, le prime case. Per il neogovernatore, Stefano Caldoro, si tratta di una mossa obbligata in attesa di una legge regionale. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, apre sul decreto: «Potrebbe essere uno strumento utile». Insorge, invece, il Pd.