Camorra/ "La Camorra voleva comprare la Lazio". Dieci arresti, ordine di custodia cautelare per Chinaglia
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Il processo in corso davanti ai giudici della sesta sezione penale del tribunale di Roma, legato alla prima tranche dell'inchiesta del pm Fava, fa riferimento alle anomale oscillazioni in borsa del titolo della Lazio, dovute alle uscite pubbliche di Chinaglia nella veste di sponsor della Richter Gedeon Rt (che ha sempre smentito ogni interessamento al club biancoceleste) e alle pressioni e alle intimidazioni che il presidente Lotito e persone a lui vicine (dalla moglie ai più stretti collaboratori) subirono dalla tifoseria più accesa affinchè venisse avviata una trattativa per la cessione delle quote.
Oltre a Chinaglia, il dibattimento chiama in causa gli ultrà Fabrizio Toffolo, Fabrizio Piscitelli, Yuri Alviti e Paolo Arcivieri e soggetti che, stando all'accusa, avrebbero sostenuto il progetto portato avanti dall'ex bomber biancoceleste: da Guido Carlo Di Cosimo a Giuseppe Bellantonio, da Bruno Errico a Fabio Di Marziantonio. L'ungherese Zoltan, anche lui come Chinaglia sfuggito all'arresto del 2006, ha preferito patteggiare davanti al gup.
L'ACQUISTO DELLA LAZIO- Nel nuovo filone di indagine, invece, la Guardia di Finanza, attraverso accertamenti bancari e intercettazioni telefoniche, ha puntato l'attenzione sul giro di denaro che sarebbe servito per acquistare la SS Lazio. I Casalesi avevano già deciso di fare il salto di qualità, rilevando il club che, dopo il fallimento del gruppo Cirio rappresentato dal patron Sergio Cragnotti, era alle prese con una situazione finanziaria abbastanza critica. Il sospetto dell'accusa è che già nel 2004, più o meno quando Claudio Lotito divenne il proprietario, la camorra si era attivata per acquistare la società e gestirla con personaggi di sua fiducia.



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