Calcioscommesse, lo scandalo si allarga. Altri 40 giocatori indagati

E' destinata ad allargarsi ancora l'indagine sul calcioscommesse avviata dalla procura di Cremona. Nell'inchiesta "Last Bet 2" i magistrati, secondo indiscrezioni, starebbero per iscrivere nel registro degli indagati una quarantina di calciatori e anche alcuni dirigenti chiamati in causa dall'ex giocatore della Cremonese e del Piacenza Carlo Gervasoni nell'interrogatorio del 27 dicembre, quando aveva tirato in ballo una decina di nuove partite truccate, tra cui tre di serie A. Da Roma gli uomini dello Sco (Servizio centrale operativo della polizia) hanno intanto riportato negli uffici della Questura lombarda il materiale sequestrato a tutti gli indagati. Le analisi, comprese quelle sugli accertamenti patrimoniali, sono ancora in corso.
MOGLIE GERVASONI, HA SBAGLIATO MA NON LO LASCIO - "Mio marito Carlo ha sbagliato, ma io non lo lascio". Cosi' dice Raffaella Bosetti la moglie di Carlo Gervasoni, il grande pentito dell'inchiesta che sta terremotando il mondo del calcio, in un memoriale sul settimanale Oggi in edicola dal 4 gennaio. La Bosetti, giornalista e autrice di due raccolte di poesie, racconta lo choc del giorno dell'arresto: "Il 18 dicembre era il mio compleanno, le mie amiche mi avevano convinta a trascorrere la serata a Milano. Quando sono arrivata a casa il quadro e' stato come un pugno in faccia. Le luci della Polizia mi accecavano, il nostro cane abbaiava isterico, c'era tantissima gente (ho contato sei volanti!) e io non mi capacitavo di tutto quel movimento. Scesa dalla macchina le mie gambe hanno cominciato a tremare". "Sono salita in casa - racconta ancora a Oggi la moglie del calciatore del Piacenza accusato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva e squalificato per 5 anni - mi sono voltata verso la camera da letto e ho visto arrivare mio marito Carlo con una borsa in mano. 'Dove stai andando?', gli ho chiesto. 'Devo andare con loro', mi ha risposto Carlo, e ha aggiunto: 'Tu pero' stai tranquilla'. Mi ha dato un bacio e ha sceso le scale". Poi, dopo dieci giorni, e' tornato a casa. "L'incontro mi spaventava - prosegue - Avevo paura di trovarmi di fronte una persona diversa, provata, in crisi. Invece ho riabbracciato un uomo sollevato e migliorato da un'esperienza che ti fa ricominciare tutto da zero. Abbiamo parlato e tanto, dei fatti, di noi, soprattutto di cosa sara' di noi. Oggi piu' che mai voglio vivere il presente. Non mi sono mai pentita delle scelte che ho fatto e di aver difeso chi avevo al mio fianco", conclude. "Penso che chi sbaglia debba pagare, ma debba avere altresi' possibilita' di riscatto. A Carlo gliela voglio dare, questa possibilita', spero - conclude - gliela diano anche i giudici".
MIGLIAIA LE INTERCETTAZIONI NEGLI ATTI INCHIESTA- Gli inquirenti che si stanno occupando dell'inchiesta sul calcioscommesse sono convinti che tra Alessandro Zamperini, ex calciatore di serie B e Lega Pro, ed Eng Tan Seet, detto Dan, considerato il capo del sodalizio criminale, ci siano stati dei contatti. Lo testimonierebbe un'utenza greca attraverso la quale il giocatore avrebbe fatto comunicazioni "riservate" con l'intento di eludere eventuali investigazioni nei suoi confronti. Le intercettazioni sono decine di migliaia e le utenze monitorate sono svariate. Piu' di venti quelle in uso ad Antonio Bellavista, una decina a Signori e otto a Quadrini, che ne ha una intercettata anche dalla Direzione Nazionale Antimafia. Non solo intercettazioni sui cellulari e sui fissi, ma anche con microfoni messi all'interno delle autovetture di Doni, Bettarini, Santoni, Gervasoni, Corvia (2 macchine), Bellavista (3).
GIACOMAZZI "CI METTONO SEMPRE IN MEZZO" - "Ho seguito a distanza tutte queste voci che sono uscite ultimamente, sono uscite anche in Uruguay. Sinceramente non saprei cosa dire, questa estate si e' parlato anche di Inter-Lecce e di una presunta combine nel tunnel dello stadio e poi e' andata a finire come tutti sappiamo". Il capitano del Lecce Guillermo Giacomazzi attraverso il sito ufficiale dei giallorossi parla delle ultime voci relative all'inchiesta sul calcioscommesse. "Ci mettono sempre in mezzo e non sono cose belle - ammette - Personalmente sono estraneo a tutta questa vicenda e mi sento di dire anche per i miei compagni. La nostra lo scorso anno era una squadra che subiva e che faceva parecchi gol, immaginatevi cosa sarebbe successo, e non sarebbe stato impossibile, se Inter-Lecce fosse finita con un over. La gara contro la Lazio era l'ultima dello scorso campionato, venivamo dalla vittoria contro il Bari, che aveva sancito la nostra salvezza matematica e ci poteva stare di perdere dopo tutto lo stress accumulato nelle ultime settimane. E' normale che i calciatori che vengono tirati in ballo in queste brutte storie ne soffrano, a livello mentale tutto questo incide. Ieri anche il mister ci ha detto di non pensare a queste cose e concentrarsi sulla gara di domenica e lavorare per quello". C'e' da pensare alla prossima sfida, quella con la Juve: "Avremo di fronte un avversario di grande livello qualitativo con una mentalita' da provinciale, che corre tanto. Pirlo e' il calciatore che ha dato una impronta alla squadra, devi cercare di non farlo giocare, anche se non e' facile perche' e' anche molto abile a saltare l'uomo".
RIVERA, MOVIMENTO RESTA SANO; VIERI, ASPETTIAMO - In occasione della nuova edizione di "Ballando con le stelle", alla quale partecipano Gianni Rivera e Christian Vieri, il settimanale "Chi", nel numero in edicola mercoledi' 4 gennaio, ha messo a confronto i due ex campioni su alcuni temi legati alla trasmissione e sui problemi che vive attualmente il calcio italiano, in particolare lo scandalo delle scommesse. Mentre sul tema scommesse Vieri preferisce non sbilanciarsi ("Bisogna capire realmente cos'e' successo, e' presto per dare giudizi", dichiara a "Chi"), Rivera e' esplicito: "All'inizio sembrava un fenomeno circoscritto. Ma, se non fosse cosi', dovrebbero preoccuparsi tutti. Forse bisogna tornare ai tempi in cui era proibito scommettere sulle partite di calcio: la legalizzazione non ha migliorato le cose". L'ex golden boy e' pero' ottimista sull'ambiente del calcio in generale: "Sono sempre le minoranze a fare rumore, ma il movimento calcio e' sano", dice. A proposito della convocazione in Nazionale di Simone Farina, il giocatore del Gubbio che ha rifiutato di farsi corrompere, Vieri commenta: "E' un bel gesto". E Rivera: "Un bel messaggio del commissario tecnico Cesare Prandelli, una persona con un animo profondo, non solo un bravo tecnico, ma uno che vuole migliorare il calcio". Infine un reciproco apprezzamento dei due campioni e il rimpianto per non avere potuto giocare insieme, appartenendo a epoche calcistiche diverse. "Rivera era uno che faceva 5-6 passaggi decisivi a partita, un gran fuoriclasse: sai quanti gol avrei fatto con lui", confessa Vieri.


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