La camicia del matrimonio di William sarà Made in Puglia

Sabato, 15 gennaio 2011 - 12:00:00

nglese angelo
Il sarto Angelo Inglese
La camicia per il matrimonio del principe William parlerà italiano. Un tocco di made in Italy arriverà alla corte d'Inghilterra per il matrimonio più atteso dell'anno. A occuparsi della camicia nuziale del principe William sarà infatti un noto camiciaio pugliese, di Ginosa di Puglia, Angelo Inglese.

Famoso per le camicie del primo ministro giapponese e per quelle confezionate a ministri tedeschi. Nel suo negozio arrivano nomi famosi in Italia e all'estero che si rivolgono solo a lui quando vogliono una camicia come si deve. E ora Angelo Inglese, camiciaio doc arriva anche alla corte britannica. Un nome un destino? Forse. Perché ora, questo ragazzo che dal suo paese non s'è mai staccato, preparerà la camicia nuziale di William. Alle nozze del secolo, quindi, parteciperà pure (e alla grande) il made in Italy.

Sarto da 15 anni, ma di lunga tradizione familiare, i suoi prodotti piacciono perché uniscono i tessuti e le tecniche di un tempo allo spirito dei nostri tempi. D'altronde è proprio quello che William sembra volere per il giorno in cui sposerà la bella Kate. Nulla da togliere alle camicie inglesi ma, lo stile italiano si sa, è tutt'altra cosa.

williamkate

"SARÀ CLASSICA MA INNOVATIVA AL TEMPO STESSO" - Ma come è arrivato il principe a Ginosa? "Non è venuto lui" racconta Angelo Inglese ad Affaritaliani.it "Tutto nasce grazie a suoi amici intimi che d'estate trascorrono le vacanze in Puglia. Sono miei clienti, il turismo in Puglia è di alto livello, e gli hanno portato un paio di camicie e pochette di seta come regalo a Corte". Da lì poi l'idea della camicia per il matrimoni".

Ma ha avuto a che fare direttamente con il principe?  "No, con lui no, ho parlato, per ora, con il responsabile di cerimonia". Richieste particolari, tutto sommato, nessuna. "Ovvio che la camicia sarà classica ma innovativa e giovanile al contempo; fit molto affiancato,collo diplomatico, proprio da smoking, punte non tanto rigide, e lista del collo più alta perchè slancia di più. Bottonatura nascosta, unico bottone visibile lo sto cercando molto prezioso. Tessuto: il piquet per la pettorina il resto in popeline, il cotone che prende il nome dai papi che lo usavano per loro raffinate lunghe tuniche. Asole ricamate a mano con filo di Scozia. Ma ancora nulla è deciso. Dovrò accordarmi con chi confeziona l'abito e comunque loro si fidano di me". Così, dopo i cachemire di Cucinelli, ora l'Italia torna a vestire il principe William.

Floriana Rullo

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