Calcioscommesse/ I verbali della procura, tutti i nomi

Sabato, 4 giugno 2011 - 10:24:00

                                       TRIBUNALE ORDINARIO DI CREMONA

Il giudice per le indagini preliminari, dr Guido Salvini,

Esaminata la richiesta del Pubblico Ministero, pervenuta in data 15 maggio 2011, con la quale si richiede l'applicazione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di:

1 Bellavista antonio

2 Buffone Giorgio

3 Erodiani massimo

4 Giannone Francesco

5  Paoloni Marco

6 Parlato Gianfranco

7 Pirani Marco

e l’applicazione della misura degli arresti domiciliari nei confronti di :

8. BRESSAN Mauro, nato a Valdobbiadene (TV) il 05/01/1971, residente a

Cernobbio (CO) in via Dell’Armee N.8;

9. BRUNI Manlio, nato a Catanzaro il 24/04/1964, residente in Bologna via

Caprarie N 7;

10. LA CIVITA Francesca, nata ad Ortona (CH) il 30/04/1981, residente a Pescara

in via D’Annunzio N.167;

11. MICOLUCCI Vittorio, nato a Giulianova (TE) il 14/08/1983, ivi residente in

via Iaconi N.32, di fatto domiciliato ad Ascoli Piceno in Via Corso Mazzini N.

65;

12. MEHMETI Ismet, nato a Peqin (Albania) il 18/04/1958, residente a Ravenna

in via Marco Antonio Colonna N.26;

13. SIGNORI Giuseppe, nato il 17.02.1968 a Alzano Lombardo (BG), residente a

Bologna in via Cesare Battisti nr.23, interno 29;

14. SOMMESE Vincenzo, nato a Nola (NA) il 22/06/1976, residente a Venaria

Reale (TO) in via San Marchese n°17/4;

15. TUCCELLA Gianluca, nato a Pescara il 30/07/1981, ivi residente in via P.

Nenni N.19;

16. GEGIC Almir, detto “lo zingaro”, nato a Presov (Repubblica Slovacca) il

30.10 79 cittadino Slovacco, residente a Chiasso (CH) in Corso San Gottardo

N.25, Palazzo City;

E altri 28 indagati nei cui confronti non è stata chiesta misura cautelare

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I N D A G A T I

per i seguenti reati :

1) ERODIANI, PIRANI, PAOLONI, PARLATO, BELLAVISTA, BUFFONE,

GIANNONE, BRESSAN, BRUNI, GEGIC, LA CIVITA, MICOLUCCI,

MEHMETI, SIGNORI, SOMMESE, TUCCELLA

del delitto di cui all’art.416 1°, 2°, 3° e 5° co. C.P. perché ERODIANI Massimo,

PIRANI Marco, PAOLONI Marco, PARLATO Gianfranco, BELLAVISTA

Antonio, BUFFONE Giorgio e GIANNONE Francesco promuovevano,

costituivano ed organizzavano un’associazione a delinquere, alla quale

partecipavano BRESSAN Mauro, BRUNI Manlio, GEGIC Almir, LA CIVITA

Francesca, MICOLUCCI Vittorio, MEHMETI Ismet, SIGNORI Giuseppe,

SOMMESE Vincenzo e TUCCELLA Gianluca ed altri indicati in rubrica, allo

scopo di commettere in via stabile ed organizzata, con cadenza almeno settimanale,

una pluralità di delitti di illecito sportivo, di cui all’art.1 legge 401/1989, nonché di

truffe ai danni delle società di calcio e degli scommettitori leali, associazione che

interferiva su una pluralità di partite di calcio della Lega PRO, della serie B) e della

serie A), e in particolare le seguenti:

CREMONESE-SPEZIA del 17.10.2010;

MONZA-CREMONESE del 21.11.2010;

CREMONESE-PAGANESE del 14.1.2011;

SPAL-CREMONESE del 16.1.2011;

BENEVENTO-VIAREGGIO del 13.2.2011;

LIVORNO-ASCOLI del 25.2.2011;

VERONA-RAVENNA del 27.2.2011;

BENEVENTO-COSENZA del 28.2.2011;

ASCOLI-ATALANTA del 12.3.2011;

10) TARANTO-BENEVENTO del 13.3.2011;

11) ATALANTA-PIACENZA del 19.3.2011;

12) INTER-LECCE del 20.3.2011;

13) ALESSANDRIA-RAVENNA del 20.3.2011;

14) BENEVENTO-PISA del 21.3.2011;

15) PADOVA-ATALANTA del 26.3.2011;

16) SIENA-SASSUOLO del 27.3.2011;

17) RAVENNA-SPEZIA del 27.3.2011;

18) REGGIANA-RAVENNA del 10.4.2011;

- utilizzando i seguenti mezzi per influire sul risultato delle partite, al fine di far

corrispondere il medesimo a quanto oggetto delle scommesse di volta in volta

predisposte:

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somministrando ai giocatori della Cremonese, nel caso della partita

CREMONESE-PAGANESE del 14.1.2011, della sostanza ansiolitica ipnotica

denominata LORMETAZEPAM, astrattamente idonea ad influire negativamente

sul loro rendimento agonistico; influendo sul risultato, nel caso di indagati

calciatori partecipanti alle partite interessate dalle scommesse (PAOLONI,

QUADRINI, MICOLUCCI, SOMMESE ed altri), con un rendimento agonistico

adeguato al raggiungimento di quello voluto; negli altri casi corrompendo alcuni

giocatori, affinché, per denaro, favorissero il risultato oggetto della scommessa; in

alcuni casi prendendo opportuni contatti direttamente con le società interessate.

Quanto sopra svolgendo i seguenti rispettivi ruoli:

PAOLONI Marco, portiere della CREMONESE e successivamente del

BENEVENTO, costantemente retribuito dal sodalizio nel quale era inserito,

influiva direttamente sul risultato delle partite combinate alle quali ha partecipato

con prestazioni scadenti, o avvicinava giocatori della sua o delle squadre

avversarie, o persone alle stesse collegate, o calciatori di altre squadre impegnati

nelle partite comunque oggetto delle scommesse, per corromperli, ai fini del

raggiungimento del risultato voluto; in particolare procedeva il 14.11.2010 alla

sopradescritta somministrazione di LORMETAZEPAM ai danni della sua squadra;

ERODIANI Massimo, organizzatore, unitamente al PIRANI, con il quale era a tal

fine in contatto quotidiano, dell’intera rete di rapporti stabili diretti alla

manipolazione delle partite di calcio, avendo nella disponibilità una serie di

esercizi per la raccolta delle scommesse sportive, e in particolare facendo capo

all’Agenzia ubicata in Pescara, di fatto gestita da LA CIVITA Francesca, e ad una

tabaccheria sita a San Giovanni Teatino, intestata alla moglie, raccoglieva e gestiva

i fondi destinati alle scommesse, alle quali partecipava direttamente, indirizzandole

verso le soluzioni e le combinazioni più redditizie, e provvedeva al pagamento

delle somme destinate alla corruzione dei giocatori, tenendo contatti costanti con

tutti gli associati ed in particolare PAOLONI, PIRANI, PARLATO, BUFFONE,

BELLAVISTA e con tutti i soggetti procedenti ai finanziamenti delle scommesse

sulle partite “truccate”; concorreva con PAOLONI e PIRANI all’episodio

dell’avvelenamento dell’acqua destinata ai calciatori della CREMONESE in

occasione della partita del 14.11.2010; teneva i collegamenti con i gruppi di

scommettitori denominati “Zingari” e “di Bologna” che finanziavano la corruzione

dei giocatori, in particolare attraverso BELLAVISTA Antonio e GIANNONE

Francesco.

PARLATO Gianfranco, collaboratore tecnico della società “F.C.ESPERIA

VIAREGGIO” militante nel girone B della 1^ divisione del campionato di “Lega

Pro”, intratteneva continui rapporti con ERODIANI Massimo, PAOLONI Marco,

PIRANI Marco, BELLAVISTA Antonio, SANTONI Nicola nonché con altri

soggetti, indagati e non, ai quali forniva indicazioni utili sulle illecite pianificazioni

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degli eventi per consentire di poter indirizzare senza rischio le loro scommesse

sportive. Tra questi ultimi emergevano LONGHI Massimiliano, BASSI Pietro,

FURLAN Claudio, CHIARETTI Emanuele, ETTORI Alessandro ed altri. Con

particolare riferimento all’evento calcistico SPAL–CREMONESE, disputatosi in

Ferrara in data 16.01.2011, intratteneva rapporti anche con l’aliquota di

scommettitori “milanese”, costituita da PADULA Pino, BERARDI Ivan, PEZZALI

Pierluigi Andrea e GAITI Andrea, i quali nell’occasione puntavano circa €.40.000,

ben consci della pianificazione dell’esito della partita;

dava disposizioni al calciatore GERVASONI perché intrattenesse rapporti con

Cristiano DONI, capitano dell’ATALANTA, con riferimento all’incontro

ATALANTA-PIACENZA; l’11.3.2011, con la fattiva collaborazione di BRESSAN

Mauro e BELLAVISTA Antonio, si recava presso il casello autostradale di Reggio

Emilia dove riceveva 30.000 € da un rappresentante del gruppo degli “ZINGARI”

per la manipolazione della partita TARANTO-BENEVENTO.

PIRANI Marco, medico odontoiatra in Stirolo (AN), organizzava unitamente ad

ERODIANI, col quale era a tal fine in contatto quotidiano, l’intera rete di rapporti

stabili diretti alla manipolazione delle partite di calcio, con riferimento alle quali si

poneva anche come finanziatore e scommettitore. In contatto continuo anche con

gli altri associati, al fine della pianificazione illecita degli eventi, in virtù della sua

attività di affermato medico dentista annoverava tra le sue conoscenze importanti

personaggi ben inseriti all’interno del mondo calcistico. In particolare il predetto ha

effettuato numerose comunicazioni telefoniche con il Direttore Sportivo del

RAVENNA Calcio, BUFFONE Giorgio con il quale poneva in essere una capillare

attività di interferenza finalizzata alla manipolazione di eventi calcistici. Tale

attività veniva altresì esperita attraverso contatti con numerosi calciatori

attualmente in rosa in varie squadre; in particolare si registravano comunicazioni

con SOMMESE Vincenzo (capitano dell’ASCOLI Calcio nei confronti del quale

vanta un credito pecuniario ammontante a €.67.000 a fronte di uno iniziale pari ad

€.140.800 in ragione della quale era stata attivata una procedura esecutiva di

cessione del quinto dello stipendio del calciatore), MICOLUCCI Vittorio

(calciatore dell’ASCOLI Calcio), TUCCELLA Gianluca (calciatore di calcio a 5

del PESCARA).

BELLAVISTA Antonio, ex calciatore di serie A, organizzava e promuoveva,

unitamente ad ERODIANI con il quale intratteneva contatti quotidiani, l’intera rete

di rapporti stabili diretti alla manipolazione delle partite di calcio; sulla scorta degli

esiti concordati, interveniva con forti scommesse sugli eventi pianificati. In

particolare è emerso il suo ruolo di anello di congiunzione tra ERODIANI e le

organizzazioni denominate dei “Bolognesi”, in seno a cui si evidenzia la figura

dell’ex calciatore SIGNORI Giuseppe detto “Beppe”, e degli “Zingari” il cui

soggetto principale risulta essere GEGIC Almir. Partecipava, unitamente a

ERODIANI all’incontro svoltosi in Bologna, presso lo Studio di GIANNONE e

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BRUNI, a cui prendevano parte, oltre ai predetti, anche l’ex calciatore SIGNORI

Giuseppe per la pianificazone delle partite di interesse del Gruppo dei “Bolognesi”.

LA CIVITA Francesca, titolare delle agenzie di scommesse site a Pescara ed

Ancona la cui gestione è sostanzialmente riconducibile ad ERODIANI Massimo, si

adoperava concretamente nel ricevere le somme di denaro fornite da PIRANI

Marco poi utilizzate nell’attività delle scommesse sportive.

Quanto sopra con la piena consapevolezza e conoscenza dell’attività illecita posta

in essere da ERODIANI Massimo, nonché delle obbligazioni creditizie esistenti tra

quest’ultimo ed il PAOLONI Marco, le quali risultavano essere state garantite da

assegni intestati alla moglie del PAOLONI; in alcune circostanze la medesima LA

CIVITA si è direttamente adoperata per addivenire alla soddisfazione di tali debiti

contattando direttamente la Signora SPINELLI Michela moglie di PAOLONI

Marco.

BUFFONE Giorgio, Direttore Sportivo del Ravenna Calcio, accanito

scommettitore, utilizzava la sua posizione non soltanto per influire sulle partite

affrontate direttamente dalla sua squadra, oggetto delle scommesse, ma sfruttava le

sue conoscenze con personaggi del mondo del calcio, in particolare con altre

società sportive o con alcuni giocatori impegnati nelle partite da manipolare. In

particolare manteneva contatti con SANTONI Nicola perché contattasse Cristiano

DONI, capitano dell’ATALANTA ai fini della manipolazione della partita

ASCOLI-ATALANTA; prendeva contatti con il Presidente dell’Alessandria;

prendeva contatti con la dirigenza del Verona al fine di concordare una possibile

sconfitta del RAVENNA; teneva contatti con gli scommettitori albanesi

MEHEMETI Ismet e SHYTAJ Antonio, entrambi procedenti a scommesse in

Albania sulle partite truccate; si spostava a Reggio Emilia unitamente a PIRANI

per prendere contatti con la dirigenza, ai fini della manipolazione della partita

REGGIANA-RAVENNA.

GIANNONE Francesco, organizzatore, promotore e scommettitore su eventi

sportivi manipolati oggetto d’interesse per l’organizzazione cosiddetta “dei

bolognesi” che provvedeva successivamente ad effettuare le puntate di denaro.

Ai fini della pianificazione delle partite intratteneva frequenti contatti con

ERODIANI Massimo; presso lo studio di Bologna, intestato anche al predetto e

all’indagato BRUNI, si svolgeva il 15.3.2011 un incontro al quale partecipavano

ERODIANI Massimo, BELLAVISTA Antonio e SIGNORI Giuseppe, finalizzato

alla pianificazione delle partite di interesse del Gruppo dei “BOLOGNESI”.

Il 20.3.2011 GIANNONE, nell’ambito del gruppo BOLOGNESE, costituito da lui,

SIGNORI e BRUNI, puntava sulla partita INTERNAZIONALE-LECCE la somma

di 150.000 €.

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SIGNORI Giuseppe, ex calciatore della nazionale, elemento centrale del gruppo

di scommettitori di BOLOGNA, ha partecipato con GIANNONE e con BRUNI ad

una serie di scommesse sulle partite truccate, in particolare, con riferimento alla

partita INTERNAZIONALE-LECCE, di 150.000 € .

S’incontrava il 15.3.2011 con ERODIANI e BELLAVISTA, GIANNONE e

BRUNI, presso lo studio di questi ultimi, per la pianificazione delle partite e delle

scommesse.

MICOLUCCI Vittorio, tesserato come difensore per la Società “ASCOLI

Calcio”e già compagno di squadra dell’indagato BELLAVISTA Antonio,

costituiva una “pedina stabile” del sodalizio, manifestando la sua disponibilità ad

influenzare il risultato delle partite di calcio della squadra dell’ASCOLI con un

rendimento agonistico negativo, cercando nel contempo di coinvolgere nella

manipolazione corruttiva altri giocatori della medesima squadra. Ciò avveniva in

particolare con riferimento alle partite LIVORNO-ASCOLI del 25.2.2011 e

ASCOLI-ATALANTA del 12.3.2011. Il predetto intratteneva rapporti in

particolare con TUCCELLA Gianluca, movimentato da PIRANI e quindi

direttamente con quest’ultimo, nonché con il SOMMESE. In precedenza

MICOLUCCI forniva analogo contributo in occasione di un precedente incontro

ALBINOLEFFE –ASCOLI.

MEHMETI Ismet, albanese residente a Ravenna, nell’ambito della manipolazione

delle partite oggetto delle scommesse, intratteneva contatti prevalentemente con

BUFFONE Giorgio nonché con PIRANI Marco, assumendo il ruolo di referente

per quanto riguardava l’effettuazione materiale delle scommesse strettamente

collegate alle partite di calcio manipolate dall’organizzazione. Alcune di queste

scommesse venivano effettuate direttamente in Albania, nel periodo in cui il

cittadino Albanese si trovava in patria (fine marzo 2011).

BRESSAN Mauro, ex calciatore che ha militato nelle seguenti squadre:

Montebelluna – Milan – Perugia – Como – Foggia – Cagliari – Bari (insieme al

compagno di squadra BELLAVISTA Antonio) – Fiorentina – Venezia e Chiasso

(squadra del campionato Svizzero dove milita tuttora il coindagato GEGIC Almir).

Il predetto mantiene contatti con gli indagati BELLAVISTA Antonio, suo ex

compagno di squadra nel Bari; TISCI Ivan, attuale calciatore della squadra della

“SAMBONIFACESE” che milita nel campionato “Lega Pro” di 2^ divisione;

GEGIC Almir “lo zingaro”, suo ex compagno di squadra nel Chiasso (campionato

Svizzero).

BRESSAN Mauro è stato l’anello di congiunzione tra BELLAVISTA Antonio ed il

gruppo di finanziatori denominati “gli zingari” e cioè GEGIC Almir e ILIEVSKI

Hristiyan detto “Cris”; tutti i contatti registrati erano finalizzati alla manipolazione

di partite di calcio. Il suo intervento è in particolare emerso con riferimento alle

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partite TARANTO-BENEVENTO del 13 Marzo 2011 e BENEVENTO – PISA del

21 Marzo 2011.

BRUNI Manlio, residente in Bologna ha funto da organizzatore, promotore e

scommettitore degli eventi sportivi manipolati sui quali l’organizzazione cosiddetta

dei bolognesi”, in seno a cui si evidenzia la figura dell’ex calciatore SIGNORI

Giuseppe detto “Beppe”, provvedeva successivamente ad effettuare le puntate di

denaro. In particolare il suo contributo è emerso con riferimento alle seguenti

partite:

?? ATALANTA-PIACENZA del 19 Marzo 2011; in particolare partecipava

all’incontro di pianificazione della partita che avveniva in Bologna presso lo

studio di pertinenza sua e di GIANNONE, al quale partecipava unitamente al

predetto, a SIGNORI Giuseppe e ad ERODIANI Massimo.

?? INTER-LECCE del 20.03.2011, partita in ordine alla quale puntava unitamente

a GIANNONE e SIGNORI, la somma di 150.000€ ;

?? BENEVENTO-PISA del 21 Marzo 2011, con riferimento al quale investiva

ingenti somme unitamente al gruppo di BOLOGNA, lamentandosi con

BELLAVISTA con riferimento all’andamento della partita ;

?? SIENA – SASSUOLO del 27 marzo 2011.

SOMMESE Vincenzo, calciatore professionista, già capitano dell’ASCOLI,

elemento stabile dell’organizzazione, ha intrattenuto numerosi contatti con

PIRANI Marco, nei cui confronti era debitore di un’ingente somma di denaro,

sempre finalizzati alla manipolazione di partite di calcio. In particolare prendeva

contatti con alcuni giocatori dell’ASCOLI, tra i quali PEDERZOLI Alex, per

corromperli (LIVORNO-ASCOLI). Presso la sua abitazione si svolgeva un

incontro, al quale partecipava anche il TUCCELLA, diretto a verificare la

disponibilità di MICOLUCCI, giocatore dell’ASCOLI.

SOMMESE Vincenzo si intrometteva nella manipolazione, o attivava scommesse

con PIRANI Marco, con riferimento ai seguenti eventi calcistici che qui di seguito

si riportano:

?? LIVORNO – ASCOLI del 25 Febbraio 2011;

?? BENEVENTO – COSENZA del 28 Febbraio 2011;

?? ASCOLI – ATALANTA del 12 Marzo 2011;

?? TARANTO – BENEVENTO del 13 Marzo 2011;

?? ATALANTA – PIACENZA del 19 Marzo 2011;

?? INTER – LECCE del 20 Marzo 2011;

?? PADOVA – ATALANTA del 26 Marzo 2011;

?? SIENA – SASSUOLO del 27 Marzo 2011.

Scommetteva altresì sulla partita BENEVENTO-COSENZA, ricevendo

rassicurazioni dal PIRANI sul buon andamento della partita.

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TUCCELLA Gianluca, portiere della Società “CUS CHIETI” militante nel

campionato di Serie “A2” di calcio a 5, ha intrattenuto contatti telefonici

riconducibili alla manipolazione di eventi calcistici con PIRANI Marco,

inquadrandosi come un pedina stabile del predetto; in particolare trattando la

manipolazione degli eventi calcistici che qui di seguito si riportano:

?? LIVORNO – ASCOLI del 25 Febbraio 2011;

?? BENEVENTO – COSENZA del 28 Febbraio 2011;

?? ASCOLI – ATALANTA del 12 Marzo 2011;

?? PADOVA – ATALANTA del 26 Marzo 2011;

?? SIENA – SASSUOLO del 27 Marzo 2011.

In particolare ha partecipato ad un incontro svoltosi presso l’abitazione del

SOMMESE, diretto a verificare la disponibilità del MICOLUCCI alla corruzione

in vista dell’incontro LIVORNO-ASCOLI, proponendosi di intervenire anche su

altro giocatore dell’ASCOLI; scommetteva unitamente al SOMMESE 15.000 €

sulla partita LIVORNO-ASCOLI; procedeva a tutta una serie di scommesse

nell’ambito di partite “truccate”, su indicazione del PIRANI, aggiornandolo di

volta in volta su quanto appreso in ordine allo svolgimento degli eventi. In

particolare scommetteva sulla partita BENEVENTO-COSENZA, ricevendo

rassicurazioni dal PIRANI sul buon andamento della partita; riceveva indicazioni

dal PIRANI sullo sviluppo delle trattative per la partita RAVENNA-VERONA;

riceveva il 25.3.2011 informazioni da PIRANI circa gli accordi intervenuti tra le

società PADOVA ed ATALANTA ai fini della manipolazione dell’incontro;

nell’occasione confermava a PIRANI di aver appreso da amico di Cristiano DONI,

capitano dell’ATALANTA, conferma della “combine” tra le due squadre. Riceveva

indicazioni dal PIRANI circa la manipolazione dell’incontro SIENA-SASSUOLO,

che si sarebbe concluso con la vittoria del SIENA e veniva invitato dal predetto

alla discrezione per evitare il calo delle quote. Forniva indicazioni al PIRANI

sull’andamento delle quote. Riceveva informazioni dal PIRANI circa

l’individuazione dei giocatori corrotti del SASSUOLO (il portiere, un difensore ed

un centrocampista) e l’intenzione di far perdere il SASSUOLO in casa la

settimana successiva (con l’ALBINOLEFFE), venendo invitato pertanto dal

predetto a portargli al più preso i soldi della vincita, richiesta accettata dal

TUCCELLA.

GEGIC Almir, detto “lo zingaro”, cittadino Slovacco residente a Chiasso (CH),

calciatore del F.C. CHIASSO (ex compagno di squadra di BRESSAN Mauro)

appare l’uomo guida del gruppo degli “ZINGARI”, la cui composizione interna

non è del tutto nota. Veniva messo in contatto da BRESSAN Mauro con

BELLAVISTA Antonio ed assumeva il ruolo di portavoce del gruppo denominato

degli “ZINGARI”, che hanno finanziato numerose partite truccate proponendosi,

comunque, per finanziarne altre. E’ coinvolto in particolare nella manipolazione

delle seguenti partite:

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?? TARANTO-BENEVENTO del 13 Marzo 2011;

?? ATALANTA-PIACENZA del 19 Marzo 2011;

?? BENEVENTO – PISA del 21 Marzo 2011.

- associazione proponentesi altresì la consumazione di estorsioni ai danni di

coloro che si fossero trovati in una posizione debitoria nei confronti della

medesima

- Partecipando inoltre ciascun indagato alle altre attività fraudolente, dirette

alla manipolazione delle partite, rispettivamente ascritte, meglio descritte nei

seguenti capi, di cui al delitto p. e p. dagli artt.110 c.p., 1, co.1° L. 401/1989.

2) ERODIANI, PIRANI, PAOLONI.

Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, somministravano con l’uso di bevande (acqua e thé) destinate a dissetare i

calciatori della CREMONESE, in procinto di affrontare la squadra PAGANESE,

la sostanza ansiolitica ipnotica denominata LORMETAZEPAM, atto fraudolento al

fine di condizionare negativamente la loro prestazione, per ottenere un risultato

diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento dell’incontro di

calcio CREMONESE-PAGANESE e conforme, invece, alle scommesse

predisposte.

In Cremona il 14.1.2011 e giorni immediatamente precedenti

3) ERODIANI, PIRANI, PAOLONI, PARLATO, (PADULA, BERARDI,

PEZZALI, GAITI)

Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, previi accordi tra i primi due e PAOLONI, che avrebbe dovuto garantire,

previo pagamento, la controprestazione della linea difensiva della CREMONESE,

e la conseguente sconfitta di quest’ultima, offrivano o promettevano denaro, e

comunque compivano atti fraudolenti diretti ad influire sul risultato dell’incontro

SPAL-CREMONESE, per favorire la vittoria della SPAL, in conformità delle

scommesse effettuate, laddove si verificava un risultato di pareggio (1-1),

concorrendo il PARLATO rafforzando il proposito dei primi tre, fornendo

preventivamente all’aliquota di scommettitori milanese, costituita da PADULA

Giuseppe, BERARDI Ivan Vittorio e PEZZALI Pierluigi Andrea, la certezza del

risultato.

In Ferrara e altri luoghi il 16.1.2011 e giorni immediatamente precedenti

4) ERODIANI, PIRANI, PAOLONI, PARLATO, LA CIVITA

11

Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, previi accordi tra i primi due e PAOLONI, che avrebbe dovuto garantire, sia

attraverso il proprio apporto personale quale giocatore, sia a seguito di rapporti con

i giocatori da corrompere ( rapporti in particolare con il giocatore MALACARNE)

e il conseguente pagamento della somma complessiva di 50.000 € a 5 giocatori

della squadra del VIAREGGIO, offrivano o promettevano denaro, e comunque

compivano atti fraudolenti diretti ad ottenere un risultato diverso da quello

conseguente al corretto e leale svolgimento dell’incontro di calcio BENEVENTOVIAREGGIO,

in particolare in modo da ottenere un risultato finale (OVER 2,5)

che comportasse la segnatura di almeno 3 goal, conformemente alle scommesse

effettuate. Concorrendo il PARLATO, nella sua qualità di collaboratore tecnico del

VIAREGGIO, su istigazione dell’ERODIANI.

In Benevento e altri luoghi il 13.2.2011 e giorni immediatamente precedenti

5) ERODIANI, PIRANI, PARLATO, LA CIVITA, PEDERZOLI,

SOMMESE, TUCCELLA

Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti

diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale

svolgimento dell’incontro di calcio LIVORNO-ASCOLI, in modo da conseguire

il risultato finale della vittoria del LIVORNO, conforme alle scommesse effettuate,

non riuscendo nell’intento in quanto la partita si concludeva con il risultato finale

di 1 a 1. A tal fine venivano compiute, tra l’altro, le seguenti attività fraudolente

tendenti alla manipolazione del risultato :

PIRANI, che ne informava ERODIANI, prendeva contatti con l’ex capitano

dell’ASCOLI, SOMMESE Vincenzo, suo fidato intermediario, che si riservava di

comunicargli gli esiti dei contatti con i giocatori da corrompere e la quantificazione

della somma richiesta, nonché con il difensore dell’ASCOLI PEDERZOLI Alex,

che assicurava la sua disponibilità alla corruzione, pur con la garanzia

dell’anonimato. Lo stesso PIRANI contattava TUCCELLA Gianluca, anch’egli

tesserato per l’ASCOLI, perché convincesse il difensore MICOLUCCI Vittorio ad

adoperarsi affinchè l’ASCOLI perdesse la partita, assicurando successivamente il

TUCCELLA la disponibilità del MICOLUCCI, e prendendo contatti lo stesso

PARLATO con PEDERZOLI Alex – non verificandosi il risultato in quanto

l’unico giocatore corrotto, presente il giorno dell’incontro, finiva per essere il

MICOLUCCI, che non riusciva ad influire adeguatamente sull’esito della partita -

partecipando gli stessi SOMMESE e TUCCELLA alla scommessa, puntando la

somma di 15.000 €.

In Livorno ed altri luoghi il 25.2.2011 e giorni immediatamente precedenti

6) ERODIANI, PIRANI, BUFFONE, TUCCELLA

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Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudoloenti

diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale

svolgimento dell’incontro di calcio VERONA-RAVENNA, in modo da

raggiungere il risultato finale della vittoria del VERONA, puntualmente verificatasi

(4-2), conforme alle scommesse effettuate. A tal fine venivano compiute, tra l’altro,

le seguenti attività fraudolente, tendenti alla manipolazione del risultato:

BUFFONE Giorgio, direttore sportivo del Ravenna Calcio, squadra disponibile a

perdere in trasferta, informandone il PIRANI, che informava a sua volta

l’ERODIANI, prendeva contatti con la Dirigenza della squadra veronese ai fini di

concordare una possibile sconfitta del RAVENNA, non riuscendo nell’intento.

Emergendo l’interesse alla realizzazione dell’evento manipolato da parte di

TUCCELLA Vincenzo, che veniva informato dal PIRANI il 26 febbraio che

l’accordo era saltato.

In Ravenna, Verona e altri luoghi il 27.2.2011 e giorni immediatamente

precedenti

7) ERODIANI, PIRANI, PAOLONI, PARLATO, LA CIVITA, TUCCELLA,

SOMMESE

Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1, 1° co. L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti

diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale

svolgimento dell’incontro di calcio BENEVENTO-COSENZA, in modo da

raggiungere il risultato finale della vittoria del BENEVENTO con la segnatura di

almeno 3 goal (OVER), risultato puntualmente verificatasi (3-1), conforme alle

scommesse effettuate. A tal fine venivano compiute, tra l’altro, le seguenti attività

fraudolente tendenti alla manipolazione del risultato:

PAOLONI Marco, portiere del BENEVENTO, in pieno accordo con PIRANI ed

ERODIANI, assicurava la sua piena disponibilità e quella di quattro non meglio

identificati giocatori del Cosenza, che a loro volta assicuravano al predetto la

piena disponibilità a perdere, pretendendo la somma complessiva di 100.000€, poi

ridotta dall’ERODIANI, emergendo la cointeressenza all’evento truccato di

TUCCELLA Gianluca e di SOMMESE Vincenzo, che venivano informati dal

PIRANI in tempo reale del raggiungimento dell’obiettivo

In Benevento e altri luoghi il 28.2.2011 e giorni immediatamente precedenti

8) ERODIANI, PIRANI, BUFFONE, MICOLUCCI, PARLATO,

TUCCELLA, SOMMESE

Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti

diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale

svolgimento dell’incontro di calcio ASCOLI-ATALANTA, in modo da

conseguire il risultato finale della vittoria dell’ATALANTA, conforme alle

13

scommesse predisposte, laddove l’incontro si concludeva in pareggio (1-1). A tal

fine venivano compiute, tra l’altro, le seguenti attività fraudolente tendenti alla

manipolazione del risultato:

il PIRANI, prendeva contatti con i referenti dell’ASCOLI, che gli avrebbero

assicurato la disponibilità a perdere, informandone il PIRANI. Ulteriori contatti

venivano presi dal PARLATO , che riferiva all’ERODIANI dell’esistenza di un

“proprio uomo”, riconducibile alla formazione bergamasca. PIRANI prendeva

contatti con TUCCELLA e SOMMESE, che garantiva il suo apporto, al fine di

mediare con il giocatore dell’ASCOLI, MICOLUCCI Vittorio, incontrandosi i tre

ultimi predetti presso l’abitazione del secondo e garantendo il MICOLUCCI la sua

disponibilità e quella di un “laterale destro”. PIRANI contattava BUFFONE

Giorgio, che, una volta ricevuta conferma della manipolazione dell’evento, avrebbe

versato per lo stesso PIRANI l’assegno a garanzia. BUFFONE Giorgio prendeva

contatti con SANTONI Nicola, preparatore dei portieri del Ravenna, affinché

contattasse il capitano dell’ATALANTA, Cristiano DONI, che avrebbe dovuto,

con una stretta di mano a MICOLUCCI durante la partita, fornire il segno

convenzionale dell’accordo.

In Ascoli e altri luoghi il 12.3.2011 e giorni immediatamente precedenti

9) ERODIANI, PAOLONI, BELLAVISTA, PIRANI, PARLATO,

SOMMESE, GEGIC, BRESSAN, BUFFONE, ( SHYTAJ, DALEDO, TISCI)

Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1, co. 1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti

diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale

svolgimento dell’incontro di calcio TARANTO-BENEVENTO, in modo da

conseguire il risultato finale della segnatura di almeno tre goal (OVER), conforme

alle scommesse predisposte, realizzandosi puntualmente il risultato della vittoria

del TARANTO per 3 a 1. A tal fine venivano compiute, tra l’altro, le seguenti

attività fraudolente tendenti alla manipolazione del risultato:

il portiere del BENEVENTO, PAOLONI, assicurava il suo fattivo contributo;

PARLATO Gianfranco, anche per conto dell’ERODIANI e PIRANI, quale

emissario del finanziatore BELLAVISTA Antonio, quest’ultimo a sua volta

intermediario del gruppo di scommettitori denominato “gli zingari” riceveva presso

il casello autostradale di Reggio Emilia la somma di 30.000 € , quale pagamento

anticipato per i giocatori coinvolti, da parte del gruppo suddetto, rappresentato da

GEGIC Almir; BUFFONE Giorgio, informato della certezza del risultato, girava la

notizia a SHYTAJ Antonio, perché procedesse ad effettuare puntate in Albania, e

comunque al di fuori dall’Italia; il gruppo degli “zingari” procedeva, quindi, a

puntate di centinaia di migliaia di € sui siti asiatici, determinando un abbassamento

delle quote.

In Taranto, Benevento ed altri luoghi il 13.3.2011 e giorni immediatamente

precedenti

14

10) ERODIANI, BELLAVISTA, PIRANI, PARLATO, GEGIC, BUFFONE,

MICOLUCCI, TUCCELLA, SOMMESE, GIANNONE, BRUNI, SIGNORI,

(TISCI, SANTONI, DALEDO, DONI Cristiano, GERVASONI Carlo)

Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1, 1° co. L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti

diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale

svolgimento dell’incontro di calcio ATALANTA- PIACENZA, in modo da

conseguire il risultato finale della segnatura di almeno tre goal (OVER, con

segnatura della prima rete dopo 20 minuti, della seconda entro la fine del primo

tempo, del terzo goal entro il primo quarto d’ora del secondo tempo) conforme alle

scommesse predisposte, realizzandosi puntualmente il risultato della vittoria

dell’ATALANTA per 3 a 0. A tal fine venivano compiute, tra l’altro, le seguenti

attività fraudolente tendenti alla manipolazione del risultato:

PARLATO Gianfranco, che riferiva all’ERODIANI, prendeva contatti con il

capitano dell’Atalanta DONI; PAOLONI Marco prendeva contatti con

GERVASONI Carlo, giocatore del PIACENZA, già suo compagno di squadra nella

CREMONESE fino al febbraio 2011, informando ERODIANI, che riferiva al

PARLATO della disponibilità di questi e di altri giocatori; BELLAVISTA riferiva

ai due ultimi della disponibilità, quali finanziatori della combine e scommettitori,

sia del gruppo di BOLOGNA, che del gruppo degli “ZINGARI”; BELLAVISTA,

ERODIANI e Beppe SIGNORI (gruppo di BOLOGNA) si incontravano per

contrattare il 15.3.2011 in Bologna via U.Bassi 7, presso lo studio facente capo

anche al BRUNI e al GIANNONE; BRUNI Manlio, successivamente, teneva i

rapporti tra BELLAVISTA e SIGNORI, che metteva a disposizione 60.000 €;

PARLATO dava disposizioni a GERVASONI Carlo affinchè, in occasione della

partita, andasse incontro a Cristiano DONI a stringergli la mano a suggello

dell’accordo; PIRANI confermava a BUFFONE che, col coinvolgimento di sei

giocatori del Piacenza, detta squadra avrebbe perso l’incontro; ERODIANI

comunicava a GIANNONE Francesco, rappresentante del gruppo di scommettitori

“BOLOGNESI”, facendo riferimento al comune intento di “portare a casa la

partita”, che “quasi tutti”i giocatori del Piacenza, ivi compreso il portiere, erano

d’accordo.

In Bergamo ed altri luoghi il 19.3.2011 e giorni immediatamente precedenti

11) PAOLONI, ERODIANI, BELLAVISTA, PIRANI, PARLATO,

SOMMESE, GIANNONE, SIGNORI, BRUNI ,BETTARINI

Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1 co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti

diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale

svolgimento dell’incontro di calcio INTERNAZIONALE-LECCE, in modo da

conseguire il risultato finale della segnatura di almeno tre goal (OVER) conforme

alle scommesse predisposte, non realizzandosi il risultato in quanto la partita

terminava con la vittoria dell’INTERNAZIONALE per 1 a 0. A tal fine venivano

15

compiute, tra l’altro, le seguenti attività fraudolente tendenti alla manipolazione del

risultato:

PAOLONI riferiva ad ERODIANI di avere contatti con alcuni giocatori del

LECCE; ERODIANI comunicava a PIRANI la certezza della vittoria dell’INTER e

del relativo OVER; il gruppo di scommettitori degli “ZINGARI” si dimostrava

interessato a forti scommesse, chiedendo come garanzia l’incontro con almeno due

giocatori corrotti; GIANNONE chiedeva ed otteneva da ERODIANI conferme

sulla certezza del risultato; BELLAVISTA riferiva ad ERODIANI della richiesta di

garanzie finanziarie da parte del gruppo dei BOLOGNESI nei suoi confronti,

gruppo che alla fine investiva sul risultato garantito circa 150.000 € (fino al punto

di “svenarsi”) partecipando in particolare Beppe SIGNORI, Manlio BRUNI e

GIANNONE Francesco ; PIRANI comunicava ad ERODIANI di puntare per lui

10.000 € sulla partita; GIANNONE comunicava ad ERODIANI la necessità della

segnatura di almeno 4 reti per realizzare un guadagno adeguato sulla

manipolazione dell’incontro; PARLATO forniva a più scommettitori notizie certe

in ordine alla vittoria dell’INTERNAZIONALE e sul raggiungimento dell’OVER.

Il 20.3.2011 GIANNONE informava che il gruppo BOLOGNESE, costituito da lui,

SIGNORI e BRUNI, aveva puntato sulla partita la somma di 150.000 €.

In Milano ed altre località il 20.3.2011 e giorni immediatamente antecedenti

12) BUFFONE Giorgio, PIRANI Marco, MEHMETI Ismet (VELTRONI

Giorgio, ROSSI Leonardo, FABBRI Gianni, DEOMA Daniele, CIRELLO

Antonio)

Del delitto di cui agli artt.110 c.p.,1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti

diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale

svolgimento dell’incontro di calcio ALESSANDRIA-RAVENNA in modo da

conseguire il risultato finale conforme alle scommesse predisposte, non

realizzandosi l’evento per il mancato accordo tra le due società sul risultato finale.

A tal fine venivano compiute, tra l’altro, le seguenti attività fraudolente tendenti

alla manipolazione del risultato:

BUFFONE Giorgio, Direttore Sportivo del RAVENNA, anche per conto e a nome

del suo Presidente FABBRI Gianni, s’incontrava con VELTRONI Giorgio,

Presidente dell’ALESSANDRIA, su inizitiva di quest’ultimo, mettendone al

corrente ROSSI Leonardo, allenatore del RAVENNA. IL BUFFONE comunicava

ai finanziatori PIRANI Marco e a MEHEMETI Ismet quanto sopra, in vista delle

scommesse da predisporre. Il BUFFONE metteva, quindi, al corrente il FABBRI

degli accordi col MEHEMETI. BUFFONE successivamente comunicava, sia a

PIRANI che a MEHEMETI, che il VELTRONI aveva prospettato, previo

pagamento di 50.000 €, una vittoria dell’Alessandria anziché un pareggio.

In Alessandria, Ravenna ed altre località in data anteriore e prossima al

20.3.2011

16

13) ERODIANI, PAOLONI, BELLAVISTA,PIRANI, PARLATO,

GIANNONE, BRUNI, GEGIC, BRESSAN, BUFFONE, (TISCI , SHYTAI,

DALEDO)

Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti

diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale

svolgimento dell’incontro di calcio BENEVENTO-PISA, in modo da conseguire

il risultato finale della segnatura di almeno quattro goal (OVER 3,5) conforme alle

scommesse predisposte, non realizzandosi il risultato in quanto la partita terminava

con la vittoria del BENEVENTO per 1 a 0. A tal fine venivano compiute, tra

l’altro, le seguenti attività fraudolente tendenti alla manipolazione del risultato:

PAOLONI, portiere del BENEVENTO, garantiva il suo apporto nel corso della

partita; riferiva, quindi, all’ERODIANI, di informare SIGNORI che tutto era a

posto ed ERODIANI preannunciava che avrebbe portato Bologna, sede del gruppo

di scommettitori, i suoi titoli di garanzia; ERODIANI chiamava BRUNI al quale

comunicava la conferma e il secondo preannunciava che avrebbe avvisato il

SIGNORI dell’accordo; ERODIANI confermava che avrebbe portato a Bologna le

sue garanzie; TISCI informava BELLAVISTA che per la partita BENEVENTOPISA

aveva contattato l’organizzazione degli “ZINGARI” per un anticipo di

40.000 € da consegnare ai giocatori corrotti ; BELLAVISTA informava

ERODIANI che gli “ZINGARI” erano disposti a consegnare ai giocatori corrotti

50.000€ qualora fosse stato garantito l’”OVER” e l’”HANDICAP”. ERODIANI

riferiva, poi, a PAOLONI la somma che gli ZINGARI erano disposti ad impegnare

per la corruzione.

In Benevento ed altre località il 21.3.2011 e nei giorni immediatamente

precedenti

14) ERODIANI, BELLAVISTA, PIRANI, PARLATO, SOMMESE,

BUFFONE, TUCCELLA, (BETTARINI , DONI, DALEDO)

Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1 co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti

diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale

svolgimento dell’incontro di calcio PADOVA-ATALANTA, in modo da

conseguire il risultato finale della segnatura del pareggio tra le due formazioni,

obiettivo che veniva puntualmente raggiunto (1-1), conforme alle scommesse

predisposte. A tal fine venivano compiute, tra l’altro, le seguenti attività

fraudolente tendenti alla manipolazione del risultato:

PIRANI, dopo essersi informato presso il BUFFONE circa l’eventuale

manipolazione dell’incontro, comunicava ad ERODIANI l’esistenza di un accordo

tra le due società;

ERODIANI confermava a PARLATO l’accordo tra le società, circostanza appresa

da un “uomo di DONI” che avrebbe scommesso 10.000 € per conto di

quest’ultimo; BELLAVISTA comunicava ad ERODIANI che sui siti asiatici erano

17

già stati giocati 23 milioni di € sull’incontro PADOVA-ATALANTA;

BELLAVISTA riferiva ad ERODIANI che la quota bassa avrebbe influito

negativamente sull’importo che avrebbe scommesso il gruppo degli “ZINGARI”;

TUCCELLA riferiva a PIRANI di aver ricevuto conferma della “combine” da un

amico di DONI .

15) ERODIANI, PIRANI, PAOLONI, QUADRINI, BELLAVISTA,

BUFFONE, MEHEMETI, GIANNONE, BRUNI, SOMMESE, TUCCELLA

Del delitto di cui agli artt.110 c.p.,1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti

diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale

svolgimento dell’incontro di calcio di serie B SIENA-SASSUOLO in modo da

conseguire il risultato finale della vittoria del SIENA, conforme alle scommesse

predisposte, evento che puntualmente si realizzava avendo vinto il SIENA per 4 a

0. A tal fine, in particolare venivano compiute le seguenti attività fraudolente

tendenti alla manipolazione del risultato:

PAOLONI contattava QUADRINI Daniele, tesserato per il SASSUOLO, perché,

anche con contatti con altri giocatori, provocasse la sconfitta della sua squadra;

ERODIANI comunicava la circostanza a PIRANI, assicurando di aver già chiuso

con la vittoria del SIENA; a sua volta ERODIANI, ricevuto il numero di

QUADRINI, lo contattava direttamente e lo informava che il gruppo degli

ZINGARI si sarebbe recato nel suo albergo per consegnargli il denaro prezzo della

corruzione; BELLAVISTA chiedeva a ERODIANI di informare QUADRINI che

gli “ZINGARI” non avrebbero investito più di 70.000€ in quanto la quota era

bassa; ERODIANI informava BELLAVISTA che avrebbe avuto un ulteriore

contatto con QUADRINI, per apprendere i nomi degli altri giocatori coinvolti;

ERODIANI chiedeva a BELLAVISTA se avesse sentito anche i giocatori del

SIENA e questi rispondeva che stava cercando di contattarli; in particolare aveva

chiamato BETTARINI Stefano affermando che il SIENA si era mosso di persona.

QUADRINI informava che per garantire il risultato ci sarebbe stata la complicità

di un difensore e del portiere del SASSUOLO. ERODIANI confermava a PIRANI

che al momento i giocatori del SASSUOLO d’accordo erano QUADRINI, il

portiere ed il centrale. PIRANI, riferendosi a MEHEMETI Ismet, amico albanese

di BUFFONE, spiegava ad ERODIANI che questi sarebbe andato a fare la giocata

in Albania e che sarebbero arrivati 100.000 € da dividere in tre. ERODIANI

affermava che il SIENA aveva pagato da parte sua altri giocatori del SASSUOLO.

BELLAVISTA informava GIANNONE del gruppo dei BOLOGNESI, perché

valutasse se giocare, dei tre giocatori del SASSUOLO corrotti. BELLAVISTA

informava ERODIANI che gli “ZINGARI” per il pronostico 1 e per l’OVER

volevano consegnare il 25 marzo il denaro, costituito da 80.000 €.; ERODIANI

comunicava a BELLAVISTA di aver concluso la trattativa con QUADRINI il

quale aveva chiesto in totale 30.000€; ERODIANI comunicava a BELLAVISTA

che QUADRINI aveva manifestato la sua disponibilità a combinare anche la

18

giornata di campionato successiva; BELLAVISTA comunicava a BRUNI Manlio,

del gruppo dei BOLOGNESI, che il gruppo degli “ZINGARI” avrebbe accettato

soltanto la combinazione dell’OVER; chiedeva a BRUNI se potesse convincere

BEPPE SIGNORI a partecipare alle scommesse. PIRANI assicurava SOMMESE

circa l’avvenuta pianificazione della partita, invitandolo a giocare tranquillamente

sulla vittoria del SIENA; PIRANI assicurava altresì il TUCCELLA invitandolo a

giocare sulla vittoria del SIENA; PIRANI intratteneva rapporti con MEHEMETI

Ismet, sempre ai fini delle scommesse da effettuare su quella partita. PIRANI

informava BUFFONE Giorgio che l’ammontare della vincita sarebbe stata attorno

agli 80.000 €. QUADRINI spostava successivamente la somma pretesa in 50.000€,

45.000 dei quali ERODIANI si prestava a garantire. MEHEMETI Ismet, parlando

con PIRANI, non accettava di effettuare la giocata in previsione di un risultato di

vittoria del SIENA sia nel primo che nel secondo tempo. PIRANI informava

ERODIANI di aver effettuato la scommessa sul circuito SNAI. Nel corso della

partita PIRANI telefonava al TUCCELLA invitandolo a portare il denaro entro il

martedì successivo per pagare i calciatori del SASSUOLO. Alla scommessa

partecipava un gruppo di BARI, che tuttavia non erano in grado di fornire al

QUADRINI tutta la somma pattuita .

In Siena ed altre località fino al 27.3.2011

16) ERODIANI, PIRANI, SANTONI, BELLAVISTA, BUFFONE

Del delitto di cui agli artt.110 c.p.,1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti

diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale

svolgimento dell’incontro di calcio di RAVENNA-SPEZIA in modo da

conseguire il risultato finale della vittoria in trasferta dello SPEZIA, conforme alle

scommesse predisposte, evento che puntualmente si realizzava avendo vinto lo

SPEZIA per 1 a 0. A tal fine venivano compiute, tra le altre, le seguenti attività

fraudolente tendenti alla manipolazione del risultato:

PARLATO riferiva ad ERODIANI di essere stato informato da SANTONI Nicola,

preparatore dei portieri del RAVENNA, che lo SPEZIA era disposto a versare

molto denaro per vincere la partita, e che SANTONI, preparatore dei portieri del

RAVENNA, aveva girato la richiesta al Direttore sportivo del RAVENNA,

BUFFONE Giorgio. ERODIANI contattava PIRANI comunicandogli quanto

sopra. ERODIANI contattava BELLAVISTA che lo invitava ad attendere la

conferma da RAVENNA prima di procedere alle scommesse. ERODIANI

informava BELLAVISTA che tra le offerte delle due società vi era una differenza

di 50.000 € (offerta di 100.000 dello SPEZIA e richiesta del RAVENNA di

150.000) e proponeva di colmare la differenza. PIRANI confermava a BUFFONE

la disponibilità ad aggiungere personalmente la somma mancante.

In Ravenna ed altri luoghi il 27.3.2011 e giorni immediatamente precedenti.

17) PIRANI, ERODIANI, BUFFONE, MEHEMETI

19

Del delitto di cui agli artt.110 c.p.,1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti

diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale

svolgimento dell’incontro di calcio di REGGIANA-RAVENNA in modo da

conseguire il risultato finale del pareggio con almeno 4 goal complessivi (OVER

3,5), conforme alle scommesse predisposte, evento che non si realizzava avendo

vinto la REGGIANA per 3 a 0. A tal fine venivano compiute, tra le altre, le

seguenti attività fraudolente tendenti alla manipolazione del risultato:

PIRANI chiamava MEHEMETI Ismet avvisandolo che con riferimento alla

successiva partita si sarebbe svolto un incontro al fine di pianificarla. Stessa notizia

forniva il PIRANI all’ERODIANI. PIRANI lo informava di un suo viaggio a

Reggio Emilia unitamente al BUFFONE, direttore sportivo del Ravenna, dove

avrebbe proposto “un abbraccio con quattro golletti” (un pareggio con Over 3,5)

In Reggio Emilia ed altri luoghi il 10.4.2011 e giorni immediatamente

precedenti

18) PAOLONI, ERODIANI

Del delitto di cui agli artt.110 c.p.,1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti

diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale

svolgimento dell’incontro di calcio di CREMONESE-SPEZIA in modo da

conseguire un risultato finale conforme alle scommesse predisposte A tal fine, in

particolare venivano compiute, tra le altre, le seguenti attività fraudolente tendenti

alla manipolazione del risultato:

PAOLONI, a seguito di numerosissimi contatti telefonici il giorno prima

dell’incontro e quello dell’incontro, a tempo scaduto, in assoluto e totale possesso

di palla, ritardava di raccoglierla con le mani, consentendo alla squadra avversaria

di segnare, raggiungendo il pareggio.

In Cremona il 17.10.2010 e giorni immediatamente precddenti

19) PAOLONI, ERODIANI, PIRANI

Del delitto di cui agli artt.110 c.p.,1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra

loro, compivano atti fraudolenti diretti ad ottenere un risultato diverso da quello

conseguente al corretto e leale svolgimento dell’incontro di calcio di MONZACREMONESE

in modo da conseguire un risultato finale conforme alle scommesse

predisposte. A tal fine, in particolare, venivano compiute, tra le altre, le seguenti

attività fraudolente tendenti alla manipolazione del risultato: il PAOLONI, in

accordo con ERODIANI e PIRANI, favoriva personalmente il pareggio del

MONZA (2-2), a tempo ormai scaduto.

In Monza ed altri luoghi il 21.11.2010 e giorni immediatamente precedenti

20) BELLAVISTA, ERODIANI e GIANNONE

20

Del delitto p. e p. dagli artt. 56, 110 e 629 c.p. perché, in concorso tra loro,

minacciando PAOLONI Marco con frasi del seguente tenore: “qua veramente la

gente ti viene a sparare…ti faccio vedere io che fine fai…vengo io a casa tua…i

soldi a me…velocemente, i 13.000 euro!! Veloce!...Se no stasera sono a casa

tua…vai dove cazzo devi andare,…dagli usurai, vatti ad ammazzare, ma tu mi devi

portare 13.000 euro! Se no io stasera sono da te…io stasera vengo a casa tua” -

per procurarsi un ingiusto profitto, con pari danno del predetto, ponevano in essere

atti idonei, diretti in modo non equivoco a costringerlo a pagare somme,

giuridicamente non dovute e civilmente non azionabili, costituenti il risarcimento

per le sommesse da loro perse, puntate a seguito delle assicurazioni fornite dal

PAOLONI medesimo in ordine ai risultati di alcune partite di calcio, non riuscendo

nell’intento in quanto questi non cedeva alle suddette pressioni e in particolare

all’invito perentorio di consegnare loro un assegno da 160.000 €.

In luogo sconosciuto il 22 marzo 2011

L’ITER DELL’INDAGINE: LE INTERCETTAZIONI, I REATI

CONTESTATI, LA COMPETENZA TERRITORIALE

L’indagine che è sfociata nella presente ordinanza applicativa di misure cautelari, indagine

chiamata LAST BET e cioè “Ultima scommessa” affronta, forse per la prima volta e certamente

per la prima volta sul piano strutturale anche in ragione della contestazione del reato

21

associativo, il fenomeno molto ramificato dell’alterazione degli esiti di competizioni calcistiche

appartenenti a campionati ufficiali al fine di consentire, grazie ad un’opera di corruzione di

giocatori di cui essi stessi sovente sono anche parte attiva, ingenti guadagni illeciti agli

organizzatori delle scommesse, agli intermediari, agli scommettitori ad essi legati, ai giocatori e

ad altri soggetti interessati alle gare che si sono prestati a tale “gioco”.

Ciò in danno degli enti pubblici che autorizzano e organizzano le competizioni e di tutti gli altri

scommettitori “leali”.

L’indagine, avviata dalla Procura della Repubblica di Cremona e seguita con grande impegno ed

attenzione da personale della Squadra Mobile della Questura di Cremona, ha tratto origine da un

evento inusuale avvenuto dopo la partita Cremonese – Paganese disputata il 14 novembre

2010 e relazionato con l’informativa del 17.12.2010 della Squadra Mobile.

Infatti il 10.12.2010 Sandro TUROTTI, legale rappresentante della U.S. Cremonese1 riferiva, con

formale denuncia querela presentata presso la Questura di Cremona, che durante e dopo la partita

ben cinque giocatori2 ed un collaboratore dello staff avevano contemporaneamente accusato seri

malesseri ed una situazione di “annebbiamento”, tali da pregiudicare sensibilmente il rendimento

sul campo.

Addirittura uno dei giocatori, GERVASONI Carlo, nel rientrare a casa dopo la partita aveva, a

Casei Gerola, proprio in ragione di tale stato di malessere, perso il controllo della propria

vettura, tamponato quella che lo precedeva ed era uscito di strada provocando fortunatamente

solo danni al proprio mezzo e ad altri.

Due giocatori inoltre, il capitano ZANCHETTA e RIVETTI Alessandro, a causa della

persistenza dei sintomi, venivano sottoposti ad accertamenti medici presso l’Ospedale di

Cremona e l’esame delle urine, effettuato presso il Laboratorio di Tossicologia dell’Ospedale

Policlinico di Pavia, evidenziava la massiccia presenza del principio attivo Lormetazepam,

appartenente alla famiglia delle benzodiazepine, utilizzate contro i disturbi di ansia e del

sonno, e normalmente commercializzato con il nome di Minias e prodotti farmaceutici analoghi3.

Emergeva già dai primi accertamenti che la sostanza poteva essere stata ingerita dai giocatori

solo attraverso l’acqua o il the a loro disposizione negli spogliatoi e durante la partita e si

procedeva quindi ad individuare i soggetti, giocatori e personale, in una rosa via via più ristretta,

che potevano avere avuto accesso a tali bevande.

L’intercettazione delle utenze a loro in uso portava in breve tempo a far venire alla luce non solo

il coinvolgimento in tale specifico episodio del portiere della Cremonese Marco PAOLONI,

ma una fitta rete di accordi e di attività corruttive che vedeva coinvolte, sovente ancora con la

presenza di PAOLONI intanto passato alla squadra del Benevento, uno stabile insieme di

persone operanti in diverse città in grado di condizionare per tutta la durata del

1 Società che, è bene sottolinearlo, è del tutto estranea, come tale, ai fatti per cui si procede ed anzi riveste il ruolo di

persona offesa.

2 Tra cui il capitano Andrea Zanchetta

3 Si veda il verbale di sommarie informazioni raccolte in data 23.12.2010 dalla dr.ssa Anna Camisani responsabile

del servizio SERT di Cremona che ha precisato che il Lormetazepam è un sedativo che, assunto senza ragione e in

dosi elevate ,produce uno stato soporoso e abbassa le funzioni vitali.

22

campionato di calcio numerose partite di serie B e di lambire competizioni appartenenti

alla massima divisione.

Le indagini quindi proseguivano, in parallelo con ciascuna competizione di cui gli indagati

stavano tentando di condizionare l’esito, con una serie di intercettazioni, servizi di osservazione e

accertamenti su carte di credito nonché l’audizione dei giocatori “persone offese” e dei loro

colleghi di squadra.

Particolarmente prezioso è stato certamente lo strumento delle intercettazioni, strumento

che si dovrebbe inopportunamente limitare nel loro ambito di operatività e nel loro raggio

di azione.

Infatti gli indagati, che abitano in città distanti tra loro, con l’avvicinarsi di ciascuna

competizione, avevano urgenza di parlarsi e di verificare a che punto fosse l’attività di

alterazione delle gare per potere convogliare i “loro” scommettitori.

Si impegnavano quindi in lunghe conversazioni telefoniche dai contenuti il più delle volte

assolutamente espliciti o comunque facilmente interpretabili.

Sul piano tecnico le intercettazioni sono state autorizzate con riferimento al reato di cui

all’art.440, 2° co. C.p., adulterazione di sostanze alimentari in modo pericoloso per la salute

pubblica, per il quale è prevista la reclusione da tre a dieci anni, e che rientra, pertanto, nei limiti

previsti dall’art.266 c.p.p..

La sostanza alimentare interessata dall’intervento è risultata, come si è accennato, essere acqua, o

il thè destinato alla squadra di calcio della CREMONESE, che si apprestava ad affrontare la

PAGANESE, destinazione che comunque non può intendersi circoscritta alla sola squadra di

calcio, in quanto le bevande potevano in ipotesi essere sorbite, dopo la partita, da altri soggetti

indeterminati.

Come si vedrà, dalla lettura delle trascrizioni delle intercettazioni è emerso in breve, in modo

chiarissimo, che non si trattava di singoli episodi di manipolazione delle partite, ma che esisteva,

ed esiste tuttora, uno stabile sodalizio diretto a manipolare il risultato delle partite di calcio.

Potrà essere valutato anche nel prosieguo quali esattamente tra gli indagati vi rientrino e quale

invece si siano resi responsabile soltanto del delitto di cui all’Art.1 comma 1 legge 401/1989, ma

è evidente l’esistenza di un gruppo dedito a commettere detti reati, nonché a commettere

contestualmente truffe ai danni delle società e degli ignari leali scommettitori.

Il reato associativo, emerso progressivamente nel procedimento, come quello di cui all’art. 440

secondo comma c.p., consente le intercettazioni e pertanto è superato l’unico ipotetico limite che

la giurisprudenza della S.C. ha individuato per ritenere che, disposte le intercettazioni per un dato

reato, vengano poi utilizzate per un reato diverso.

Comunque vi è un nesso strettissimo tra il reato originariamente contestato e quello associativo,

in quanto era evidente fin dalle prime indagini, che quella sorta di avvelenamento o inquinamento

delle bevande traeva origine dalla volontà di influire negativamente sul comportamento in campo

della CREMONESE con un vantaggio economico per gli indagati.

In tema di competenza territoriale il reato di cui all’art. 440 c.p.. è stato commesso

pacificamente in Cremona e, come pena edittale, è il più grave e radica di conseguenza la

competenza presso questo tribunale

23

Quanto al reato associativo l’indagine ha per oggetto attività continuative e che si sono svolte in

molte località.

Nasce a Cremona con le vicende che si riconnettono all’episodio dell’introduzione del

Lormetazepam nell’acqua destinata ai calciatori della Cremonese in un contesto che vede

PAOLONI, portiere della squadra, quale personaggio centrale.

Egli si trasferirà successivamente presso il Benevento, in prestito alla squadra locale, dove

continuerà la sua attività illecita.

L’associazione non ha un vero e proprio luogo di costituzione, né una sede, in quanto la maggior

parte dei rapporti sono tessuti telefonicamente tra persone che vivono in luoghi molto distanti tra

loro.

Del resto non è chiaro quanto tempo prima (forse anni) abbia avuto inizio l’attività delittuosa, né

esiste un posto stabile ove si incontrino le persone coinvolte.

Oltre a Cremona, emerge con certezza Pescara, ove si trova una delle agenzie di ERODIANI, vi è

un gruppo di scommettitori di Bologna, un altro di Milano, un altro di Bari, tutti al corrente della

preventiva manipolazione delle partite, che generalmente scommettono tramite internet nei loro

luoghi di residenza, se non addirittura all’estero.

Vi sono anche personaggi albanesi, che scommettono in Albania. Gli indagati maggiormente

coinvolti spesso si spostano nei luoghi ove si svolgeranno le partite.

Non v’è dubbio che, trattandosi di un reato permanente, ai sensi dell’art.8, 3° co. C.p.p, è

competente il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione. Non è noto quale sia stata

la prima partita manipolata, e pertanto non si può che fare riferimento al primo fatto di cui si è

venuti a conoscenza, che comunque riconduce alla città di Cremona.

Se peraltro, si volesse ricorrere anche ai criteri suppletivi, di cui all’art.9, è sicuramente Cremona

il luogo in cui è avvenuta una parte dell’azione od omissione e in cui ha sede il P.M. che ha

provveduto per primo ad iscrivere la notizia di reato nel registro di cui all’art. 335 c.p.p., e cioè

del Tribunale di Cremona.

Inoltre, poiché l’art 9 primo comma c.p.p., in materia di regole suppletive, fa specifico

riferimento all’ultimo luogo in cui è avvenuta l’azione o l’omissione, bisogna ricordare che nel

maggio 2011, proprio al termine delle indagini, è avvenuto l’ultimo episodio espressione, seppur

in forma “conflittuale” dell’attività dell’associzione: ci riferiamo al tentativo di avvicinamento, di

cui si parlerà ampiamente nell’ultimo capitolo, da parte di Erodiani nei confronti del dirigente

della Cremonese Sandro Turotti, subito segnalato da quest’ultimo alla Squadra Mobile : Massimo

Erodiani era in tale occasione portatore di minacce “trasversali” nei confronti di Paoloni accusato

di aver cagionato con il suo comportamento superficiale ingenti perdite economiche all’intero

gruppo.

Pertanto, appare in questa fase corretto ritenere la competenza del Giudice del Tribunale di

Cremona.

Quanto alle truffe giova subito ricordare che tale reato viene preso in considerazione solo

incidentalmente come reato autonomo.

Infatti, allo stato esiste soltanto la citata querela presentata dalla CREMONESE, in quanto le altre

società non hanno ancora avuto notizia del procedimento.

24

Il reato interessa quindi per il momento soprattutto come reato fine rispetto a quello associativo.

A giudizio di questo Ufficio infatti comportamenti illeciti come quelli emersi non si esauriscono

soltanto nell’illecito sportivo di cui alla legge 401|89, ma spesso concretizzano una truffa, in

particolare ai danni delle società sportive.

E’ evidente che l’illecito sportivo copre una serie di situazioni che non sono tutte sovrapponibili

alla truffa: nella truffa non vi è il fatto corruttivo e l’attività fraudolenta deve essere qualificata da

artifizi e raggiri che inducano la parte lesa in errore, comportamenti che non sono necessari per

l’altro reato.

Pertanto, ragionando in astratto, è ben possibile che in alcuni casi il comportamento degli

indagati integri quello più qualificato di truffa, qualora ne ricorrano i presupposti, in eventuale

concorso con la frode sportiva

Proprio in relazione a tale reato e cioè l’illecito sportivo di cui all’art. 1, comma 1 della legge

401/1989 la sua non frequente applicazione comporta una premessa descrittiva sul piano tecnicogiuridico

La legge in cui si inserisce tale articolo è denominata “Interventi nel settore del giuoco e delle

scommesse clandestine a tutela della correttezza nello svolgimento di competizioni

agonistiche” è stata concepita per arginare il fenomeno delle calcio-scommesse illecite che era

scoppiato nel 1980 nel mondo del calcio. L’art 1 primo comma stabilisce che :

“Chiunque offre o promette denaro o altre utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una

competizione sportiva organizzata dalle federazioni riconosciute dal Comitato olimpico

nazionale italiano (CONI), dall’Unione italiana per l’incremento delle razze equine (UNIRE) o

da altri enti sportivi riconosciuti dallo Stato e dalle associazioni ad essi aderenti, al fine di

raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della

competizione, ovvero compie altri atti fraudolenti volti al medesimo scopo, è punito con la

reclusione da un mese ad un anno e con la multa da € 258 a € 1032. Nei casi di lieve entità si

applica la sola pena della multa”.

Si noti che la norma si riferisce a “chiunque”, e quindi anche a soggetti estranei all’ordinamento

sportivo, e quindi non tesserati.

Nella presente indagine, come meglio si vedrà, molti degli indagati sono estranei al calcio, o non

ne fanno più parte. Ciò, pertanto, rende comunque applicabile la norma nei loro confronti.

Inoltre Non è necessaria l’accettazione della promessa o del denaro, né il raggiungimento

dell’obiettivo, essendo sufficiente una promessa seria giunta a conoscenza del destinatario.

Come fa notare la migliore dottrina :

“Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestine e tutela della correttezza nello

svolgimento di competizioni agonistiche”, “L’oggetto della tutela penale (come di quella

sportiva) è costituito dal corretto e leale svolgimento delle competizioni agonistiche.

Per la sussistenza del reato (anch’esso a consumazione anticipata, per cui è necessaria la

semplice condotta e non il verificarsi dell’evento) è sufficiente che l’offerta o la promessa

corruttiva vengano portate a conoscenza dei partecipanti. Non è invece richiesto né che

l’offerta venga accettata o la promessa accolta, né tantomeno che il risultato della

25

competizione sia in alcun modo alterato: ciò che rileva unicamente è che vi sia stato il

pericolo di ledere il bene giuridico tutelato”.

Il secondo comma dell’ artcolo 1 prevede le medesime pene per il :

Partecipante alla competizione che accetta il denaro o altra utilità o vantaggio o ne accoglie la

promessa”

In tale caso quindi, e cioè come condizione di punibilità del partecipante4, la promessa deve

essere accettata.

Infine la terzo comma si prevede che :

“Se il risultato della competizione è influente ai fini dello svolgimento di concorsi pronostici e

scommesse regolarmente esercitati, i fatti di cui ai commi 1 e 2 sono puniti con la reclusione da

tre mesi a due anni e con la multa da 2.582 euro a 25.822 Euro.”

Tale ipotesi aggravata è quella che rileva ai fini della contestazione in relazione ai fatti emersi nel

corso dell’indagine in quanto le competizioni truccate ovviamente erano inserite e influivano

sulle scommesse regolarmente effettuate nelle ricevitorie e sui siti autorizzati.

Inoltre giova ribadire, in tema di consumazione del reato che l’elemento costante, mai mancante,

che appare in tutte le fattispecie di “combine” del risultato, è costituito dalla consegna o

promessa di denaro almeno a favore di un giocatore.

Pertanto in tutti quei numerosi casi in cui, nonostante ciò, il risultato atteso, e determinante la

vincita della scommessa, è stato diverso da quello in concreto verificatosi, il reato, in base alla

formulazione del’art.1 che prevede un reato a “consumazione anticipata”, esiste comunque,

e ci si trova altresì in presenza di un delitto consumato, e non soltanto tentato.

Nell’ambito del presente procedimento è emerso infatti sempre il pagamento o l’offerta di una

somma, anche se a volte le trattative non sono andate in porto.

Anche in quei pochi casi in cui PAOLONI è stato l’unico che ha certamente ricevuto il denaro,

anche se ha telefonicamente affermato di averlo consegnato o promesso anche ad altri calciatori

corrotti, anche qualora si voglia ipotizzare che PAOLONI medesimo abbia “bluffato”, tenendosi

eventualmente anche il denaro destinato ad altri, ci si trova ugualmente in presenza di un delitto

consumato, in quanto gli altri indagati lo hanno comunque pagato per alterare il risultato della

partita di calcio.

Del resto PAOLONI partecipa soltanto ad una parte degli eventi, e vi sono molti altri giocatori

che vengono coinvolti direttamente da parte dei principali indagati, o comunque tramite le loro

conoscenze nel mondo del calcio.

Inoltre, sempre alla luce della corretta interpretazione ora esposta, rientrano nel delitto consumato

anche tutte quelle situazioni in cui i giocatori sono stati avvicinati o corteggiati dagli indagati,

sono state promesse somme di denaro, ma poi, alla fine, per circostanze che, magari all’ultimo

momento, hanno fatto saltare la “combine” , nulla si è concluso.

4 Per partecipante alla competizione si deve intendere non solo il giocatore ma anche l’arbitro, l’ufficiale di gar a

nonchè gli allenatori e tutti gli addetti a specifiche mansioni che siano direttamente connesse ed influenti

sull’evento agonistico.

26

Si allude alle numerose situazioni in cui il denaro non è stato accettato in quanto insufficiente; a

quelle in cui l’eccesso di scommesse ha reso poco appetibile la scommessa medesima; casi in cui

sono state le stesse società ad accettare, ma poi hanno temuto all’ultimo momento di potersi

compromettere.

Naturalmente rientrano nel delitto consumato anche tutti i casi in cui, per scarsa abilità (in senso

negativo) o per un ripensamento, o per sfortuna, i calciatori che avrebbero dovuto pilotare il

risultato in una certa direzione, non ci sono riusciti.

E’ previsto inoltre che il delitto possa essere consumato anche attraverso altri atti fraudolenti

volti al medesimo scopo”.

Ne consegue, grazie a tale norma di chiusura, che anche l’episodio dal quale ha tratto origine

l’indagine, e cioè l’adulterazione dell’acqua destinata alla CREMONESE immettendovi la

sostanza ansiolitica-ipnotica LORMETAZEPAM, ingerita da alcuni giocatori di tale squadra

prima dell’incontro CREMONESE-PAGANESE del 14.11.2011, si concretizza in uno di quegli

“altri atti fraudolenti volti al medesimo scopo” ai quali fa riferimento la norma.

E’ evidente che la particolare attenzione del PAOLONI a curare il sonno dei suoi compagni di

squadra in orario coincidente con quella partita costituisce un mezzo che si proponeva di alterare

il risultato attraverso una condotta meno attenta e reattiva da parte dei calciatori della Cremonese.

Del resto non ci troviamo in una situazione molto diversa da quella esaminata dalla sentenza

della Cassaz., II Sez. penale, che così recita:

“La somministrazione ad atleti, da parte di terzi, di sostanze vietate destinate a menomare

oppure a migliorare artificiosamente le prestazioni e, per l’effetto, il rendimento agonistico,

rientra tra gli <altri atti fraudolenti> previsti dall’art.1,1° comma, legge 401 del 1989, ed

integra il reato di frode sportiva, se animata dal fine di alterare la genuinità del risultato di una

delle competizioni sportive tutelate dalla norma ( nella specie è stato ritenuto integrato il reato

dalla condotta di soggetti terzi che avevano reiteratamente somministrato a più calciatori di una

società di calcio sia farmaci non vietati, ma con modalità <off label>, ovvero al di fuori del

contesto organizzativo individuato dal ministero della salute…)”

Quanto all’associazione per delinquere alla luce delle risultanze delle intercettazioni e delle

prime indagini, il reato che emerge accanto a quello di frode sportiva, e che comunque autorizza

l’utilizzo delle intercettazioni, è quello di cui all’art.416 c.p..

Perché ci troviamo in presenza di un’associazione a delinquere diretta a commettere truffe ai

danni delle società e degli scommettitori ed illeciti sportivi?

E’ evidente che ci si trova in presenza di un sodalizio che opera da anni, fatto che si desume non

soltanto dalla disinvoltura con la quale ogni settimana il gruppo incide, o cerca di incidere sui

risultati delle partite di calcio, ma anche perché vi sono riferimenti a partite che si sono svolte nel

campionato precedente.

Ci si trova in presenza di un meccanismo oliato, che ruota in particolare attorno ad ERODIANI

e PIRANI, ma dove tutti hanno un ruolo che si ripete sempre.

I rapporti tra gli indagati principali sono addirittura quotidiani. Il loro intervento sulle partite e

l’ansia che emerge quando gli interventi pilotati non raggiungono il risultato sperato, la stessa

27

importanza delle somme che vengono scommesse a titolo personale dagli stessi indagati,

dimostra che detta attività illecita è la loro vita, la loro attività prevalente.

La frequenza delle manipolazioni è impressionante, e si giunge a situazioni in cui sono gestite

contemporaneamente fino a cinque partite di calcio da manipolare. L’attenzione del sodalizio

si rivolge in prevalenza alle partite della LEGA PRO, nell’ambito della quale, con stipendi più

bassi e blasone meno alto, è più facile e meno rischioso convincere anche calciatori che non

fanno parte già del sodalizio. Quest’ultimo, tuttavia, si occupa della manipolazione, abbastanza

frequentemente anche di partite di serie B e qualche volta di partite di serie A.

Dalle intercettazione emerge l’esistenza di una sorta di tariffario di massima per la compera

delle partite. Il 24 marzo (583) ERODIANI, parlando con PIRANI, afferma che i prezzi sono alti

e che “la B in giro la pagano 120 la C la pagano 60”. Che si tratti di un riferimento alla

corruzione appare pacifico, in quanto subito dopo ERODIANI afferma “agli ZINGARI facciamo

pagare il SASSUOLO”, ed è evidente che gli ZINGARI intendevano andare nell’albergo ove era

ospitato il calciatore del SASSUOLO QUADRINI Daniele con i suoi compagni, per pagare il

prezzo della loro corruzione.

Sia la frequenza delle manipolazioni, sia l’attitudine del gruppo ad occuparsi di tutte le serie di

calcio, è indice di una spiccata capacità a delinquere del sodalizio.

L’abitudine alla “combine” e il poter disporre di giocatori fissi sui quali contare, lo evidenzia la

stessa terminologia ricorrente tra i compartecipi : quando parlano del numero dei giocatori

corrotti, che influiranno sul risultato della partita, gli stessi vengono definiti “nostri”, quasi come

fossero un supporto stabile, un bene dell’organizzazione.

Ad esempio il 13.2.2011 (pag.283) ERODIANI riferisce a PARLATO “…i miei stanno ancora

chiusi dentro lo spogliatoio non li fanno uscire”- al punto di identificarsi con i giocatori che

erano dalla sua parte.

PARLATO Gianfranco il 16.2.2011, parlando con ERODIANI dice: “Ne hanno due o tre dei

nostri?”

PIRANI, parlando con BUFFONE il 18 marzo 2011, con riferimento alla partita ATALANTAPIACENZA,

afferma: “C’ho dei miei che giocano lì, loro vanno a perdere”

ERODIANI, parlando con GIANNONE il 19 marzo 2011, a proposito di TALANTAPIACENZA,

chiede: “Dei nostri domani?...quasi tutti”. GIANNONE chiede: “pure quello in

porta?”.

Lo stesso PAOLONI viene indicato da PARLATO che conversa con ERODIANI “tuo uomo

(283).

Il 25.3.2011 (pag. 592) PIRANI dice a ERODIANI: “…ai giocatori miei è impossibile

arrivare…”

Il 25.3.2011 (pag.602) BUFFONE, parlando con PIRANI lo informa: “ho chiamato il mio uomo

gli ho mandato un messaggio…”

I calciatori corrotti assumono quindi la funzione di uno stabile supporto per influenzare risultato

delle partite.

Proprio in quanto tali figurativamente “appartengono” all’uno o all’altro dei manovratori di

questa manipolazione inesauribile della partite di calcio, sono uno strumento, un bene

dell’associazione. Ogni calciatore corrotto sul quale poter contare, infatti, non è soltanto quello

che manca un goal fatto, o che “stende” l’attaccante per provocare un rigore, o che si fa espellere,

o che si fa sfuggire la palla dalle mani, se è un portiere.

28

Ognuno di questi calciatori corrotti è anche lo strumento stabile di possibili ulteriori rapporti con

altri giocatori della stessa squadra, o di contatti con altri giocatori di altre squadre.

E in questo gioco si inseriscono anche allenatori, o ex calciatori. Ognuno fornisce il suo

apporto all’organizzazione.

I giocatori scommettono sulle stesse partite che truccano, anche su partite che credono di aver

manipolato abbastanza perché il risultato sia certo, ma che si risolvono talvolta in ingenti perdite

di denaro.

L’organizzazione non conta quasi mai su risultati certi al 100%, ma su risultati probabili, perché

è evidente che, se non vi è un accordo direttamente tra le società, o comunque a conoscenza di

tutti i giocatori, non esiste certezza.

Ciò anche in quanto nessun giocatore si può esporre a gesti troppo clamorosi, in quanto potrebbe

essere smascherato dalla giustizia sportiva. A volte si verificano circostanze imprevedibili, e non

basta più la buona volontà del singolo giocatore. Si vedano le due partite del MICOLUCCI,

rimasto isolato, che si lamenta affermando che lui non poteva certo portare la palla nella porta

della sua squadra.

Un palo, una traversa, un rigore imprevisto, possono influire sul risultato programmato.

Ciò comunque rientra in una sorta di rischio di impresa, nel senso che gli associati mettono già

in programma che alcune partite potrebbero non andare in porto, ma quello che conta, e che

effettivamente accade, è che la maggior parte dei risultati auspicati, oggetto delle scommesse,

vengano raggiunti.

Si vedrà che l’organizzazione va in crisi soltanto quanto si verificano consecutivamente più

risultati negativi, che determinano una sorta di spaccatura tra il suo braccio operativo e quello

degli scommettitori. A questo punto si mettono in moto dei meccanismi risarcitori che non

sempre sono efficaci, in quanto generalmente sono basati sul recupero delle somme perse

attraverso il raggiungimento di successivi obiettivi.

Quali i calciatori coinvolti?

Per alcuni di essi coinvolgimento è pacifico, in quanto emerge da quanto dicono loro stessi al

telefono, per altri la posizione è ancora da verificare, perché sono indicati dal PAOLONI o dagli

altri indagati:

Tra i sicuri protagonisti, a parte PAOLONI, vi sono PEDERSOLI Alex, SOMMESE Vincenzo,

ex capitano dell’ASCOLI, TUCELLA Gianluca, e soprattutto MICOLUCCI Vittorio,tesserati per

l’ASCOLI; singolare che MICOLUCCI per ben due volte faccia la partita da solo senza riuscire

con i suoi mezzi ad addomesticare il risultato. Vi è poi QUADRINI Daniele, tesserato per il

SASSUOLO, coinvolto dal PAOLONI;

Si parla soltanto invece , ad es., di STEFANI e CREMONESI (della CREMONESE) per SPALCREMONESE

(pag.225 dell’informativa ) ; dello stesso GERVASONI della CREMONESE; di

CORVIA Daniele del LECCE (225); di MALACARNE del Viareggio (242), di “MASTRO” ,

presumibilmente MASTRONUNZIO Salvatore del Siena, POMINI Alberto, BIANCO Paolo del

SASSUOLO; di rilievo anche la posizione di Cristiano DONI, capitano dell’ATALANTA, che è

coinvolto pesantemente da chi parla a telefono, ma mancano telefonate in cui sia lui in persona a

svolgere conversazioni illecite.

Alcuni soggetti non sono giocatori, ma lo sono stati, o hanno altri ruoli nel mondo del calcio.

BUFFONE Giorgio è addirittura Direttore sportivo del Ravenna, e sfrutta abbondantemente

i suoi rapporti e conoscenze.

29

SANTONI è il preparatore dei portieri.

SIGNORI e BELLAVISTA sono ex calciatori.

I protagonisti dispongono di telefoni cellulari “dedicati”cioè usati solo per intessere i loro

rapporti, sui quali vengono dirottate le conversazioni più compromettenti e non è raro che

vengano registrati inviti reciproci a spostare il colloquio quando il tenore dello stesso decolla

sempre più verso l’illecito.

Che gli stessi indagati e protagonisti si rendano conto di costituire un’unica organizzazione, lo

deduciamo anche dalla terminologia utilizzata. Il 21 marzo 2011 ERODIANI, commentando con

PIRANI le responsabilità di Marco PAOLONI nel risultato della partita BENEVENTO-PISA,

che ha determinato la perdita di ingenti somme scommesse, in particolare dai BOLOGNESI,

osserva: “…ci abbiamo rimesso con lui quindi…ma tutto il movimento da crollare”. E’

evidente, quindi, che gli stessi ERODIANI e PIRANI hanno coscienza di far parte di un

“movimento”, che non è certo quello delle scommesse regolari, ma quello che si basa sulla

corruzione dei giocatori.

Esistono più gruppi di scommettitori che fanno parte dell’organizzazione, in quanto ne

costituiscono un punto di riferimento stabile.

Non si tratta di scommettitori qualunque, ma di gruppi omogenei, che costituiscono quasi un

sodalizio nel sodalizio. E’ evidente che il braccio operativo dell’organizzazione sa di poter

contare su questi scommettitori che anticipano quasi sempre il denaro necessario per pagare i

giocatori corrotti.

E’ ovvio che l’organizzazione può perseguire i suoi fini soltanto se c’è il denaro per corrompere,

o quantomeno, se si può contare su detto denaro. Essendo un elemento di certezza, un fattore

stabile, ecco che i vari PIRANI, ERODIANI, PARLATO, sanno di poter contare stabilmente su

di loro e pertanto acquisiscono sicurezza, rafforzano i loro propositi ed incrementano le

iniziative.

E’ una situazione che potremmo paragonare a quella dei fornitori o finanziatori stabili

dell’associazione in materia di stupefacenti di cui all’art.74 D.P.R. 309/90, ritenuti pacificamente,

dalla giurisprudenza, degli associati.

Peraltro si tratta di soggetti che investono delle grosse somme ben sapendo che le partite sono

truccate, o che comunque non si svolgeranno con regolarità. Anche gli scommettitori,

naturalmente, assumono una sorta di rischio d’impresa, e cercano di garantirsi con assegni,

generalmente sottoscritti dagli stessi giocatori corrotti. Si parla in continuazione di assegni,

spesso privi di copertura, o di fideiussioni.

L’importanza dei gruppi, almeno quelli principali, è fondamentale. ERODIANI e PIRANI,

quando si verificano delle “sorprese” e le partite manipolate non hanno il risultato previsto, fanno

di tutto per ristabilire la fiducia del gruppo, perché continuino i rapporti.

Tale atteggiamento viene tenuto in particolare con riferimento al gruppo di BOLOGNA, il cui

leader indiscusso, per ragioni di prestigio personale, è BEPPE SIGNORI.

Il suo nome non deve essere pronunciato, o deve essere pronunciato con cautela. Si preferisce

parlare di “Beppe nazionale”, o di colui che ha segnato 200 goal in serie A. PIRANI dirà ad

30

ERODIANI il 10 marzo 2011 di non nominare quel nome al telefono neanche per scherzo

(pag.415 inf.).

Infine, prima di passare al ruolo degli scommettitori, è utile già in questa sede richiamare

l’attenzione sull’episodio emerso nell’ultima parte dell’indagine5, molto significativo in termini

di pervicacia e di pericolosità del gruppo guidato da Erodiani. Quest’ultimo infatti ha cercato

di avvicinare il dirigente della Cremonese Sandro Turotti e nell’incontro, monitorato dalla

Squadra Mobile a seguito dell’immediata segnalazione da parte di Turotti, Erodiani, con toni

ambigui e ricattatori ha dichiarato a Girotti di avere le prove, tra cui la ricetta medica

usata, della responsabilità di Paoloni nell’episodio dell’introduzione del sedativo nell’acqua

cercando nel contempo di coinvolgere Girotti nelle sue pretese di denaro nei confronti di

Paoloni che con il suo comportamento avrebbe gravemente danneggiato il gruppo.

In sostanza Erodiani intendeva “tastare il terreno” per capire se avrebbe potuto ottenere vantaggi

alternativamente dal “debitore”e traditore Paoloni o dalla Cremonese, in qualche modo

coinvolgendola.

Il tentativo è subito fallito ma è stato documentato e le ulteriori indagini svolte intorno a questo

episodio hanno fatto emergere che Erodiani aveva poco tempo prima, nel quadro della asua

attività estorsiva, minacciato anche la moglie di Paoloni, Spinelli Michela

IL GRUPPO DI BOLOGNA

Il Gruppo di Bologna è un gruppo di scommettitori, legati all’ambiente del calcio, che

sostanzialmente finanziano la corruzione e scommettono sulle partite che vengono loro proposte

da ERODIANI e PIRANI. E’ in pratica una parte dell’associazione che contestualmente sostiene

economicamente e istiga moralmente a combinare le partite l’altra parte dell’associazione che ne

costituisce il braccio operativo.

Un accenno abbastanza significativo lo troviamo il 10.3.2011 in una conversazione tra

ERODIANI e PIRANI (pag.414 inf.):

ERODIANI in sostanza, dopo aver parlato dell’altro gruppo, quello degli ZINGARI, passa a

parlare al socio del gruppo bolognese: “Noi veniamo da Bologna sai…sappiamo di te

e…sappiamo…sappiamo tutto…”- gli avrebbero detto. Poi aggiunge: “sapevano che avevamo

fatto SPAL-CREMONESE…sapevano che avevo fatto BENEVENTO-COSENZA…sapevano che

avevo fatto CREMONESE-MONZA…eee aspetta, un’altra partita mi hanno rinfacciato…” .

Aggiunge ancora : “Veniamo da Bologna perché siamo andati a parlare con un personaggio

importante perché vorremmo farlo entrare con noi di qua e di là…non ti sto dicendo i nomi

m’ha fatto…ho detto va beh se non me lo dici è BEPPE SIGNORI…”. “Ghiacciati…sono

rimasti ghiacciati”. Poi ERODIANI conferma di aver detto a quelli di Bologna “tanto è BEPPE

SIGNORI”.

A questo punto PIRANI raccomanda ad ERODIANI di non nominare quel nome neanche per

scherzo a telefono.

Il riferimento a SIGNORI è abbastanza frequente. Ad es. Il 17 marzo ore 15,48 (f.472)

ERODIANI osserva con PARLATO: “Quindi diciamo se io vado da BEPPE poi…”. il 19 marzo

ERODIANI osserva (pag.479): “…mo sentiva pure BEPPE…per vedere come risolvere il nostro

investimento…” L’organizzazione dei “BOLOGNESI”, come si vedrà, pretendeva dagli

5 Si veda il Capitolo VII

31

intermediari titoli bancari a copertura delle giocate di denaro da effettuare, rilasciando a loro

volta come garanzia dell’avvenuta scommessa un assegno pari all’importo della giocata

effettuata.

SIGNORI Giuseppe lo vedremo presente, quantomeno con BELLAVISTA ed ERODIANI,

all’incontro che si svolgerà a Bologna il 15.3.2001 presso lo studio riferibile anche a

GIANNONE e BRUNI, i due ultimi facenti parte del gruppo di BOLOGNA. Non solo verrà

riconosciuto, ma risulterà di sua proprietà la vettura SMART sulla quale si è allontanato

nell’occasione. Nella conversazione tra BELLAVISTA ed ERODIANI del 16.3.2011 (pag.467)

emerge che SIGNORI ha investito 60.000 euro per la partita ATALANTA-PIACENZA.

L’importanza del gruppo BOLOGNESE e la continuità di rapporti illeciti con ERODIANI,

PIRANI e il braccio operativo dell’associazione, si deduce anche da una significativa

conversazione del 19.3.2011 tra ERODIANI e GIANNONE, che è un po’ il portavoce del

gruppo.

A pag. 482 dell’informativa ERODIANI esclama con riferimento ai rapporti avuti col gruppo dei

BOLOGNESI: “delle partite…da quando ci conosciamo…cinque partite su cinque, ne abbiamo

fatte solamente due…perché tutti…non si sa il perché…non si sa il percome, sono successi i

casini…”. In sostanza ciò vuol dire che già avevano provato a truccare cinque partite con il

BOLOGNESI, anche se, per motivi vari, soltanto in due occasioni l’obiettivo era stato raggiunto.

Dopo il fallimento di INTER-LECCE, ERODIANI (pag.497) comunica a GIANNONE che la sua

principale preoccupazione è “in primis fare recuperare i soldi a te…a Manlio (BRUNI) e a

BEPPE (SIGNORI)…la prossima partita ve la diamo gratis e loro recuperano tutto”. Anche

solo da questa frase si desume da una parte l’importanza del rapporto tra il braccio operativo

dell’organizzazione, rappresentato in particolare dall’ERODIANI, e l’abitualità a truccare le

partite: ERODIANI non si pone neanche il problema di ipotizzare quale risultato acquisito in

partenza “regalare” ai BOLOGNESI, tanto è prevedibile che si susseguiranno altre partite

truccate.

Anche nell’ambito dei colloqui inerenti la partita BENEVENTO-PISA, riemerge il SIGNORI: il

16 marzo (520) BELLAVISTA conferma a BRUNI, del gruppo di BOLOGNA, l’accordo per la

partita BENEVENTO-PISA. BRUNI commenta: “Allora chiamo subito BEPPE…”.

Anche nell’ambito del colloquio telefonico del 22.3.2011 tra GIANNONE, del gruppo di

BOLOGNA, e PAOLONI, il primo dice al secondo che il suo invito a pagare tutto glielo invia

anche “da un altro…che ha fatto duecento goal in serie A…che ieri sulla tua invece ha giocato

cinquemila euro…allora mi ha detto …se lo senti oggi digli domani quando viene di portarti

pure i 5000 euro miei…”.

E’ evidente che l’autore dei 200 gol in serie A non può che essere SIGNORI6.

Nella conversazione del 25.3.2011 (pag.615) Manlio BRUNI riferisce a BELLIVISTA che

cercherà di convincere BEPPE (SIGNORI) a partecipare alla partita SIENA-SASSUOLO , anche

se emerge che le giocate andate male hanno portato ad un debito di 300.000 €.

6 Giuseppe Signori ha infatti segnato, con le squadre Foggia, Lazio, Sampdoria e Bologna , 195 reti in Campionati

di serie A e molte altre in campionati minori e in partite della Nazionale

32

Il ruolo di BELLAVISTA quale rappresentante del cartello dei BOLOGNESI lo si ricava anche

da quanto dice a PAOLONI in occasione delle minacce che gli fa perché restituisca i soldi persi

nelle scommesse. Il 22 marzo 2011, oltre a minacciarlo, gli dice (p. 553) : “Sono il portavoce di

altra gente…tu domenica ci hai rovinato…tu portami i soldi, risolvi la grana con i miei

amici…con i miei amici qua di Bologna”.

IL GRUPPO DEGLI ZINGARI

Anche il gruppo degli ZINGARI costituisce una parte stabile dell’organizzazione. Il 24 marzo (p.

582) apprendiamo da ERODIANI, che parla con PIRANI, che gli ZINGARI preferiscono

intervenire in partite di serie A e serie B, mentre sono meno interessati alla serie C.

Gli ZINGARI prediligono un contatto diretto con i calciatori da corrompere. Per esempio, quanto

alla partita SIENA-SASSUOLO, originariamente avrebbero voluto andare direttamente presso

l’albergo dove si trovava il calciatore Daniele QUADRINI, e i suoi compagni, per versare il

denaro della corruzione.

La prima volta in cui si sente parlare di ZINGARI è con riferimento alla partita SPALCREMONESE,

quando ERODIANI, parlando con BELLAVISTA, propone di offrire loro il

risultato “OVER”: gli ZINGARI avrebbero dovuto dare 50.000€, 30.000 da destinare ai

giocatori, 20.000 da suddividere tra i due interlocutori. E’ PIRANI (pag.414) che spiega ad

ERODIANI che li chiamano così proprio perché sono “dell’ambiente zingaresco”.

Nell’ambito della partita TARANTO-BENEVENTO, l’11.3.2011 PARLATO ha ricevuto dagli

“ZINGARI” al casello di Reggio Emilia, 30.000 € destinati alla corruzione dei giocatori.

Nella telefonata registrata con il numero progressivo 26 datata 11.03.2011 delle ore 22,48 di cui

al Rit.nr.84/11 BRESSAN Mauro comunicava al BELLAVISTA Antonio il luogo esatto

dell’incontro dove sarebbe stato consegnato il denaro. Poi i due soggetti conversavano su altri

eventi sportivi di serie” A” in cui i cosiddetti “ Zingari” offrivano inizialmente 400.000,00

Euro poi da loro abbassati a 300.000.Nel corso della conversazione i due facevano riferimento

ad un personaggio importante che con loro aveva già lavorato per alcune partite di serie “A”

combinate.

Nella telefonata registrata con il numero progressivo 108 datata 11.03.2011 delle ore 23,52 di cui

al Rit. nr.74/11 PARLATO Gianfranco comunicava al BELLAVISTA Antonio l’avvenuta

consegna della somma di danaro da parte degli Zingari. Nel corso della conversazione il

BELLAVISTA Antonio chiedeva al suo interlocutore di metterlo in contatto con il “ Pelli”

(Pellisier) giocatore del “Chievo Verona” in quanto gli Zingari pagavano anche 400.000,00

Euro per questa partita.

Le voci sul risultato certo della partita Taranto – Benevento iniziavano probabilmente a circolare

nell’ambiente calcistico, tanto che grazie ad alcune puntate eccessive effettuate su siti Asiatici,

venivano ridimensionate le quote delle vincite. La colpa di questa flessione delle quote sulle

scommesse, veniva fatta ricadere da BELLAVISTA Antonio sul gruppo degli “zingari”; infatti,

in alcune conversazioni intercorse inizialmente tra il BRESSAN Mauro e BELLAVISTA

Antonio e successivamente tra quest’ultimo e GEGIC Almir

Nella telefonata registrata con il numero progressivo 46 datata 13.03.2011 delle ore 13,29 di cui

al Rit.nr. 84/11 GEGIC Almir facente parte dell’organizzazione degli “Zingari”, utilizzando

l’utenza intestata al BRESSAN Mauro, parlava con BELLAVISTA Antonio.

33

La conversazione sfociava in un violento litigio tra i due per la convinzione di quest’ultimo che

lo straniero e la sua organizzazione non erano persone leali in quanto avevano promesso che le

loro puntate sulla partita combinata avrebbero avuto inizio dalle ore 14,00 permettendo così agli

altri partecipanti alla “combine” di puntare anche in Italia, mentre le scommesse erano già di

fatto bloccate.

Sarà TISCI Ivan a ritirare dagli ZINGARI i soldi della vincita.

E’pacifico il coinvolgimento degli ZINGARI nella partita ALESSANDRIA-RAVENNA. Gli

ZINGARI si dimostrano interessati anche alla partita INTERNAZIONALE-LECCE, nonché alla

partita BENEVENTO-PISA per la quale era previsto un anticipo da parte loro di 40.000€, da

consegnare direttamente ai giocatori corrotti. Per questa partita, tuttavia, i predetti in un secondo

tempo si facevano da parte. Riapparivano per finanziare l’incontro SIENA-SASSUOLO,

nell’ambito del quale si parla esplicitamente della prevista consegna del denaro al giocatore da

corrompere Daniele QUADRINI.

Il personaggio di maggior spicco, che appare quasi costantemente nelle trattative, è GEGIC

Almir.

Quanto alla continuità dell’associazione giova anche ricordare che l’attività dei compartecipi

risale a lungo nel tempo e si riferisce a moltissime altre partite oggetto di “combine”

Le trascrizioni sono ricche di frasi tra i principali indagati che dimostrano quanto sia consolidato

nel tempo, risalente negli anni, il loro rapporto e quanto abituale e ininterrotta sia l’attività di

manipolazione corruttiva degli incontri di calcio per ricavare denaro dalle scommesse effettuate

non soltanto dai diretti manipolatori, ma anche dai gruppi di scommettitori (di Bologna, di

Milano, gli “ZINGARI”, di Bari) che, intrattenendo un rapporto abituale con i manipolatori

medesimi, e garantendo il finanziamento della corruzione, contribuiscono ai floridi guadagni

dell’organizzazione nel suo complesso.

Le intercettazioni evidenziano come molti altri siano stati gli incontri truccati, o che gli indagati

intendevano di contribuire a truccare.

Esaminiamo alcuni passi che, pur non consentendo imputazioni precise, sono comunque

significative delle dimensioni delle manipolazioni:

14.1.2011 (pag.38 informativa). ERODIANI chiede a PAOLONI: “Ma tu a VICENZAATALANTA

non ci arrivi?” Già da questa frase si desume che PAOLNI in astratto ha contatti

con una pluralità di soggetti che potrebbero influire sull’esito delle partite.

16.2.2011(pag.132 informativa). ERODIANI chiede a PARLATO , con riferimento a discorso

di TORO” (e quindi del TORINO) quanti uomini dei loro ci sono (e cioè quanti giocatori

corrotti hanno dalla loro parte) .

Pag.133. ERODIANI informa PARLATO che “TRIESTINA MODENA stanno chiudendo per la

X

27.2.2011 pag.136. ERODIANI osserva con PIRANI : “ tutte le partite che abbiamo toccato nel

senso…abbiamo cercato di combinarle, o di una voce o di un’altra,…sono uscite tutte…”

26.1.2011 pag.156. ERODIANI dice a PADULA Giuseppe: “ Se volete possiamo fare anche

altre partite, se voi siete d’accordo”

12.2.2011 pag.263. PARLATO osserva con ERODIANI: “…noi abbiamo anche da far partire

quello di CERVIA!”; pag.265: “..15 a quelli di…di CERVIA e 25 a quelli di LUCCA”.

34

25.2.2011 pag.319. ERODIANI osserva, parlando a PIRANI, in un contesto in cui parlano delle

loro puntate: “Io e te le decisioni le abbiamo sempre prese in due…”

25.2.2011 pag.322. PIRANI chiede ad ERODIANI: “Ti sei del parere de farla?...quella

di..quella MODENA-SIENA?...le certezze sono che il SIENA l’ha fatta con tre…”

26.2.2011 pag. 326. ERODIANI osserva con PIRANI, sembra a proposito del comportamento del

giocatore MICOLUCCI, che non è riuscito da solo a garantire la vittoria del LIVORNO

sull’ASCOLI: “…questo qui è già la seconda volta che fa massacrare la gente, l’altra volta l’ha

fatto con l’ALBINOLEFFE”. Pertanto MICOLUCCI ha già, in passato, partecipato a

“combine”.

26.2.2011 pag.352. PIRANI osserva con ERODIANI, a dimostrazione del suo lungo impegno

nelle “combine” calcistiche: “…non mi è mai capitato in tutta la carriera mia…che la do senza

volere una lira

Pag.329: ERODIANI chiede a PIRANI: “…se tu sai qualcosa in merito di MODENA-SIENA

che il SIENA vince…”

9.3.2011 pag.408. PIRANI, alludendo alla partita MODENA-FROSINONE del 12.3..2011,

osserva con ERODIANI: “…quelli che vanno con i canarini gli hanno chiesto se gli danno

l’intera posta…io lì le cose le so precise perché parlo con TAMBURO” (TAMBURINI Juri,

tesserato per il MODENA).

16.3.2011 pag. 458. ERODIANI osserva, conversando con PARLATO: “l’altra volta

ALBINOLEFFE - PIACENZA l’hanno chiusa perché era X”

17.3.2011 pag.473. ERODIANI parla con PARLATO della partita CROTONE-ATALANTA .

PARLATO afferma: “ho trovato…tre quattro cinque sei persone…”. ERODIANI subito

aggiunge: “perché ci starebbero…”. E’ evidente il riferimento al numero di giocatori disposti a

“truccare” l’incontro.

19.3.2011 pag.482. ERODIANI racconta al sodale GIANNONE : “L’anno scorso ho fatto il

CHIEVO a Milano…Over tre e mezzo…si sono presentati là…mi hanno detto, vi facciamo

vincere la partita, fateci fare un goal…! …La partita mi sa che finì tre a uno…quattro a uno…”

Il 25.3.2011 alle 15,21 BASSI Pietro, informatore amico del Direttore Sportivo della

NOCERINA, informa PARLATO di una serie di risultati relativi a partite ancora da effettuare,

che coincidono con quelli che si verificheranno: CROCIATI NOCETO-AQUILA (0-1),

TARANTO-NOCERINA (2-1), LUCCHESE-BENEVENTO (1-2), BRESCIA-BOLOGNA

(3-1). Il 28 marzo ERODIANI, parlando con TAGLIATTI Gianpaolo delle quote delle puntate

sull’incontro BRESCIA-BOLOGNA, lo tranquillizzerà confermando che la vittoria sarebbe

stata del Brescia.

25.3.2011( pag.574): uomo a PARLATO: “…stanno già giocando il pareggio del CHIEVO”.

25.3.2011 (pag.600). ERODIANI parla con BELLAVISTA:”…mi ha detto che quella della

VIBONESE come ti ho detto stamattina è confermata al 100 per cento. GIULIANOVA niente

perché non se la sentono di farla sta settimana. OK invece il CHIETI dice che dovrebbe stare a

posto ma la conferma la 100 per 100 te la do domattina…” “E se il CHIETI BENEVENTO è

sicuro pure GALDERISI (allenatore del BENEVENTO) ieri sera ha detto sta a posto…”. Come

si può notare, in una frase soltanto sono presenti ben 4 partite combinate, diverse da quelle in

imputazione.

23.3.2011 pag. 638. ERODIANI, conversando con PARLATO, riferisce che Antonio

(BELLAVISTA) gli “stava parlando di ehh REGGINA-LIVORNO che dice che molto

probabilmente fanno X”

35

25.3.2011 pag.649-50. ERODIANI chiama PARLATO e gli chiede cosa sappia dell’ AQUILA

che vuole vincere e PARLATO conferma. ERODIANI precisa che quelli dell’AQUILA hanno

30.000€ pronti da consegnare agli avversari, ma non sa come farli arrivare. PARLATO riferisce

che l’indomani saprà anche del discorso di GIULIANOVA, ma ERODIANI lo blocca dicendo

che non si fa più perché quelli del GIULIANOVA non se la sentono e preferiscono la prossima.

27.3.2011 pag.656. ERODIANI chiede a PIRANI se gli è giunta voce che fanno X REGGINA e

LIVORNO.

Quanto alla tentata estorsione di cui al capo 20)

Il fallimento delle scommesse legate alle partite INTER-LECCE del 20.3.2011, conclusasi per 1 a

0 nei confronti dei padroni di casa, laddove era atteso invece un “Over 2,5” , nonché di

BENEVENTO-PISA, conclusasi per 1 a 0 per i padroni di casa, partite che erano state giocate

secondo le indicazioni del PAOLONI, sulle quali erano state scommesse ingenti somme di

denaro, scatenano una sorta di “caccia all’uomo” nei confronti del predetto, che si ritiene essere

il responsabile di quanto accaduto.

Nel tentativo di ottenere dal PAOLONI l’equivalente di quanto perso al gioco, si distinguono

BELLAVISTA, ERODIANI e GIANNONE, che nel medesimo contesto gli ingiungono di

pagare quanto dovuto.

Non si tratta soltanto delle frasi minacciose pronunciate a telefono all’indirizzo del PAOLONI,

che qui si riportano: “qua veramente la gente ti viene a sparare…ti faccio vedere io che fine

fai…vengo io a casa tua…i soldi a me…velocemente, i 13.000 euro!! Veloce!...Se no stasera

sono a casa tua…vai dove cazzo devi andare,…dagli usurai, vatti ad ammazzare, ma tu mi devi

portare 13.000 euro! Se no io stasera sono da te…io stasera vengo a casa tua”- pronunciate

prevalentemente dal BELLAVISTA, ma in un contesto al quale partecipano anche gli altri due

indagati, ma anche di preoccupanti commenti che precedono i contatti diretti con PALONI, e che

rendono ancora più realistiche le concrete cattive intenzioni degli indagati.

Il 21 marzo 2011 BELLAVISTA dice anche “questo veramente è da pigliare a schiaffi pugni e

cazzotti se posso”; ERODIANI: “se ha fatto una cosa del genere deve morire…poi andiamo a

prenderlo lo stesso”. Più avanti BELLAVISTA: “…da sparargli proprio d’ammazzarlo di

botte…andate sotto casa andate a fare che cazzo dovete fare”.

Pertanto non è soltanto un linguaggio colorito, quello utilizzato nel corso delle telefonate

estorsive a PAOLONI, ma il naturale sviluppo di ciò che era effettivamente il pensiero degli

indagati.

Si tratta di estorsione tentata in quanto le somme perse non sono state recuperate e comunque

non erano dovute da PAOLONI, perché si riferiscono ad un’attività del tutto illecita.

Certamente i tre indagati, o gli altri danneggiati, come l’intero gruppo di Bologna, non avrebbero

potuto certo rivolgersi al giudice per essere risarciti.

PREMESSA

LE SCOMMESSE CLANDESTINE IN OCCASIONE DI INCONTRI DI CALCIO

36

Il fenomeno illegale denominato “Toto nero o scommesse clandestine” trae origine da eventi di

grande risonanza accaduti in Italia tra la fine degli anni '70 ed i primi anni ’80 a seguito di

comportamenti illeciti posti in essere da alcuni calciatori di serie “A”, alcuni di loro anche tratti

in arresto.

Era abitudine, infatti, per molti atleti scommettere (direttamente o tramite loro complici) somme

di denaro sui risultati degli incontri ai quali avrebbero partecipato.

Tale tipo di scommessa determinava inevitabilmente un evidente conflitto di interessi, poiché

l'atleta avrebbe immancabilmente e volutamente modulato il suo rendimento agonistico nel corso

della competizione sportiva al fine di influire in maniera determinante allo scopo di realizzare il

risultato sul quale aveva scommesso.

In virtù di tale circostanza, l’attuale normativa sportiva ha espressamente vietato ai calciatori, ed

a qualunque tesserato in gare agonistiche, di effettuare qualsivoglia scommessa al fine di trarre

profitto in quanto, tale condotta mal si concilierebbe con lo spirito sportivo.

Le illecite condotte innanzi anticipate venivano poste in essere da alcuni atleti infedeli ben

inseriti in un circuito di personaggi che avevano poi l’incombenza di raccogliere e veicolare le

varie scommesse nel circuito del cosiddetto “totonero”, sistema questo che viaggiava

praticamente in parallelo e su canali ovviamente clandestini rispetto ai tradizionali sistemi di

scommessa sulle gare che, fino a pochi anni fa, si esprimevano quasi interamente nella

giocata della classica “schedina”.

Sempre in un recente passato, pur non potendo escluderne l’esistenza anche ai giorni nostri, era

consuetudine per i giocatori più incalliti servirsi dei canali anch’essi clandestini del famoso

“picchetto” ove venivano offerte quote e tipologie di scommesse differenti rispetto a quelli

proposti dai tradizionali circuiti gestiti dai monopoli nazionali: in tal senso sussisteva per lo

scommettitore la possibilità di giocare su uno o più eventi o sul risultato finale dei medesimi

senza dover necessariamente indovinare l’esito conclusivo dei tredici risultati tipicamente

previsti dalla tradizionale “schedina” del Totocalcio.

Per quanto verrà esposto nel corso della presente ordinanza e già anticipato nel presente capitolo,

le tipologie e le modalità delle scommesse sugli eventi sportivi sono state allargate in maniera

esponenziale fino a comprendere non solo il risultato parziale (alla fine del primo tempo) o

finale, ma anche tutta una serie di ipotesi non contemplate dai sistemi tradizionali in vigore fino

a pochi anni prima.

A ciò ha sicuramente contribuito l’ingresso sul mercato dei cosiddetti “siti on line” che hanno

fornito la possibilità di scommettere non più solo attraverso le ricevitorie autorizzate ma,

appunto, attraverso la “rete” e, addirittura, in tempo reale durante lo svolgimento della gara

stessa.

E’ possibile ora scommettere anche grazie a siti on line stranieri7 per le partite giocate in Italia e

quindi internet ha di fatto “globalizzato” anche le scommesse illecite sulle partite truccate.

7 Si ricordi infatti che, dopo molti contrasti e anche a seguito di una decisione della Corte di Giustizia dell’Unione

Europea, è stata riconosciuta la possibilità per un bookmaker registrato in un paese estero di ricevere scommesse

relative a partite da giocare in Italia poiché diversamente sarebbe ostacolato il principio della libera prestazione di

servizi all’interno del’Unione Europea.

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