Camorra/ Un piano per uccidere Saviano entro Natale. Lo scrittore racconta i suoi due anni di solitudine
Non so se ne valeva la pena. Roberto Saviano, celebrato autore di Gomorra, tentenna
. Nel giorno in cui "compie" due anni di solitudine la Dda di Napoli ha avviato indagini sull'ipotesi di un piano del clan camorristico dei Casalesi per compiere un attentato contro lo scrittore entro Natale.A denunciare l'intenzione del clan del casertano - oggetto di ampia parte del best-seller 'Gomorrà' di Saviano - è stato un agente di polizia giudiziaria, che ha riportato all'Antimafia una notizia di 'seconda manò, precisamente dal pentito Carmine Schiavone. A decidere l'operatività dell'agguato sarebbero state le famiglie all'unanimità: uccidere Saviano e se necessario anche i Carabinieri che gli fanno scorta. Le indagini rientrano nel fascicolo, che la Dda ha già aperto da tempo, sulle minacce allo scrittore.
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"SAVIANO E' A RISCHIO" - Roberto Saviano è uno scrittore "sicuramente a rischio, in prima linea, ed e' giusto che in questo momento venga difeso". Lo ha sottolineato il vice capo della Polizia Nicola Cavaliere, intervenuto oggi alla presentazione del libro 'La palude' di Massimo Martinelli. "Quella che leggiamo oggi sui giornali non è la prima minaccia -ha rilevato Cavaliere - non fa che riprendere la situazione di qualche giorno fa. I Casalesi sono un gruppo estremamente pericoloso che stiamo cercando di contrastare. I risultati stanno arrivando, altri ne dobbiamo ottenere, ci sono ancora latitanti e due di questi sono molto pericolosi. Le forze di polizia -ha concluso Cavaliere- sono impegnate con rinforzi e in stretto contratto con la Dda di Napoli"
DA DUE ANNI BLINDATO - Da due anni vive blindato, sotto scorta, cambia casa continuamente. E confessa che questi due anni sotto scorta lo hanno isolato dal mondo, dalla sua terra. "E' stata dura, durissima - dice - all'inizio pensi che ce la puoi fare...poi ti accorgi di aver perso tutto, gli affetti, le amicizie, i legami. Le uscite blindate mi hanno fatti diventare un uomo peggiore, una persona ossessionata, chiusa, sospettosa.
Ma quando c'è in ballo la vita hai come l'impressione che non esista piu' niente di vero, di importante perché ogni cosa può finire da un momento all'altro. Mi lacera il sacrificio di un affetto importante". Saviano, considerato il Salman Rushdie italiano, per l'anatema della camorra, confessa di passare, a volte, delle giornate terribili, chiuso in una casa che non è neanche casa sua.

Roberto Saviano
"Lo rifarei? So di aver fatto una cosa importante, ma non c'e' mattina in cui mi chiedo perché l'ho fatto e non mi so rispondere, non so se ne valeva la pena". Lo scrittore mette in guardia lo Stato dalla pericolosità del clan dei casalesi: "La presenza dei parà della Folgore - dice non li danneggia realmente, visto che sono riusciti comunque a commettere due omicidi in pochi giorni. E' chiaro che un segnale andava dato, ma temo che gli arresti possano rendere gli uomini del clan più disperati".



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