Camorra e politica, 60 fermi in tutta Italia. Chiesto l'arresto di Cosentino

Operazione anticamorra a Caserta e sul territorio nazionale. Personale della Dia di Napoli e del Comando Provinciale carabinieri di Caserta stanno eseguendo decine di arresti, perquisizioni e sequestri nell'ambito di una vasta operazione anticamorra contro numerosi esponenti e fiancheggiatori del clan "dei Casalesi", coordinata dalla Procura della Repubblica - Dda di Napoli.
I provvedimenti restrittivi colpiscono in particolare elementi riconducibili alle fazioni Schiavone e Bidognetti del clan 'dei Casalesi'. Tra i destinatari anche esponenti politici di rilievo nazionale e locale, personaggi del mondo bancario e imprenditoriale attivi oltre che in Campania anche in Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. L'operazione è stata, denominata 'Il Principe e la ballerina'
50 ARRESTATI CLAN CASALESI, TRA LORO ANCHE POLITICI - La direzione investigativa antimafia di Napoli e carabinieri di Caserta stanno notificando una cinquantina di ordinanze di custodia cautelare in tutta Italia, alcune delle quali destinate ad amministratori locali e esponenti del mondo delle banche nazionali.
L'indagine verte sull'ala militare del clan dei Casalesi, dei gruppi Schiavone e Bidognetti, ma nelle oltre 1000 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare del gip del tribunale di Napoli i reati considerati vanno dall'associazione a delinquere di stampo mafioso, al riciclaggio, alla corruzione al falso, tutti aggravati dall'articolo 7, l'aver agito cioe' per favorire la criminalita' organizzata. Tra i destinatari del provvedimento restrittivo, secondo quanto si apprende l'ex sindaco di Casal di Principe, ma anche un parlamentare campano.
COSENTINO TRA I DESTINATARI DEI PROVVEDIMENTI - Tra i destinatari delle misure cautelari emesse dal Gip di Napoli contro gli esponenti del clan Casalesi, c'e' anche il deputato del Pdl Nicola Cosentino. Stando a quanto si apprende il parlamentare sarebbe indagato per aver spinto una banca a concedere una linea di credito ad una societa' che stava costruendo un centro commerciale a Villa Briano.
PER COSENTINO CHIESTA AUTORIZZAZIONE ALL'ARRESTO- Per Nicola Cosentino la Procura di Napoli ha inoltrato alla Camera una richiesta di autorizzazione all'arresto, per l'accusa di corruzione, accompagnata dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'emissione di 50 provvedimenti di custodia cautelare. Gli inquirenti lo hanno definito come "il referente politico del clan dei Casalesi".
TRA GLI INDAGATI ANCHE LUIGI CESARO (PDL) - Tra i circa 70 indagati nell'inchiesta denominata "Il principe e la (scheda) ballerina" che ha portato all'emissione da parte del gip del tribunale di Napoli Egle Pilla di 55 provvedimenti restrittivi, uno dei quali a carico del parlamentare Pdl Nicola Cosentino, secondo quanto si e' appreso, figura anche il presidente della Provincia di Napoli e parlamentare Pdl Luigi Cesaro. Cesaro, dicono gli inquirenti, avrebbe accompagnato Cosentino all'agenzia Unicredit di Roma alla quale era stato chiesto da imprenditori considerati vicini al clan dei Casalesi un fido da 8 milioni per la concessione del quale Cosentino mise sotto pressione alcuni funzionari.
AL CENTRO INCHIESTA SU UN CENTRO COMMERCIALE - Sono due i binari su cui viaggia l'inchiesta denominata "Il Principe e la (scheda) ballerina", che ha portato, su attivita' investigativa della Dia di Napoli e dei carabinieri di Caserta, all'emissione di 55 provvedimenti di arresto siglati dal gip Egle Pilla su richiesta dei pm Francesco Ardituro, Giovanni Conzo ed Henry John Woodcock, e vede complessivamente 70 indagati.
Il primo, appunto, e' quello del centro commerciale "Il Principe", che avrebbe dovuto sorgere a Villa di Briano, nel casertano, investimento di alcuni imprenditori vicini per l'accusa al clan dei Casalesi che per trovare risorse per 8 milioni di euro si rivolsero al parlamentare Pdl Nicola Cosentino, anche lui tra i destinatari della misura cautelare, con richiesta di autorizzazione all'arresto inoltrata alla Camera, per riciclaggio e falso, sostenitore attraverso attivita' illecite del progetto della Sirio srl, poi diventata Vian srl.
Cosentino, dicono i pm, avrebbe pressato funzionari di un istituto bancario di Roma per la concessione del fido, poi bloccato perche' la documentazione risulto' irregolare. In manette anche due imprenditori ciociari, un funzionario di banca e un dipendente di un ufficio tecnico comunale che avrebbe rilasciato una autorizzazione edilizia non conforme alla normativa urbanistica per la realizzazione del centro.
L'altro binario e' quello del voto di scambio a Casal di Principe tra il 2007 e il 2010, un intreccio fitto che abbraccia due giunte comunali a Casal di Principe, comune ora sotto amministrazione straordinaria. Cosentino e' gia' indagato per concorso esterno in associazione di stampo camorristico nell'ambito di un'altra indagine sui Casalesi del 2008, ma la Camera nego' l'autorizzazione all'arresto. Di lui, molti collaboratori di giustizia hanno detto si tratti del referente politico nazioanle del gruppo di criminalita' organizzata.


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