Calcioscommesse, spuntano i nomi di Buffon, Cannavaro e Gattuso
Buffon, Cannavaro e GattusoSpuntano i nomi di Buffon, Fabio Cannavaro e Gattuso nelle carte dell'inchiesta calcioscommesse. In una intercettazione ambientale depositata agli atti - che non ha però trovato alcun riscontro da parte degli investigatori - Nicola Santoni dice: 'Buffon gioca 100-200mila euro al mese... Lui, Gattuso... Cannavaro... sono proprio malati".
IL LEGALE: SANTONI NON HA MAI CONOSCIUTO GLI AZZURRI - "Ho letto le agenzie di stampa che vorrebbero accreditare l'esistenza di un'intercettazione ambientale in cui Santoni coinvolgerebbe Buffon, Fabio Cannavaro e Gattuso. Tengo a precisare che Nicola Santoni non ha mai conosciuto i predetti calciatori nè con gli stessi ha mai avuto alcun rapporto, nemmeno indirettamente". Lo ha spiegato in una nota Lorenzo Tomassini, il legale dell'ex preparatore atletico dei portieri del Ravenna, Nicola Santoni. "Appena possibile chiederò l'ascolto di tutte le intercettazioni, telefoniche ed ambientali - ha detto Tomassini - con la convinzione che la contestualizzazione dei colloqui, primo tra i quali quello in argomento, relegherà molti 'scoop' al rango di chiacchiere da bar". L'intercettazione in questione è del 30 settembre scorso ed è una conversazione registrata nell'auto di Santoni, tra quest' ultimo e un conoscente, Maurinho, che in una successiva informativa la polizia presuppone possa essere identificato in Maurinho Ernandes, di 53 anni.
L'intercettazione è del 30 settembre scorso ed è una conversazione registrata nell'auto di Santoni, l'ex preparatore atletico dei portieri del Ravenna finito in carcere nell'inchiesta sul calcio scommesse, tra quest'ultimo e tale Maurinho, che in una successiva informativa la polizia presuppone possa essere identificato in Maurinho Ernandes, nato a Bressanone nel '58. I due parlano di vari aspetti dell'inchiesta sul calcioscommesse e della posizione di Santoni con la giustizia sportiva dopo gli arresti di giugno. Ma soprattutto del ruolo di Doni e di quello dell'Atalanta. "Se gli dan sei mesi - dice Santoni riferendosi alle condanne sportive per l'ex capitano dell'Atalanta - dai, ne esce in modo diverso...un anno fai il direttore sport...cioe". "Vero, certo - risponde Maurinho - è diverso...è completamente diverso". E Santoni aggiunge: «sì, no...può stare nella società...non penso che...cioè, per tutti insieme, tutti i casini che abbiamo fatto...perchè tanto alla fine di casini ne abbiamo fatti tanti, dentro ci sono anche loro, capito?...Quindi, è inutile che lo abbandonino, perchè...'. Chiude Maurinho: "perchè non possono!...di casini...non è che adesso questi qua non sanno niente, niente all'oscuro". Poi il discorso vira prima sul gruppo dei 'bolognesì (quello che secondo l'accusa è guidato da Giuseppe Signori) - "le cose grosse - dice Santoni - erano questi qua...che facevan girare sti soldi, sti qua di Bologna avevano assegni da cinque, seicentomila euro...lì erano veramente organizzati« - e poi sulla serie A. Ecco il testo integrale: Santoni: »...un ex calciatore...che sta collaborando con la procura di Napoli, perchè il calcio è tutto truccato, è tutto marcio...e quindi...dirà due nomi e verrà fuori...perchè poi dopo c'è Buffon che gioca...gioca anche lui...sti qua« Maurinho: »Buffon anche lui... Santoni: «Gioca 100-200mila euro al mese!...no...eeh: lui, Gattuso...Cannavaro...sono proprio malati!...Solo che non si poteva..ugualmente...e (incomprensibile) non gli ha contestato nessuna. Si son fatti il loro mondiale, poi l'han vinto, quindi quello...".
GERVASONI AI DOMICILIARI, "PIENA COLLABORAZIONE" - Carlo Gervasoni, arrestato il 19 dicembre per le presunte 'combine' nelle partite di calcio, ottiene gli arresti domiciliari dal Gip di Cremona Guido Salvini. Il calciatore del Piacenza, spiega lo stesso giudice, sta fornendo "piena collaborazione" all'inchiesta sul calcioscommesse. Sentito ieri, infatti, Gervasoni aveva parlato di nuovi "episodi di frode sportiva" tra i quali l'alterazione di partite di serie A, B e di Coppa Italia. Il calciatore avrebbe anche ammesso, tra l'altro, di essersi accordato con Doni, l'atalantino anche lui ai domiciliari, perche quest'ultimo realizzasse un rigore nel corso dell'incontro Atalanta-Piacenza del 19 marzo scorso, finito 3 a 0 per i nerazzurri. L'accordo prevedeva che Doni tirasse centralmente e che il portiere non parasse. Per quanto riguarda infine la posizione di Buffon, Cannavaro e Gattuso, calciatori definiti in una intercettazione "malati di scommesse" dal preparatore atletico dei portieri del Ravenna Nicola Santoni che oggi, tramite il suo legale, ha smentito di averli mai conosciuti, il Pm Roberto Di Martino ha voluto ribadire che "alla procura non interessano le scommesse o chi le fa" ma solo quegli episodi alla base dei quali "vi sono frodi sportive".
NEL MIRINO ALTRE PARTITE DI SERIE A - Rimbalzano indiscrezioni che, se confermate, aprirebbero scenari clamorosi. Dagli atti dell'inchiesta della Procura di Cremona sul calcioscommesse emerge che la segretaria del Giudice sportivo, Stefania Ginesio, aveva contatti telefonici con l'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni e con il suo compagno di squadra Thomas Manfredini e i calciatori da lei ricevevano "particolari dell'inchiesta diversamente a loro sconosciuti" e ricevevano "preziosi consigli sulla strategia da riferire ai propri legali per contrastare le accuse del procuratore federale".
Non solo. In una intercettazione telefonica tra una persona chiamata 'Maurinho' (si tratterebbe di Maurilio Ernandes, ex allenatore del Sud Tirolo femminile) e Nicola Santoni, l'amico di Doni ed ex preparatore dei portieri del Ravenna, si parla di "tre azzurri" che arrivano a scommettere fino a 100-200 mila euro al mese. Sono due difensori e un centrocampista che giocano o hanno giocato nella Nazionale italiana. Si tratterebbe di un colloquio tra due scommettitori, uno dei quali inquisito: a sostegno delle loro affermazioni non c'è nessuna prova.
DONI: L'HO FATTO SOLO PER L'ATALANTA - Intanto l'ex capitano dell'Atalanta, Cristiano Doni, nel suo interrogatorio di garanzia ha dichiarato di aver "aderito" all'iniziativa illecita delle scommesse "solo per la passione che mi legava alla mia squadra e la speranza di poterla portare all'obiettivo di quella stagione".
"Dal punto di vista umano credo che tutto sia partito dalla retrocessione della squadra in B e dal desiderio di riportarla su", afferma Salvatore Pino, legale di Cristiano Doni. Che aggiunge: "Gli si è paventata la possiblità di ottenere risultati facili. Poi indubbiamente delle scommesse ci sono state. Ma sotto il profilo umano, ha specificato che mai nella vita si sarebbe sognato di vendere una partita contro la sua squadra". "Nonostante fosse il personaggio più noto, credo avesse un ruolo marginale", dice l'avvocato di Doni. "Ha avuto contatti con Santoni che credo fosse a sua volta in contatto con Buffone, poi se alle spalle di Santoni ci fossero gli altri soggetti indagati nella prima tornata non lo so dire", aggiunge Pino.
Intanto si ha la conferma che gli ultras dell'Atalanta chiesero conto a Cristiano Doni delle vicende che lo vedevano coinvolto nella combina di partite per le quali è stato arrestato. Lo si evince da un'informativa del servizio centrale operativo (Sco) della polizia, depositata agli atti dell'inchiesta della procura di Cremona.
"10 PARTITE TRUCCATE, 3 DI SERIE A" - Ma non è tutto. Nell'interrogato fiume durato cinque ore il calciatore Carlo Gervasoni avrebbe fatto nomi di squadre e giocatori coinvolti nell'inchiesta. Davanti al pm e nell'interrogatorio di venerdì davanti al Gip, il calciatore del Piacenza ha parlato di altre 10 partite, rispetto a quelle note alla magistratura, 3 delle quali di serie A. Gervasoni, nei due colloqui con i magistrati, avrebbe fatto inoltre il nome di una ventina di giocatori che potrebbero essere coinvolti nel giro delle partite truccate. Ha spiegato, inoltre, che delle combine di 3 partite di serie A di cui ha parlato, due sarebbero andate a buon fine.
BETTARINI: HO SPIAZZATO I MAGISTRATI - L'ex calciatore ed ex marito di Simona Ventura, Stefano Bettarini, il giorno stesso in cui è stato sentito dalla Giustizia sportiva ha chiamato la dipendente della Lega calcio dalla quale, secondo le indagini, raccoglievano informazioni sulle inchieste i calciatori e le ha detto: «Li ho spiazzati», in riferimento ai magistrati, ammettendo di scommettere «ogni tanto». Spiega anche di essere stato tesserato dal Chievo «per pubblicità». L'intercettazione è del 7 luglio scorso. Bettarini: (inc.) ... sono andato, dall'avvocato di quello ... di giù, che è messo malissimo, e hai già capito no? Donna: s B: una volta che ho letto le intercettazioni che io non ho ... D: s ... s B: ho capito che nascondere che io scommettessi era una cagata micidiale ... D: esatto! B: va bene? allora, quando io ho letto queste cose, loro mi hanno chiesto, ma lei scommette ogni tanto? e io gli ho detto: certo! ogni tanto scommettevo ... D: beh è ovvio! B: perché io non volevo ... D: quindi li hai spiazzati... B: e li ho spiazzati, perché, quello che ti voglio dire ... D: eh ... B: è che loro ... io volevo evitare di dirlo, perch‚ per andare incontro alla sanzione capito? che perché, secondo me, se capiscono che io non ero un atleta tesserato, ma solo tesserato per pubblicità, ehh ... D: no, sei fuori! Comunque, ma ... B: sono fuori no? D: ma sicuramente, ma non possono farti niente, se non giocavi, non hai mai scommesso sul Chievo, cio‚ non c'entri un c... col Chievo, quindi, ma non possono neanche ... ma di che cosa ti accusano? B: no no sono d'accordo... D: ... non possono darti la squalifica per per te che non giocavi più, capito? Perché‚ tu non stavi più giocando ... B: no, a me più che la squalifica, mi preoccupava la.. la ... D. i soldi? B: ... la multa ... esatto, brava! D: beh chiaro ... ma no, secondo me tu ... ma no non ti daranno neanche la multa vedrai ... B: speriamo. .. D: no sono sicura ... no sono sicura ....
I ZINGARI DISSERO: 'È PALERMO-NAPOLI'- "Alle tre, tre e un quarto comunicarono che la partita era Palermo-Napoli". Dalle migliaia di atti allegati all'inchiesta sul calcioscommesse della procura di Cremona, emergono nuove partite di serie A che l'organizzazione criminale sgominata dalla polizia e attiva in mezza Europa ha tentato di manipolare. E se ci sia riuscita o meno è quanto stanno cercando di scoprire gli investigatori e gli inquirenti dopo aver concluso la seconda fase dell'inchiesta. A tirare in ballo la sfida tra rosanero e azzurri è Massimo Erodiani - arrestato a giugno scorso - nel corso dell'interrogatorio davanti al pm Roberto Di Martino. Un interrogatorio durato diverse ore nel corso del quale lo scommettitore cita altre due partite di A - Napoli-Chievo e Inter-Chievo - che erano già tra quelle considerate sospette nella prima fase dell'inchiesta. PALERMO-NAPOLI: Le partite 'truccatè, spiega Erodiani, «non si vengono a sapere se non la domenica mattina...proprio per il fatto di non sputtanarle...la domenica verso l'1.20 le vieni a sapere». In occasione di quell'incontro, prosegue, il gruppo dei 'Bolognesì - quello che secondo la procura era guidato da Beppe Signori - e quello degli 'Zingarì - "fecero un accordo" anche se lui, dice Erodiani al pm, non sa se si incontrarono. Fatto sta che alle 3 arrivò l'indicazione sulla partita. "Chi lo comunicò?" chiede il pm. «Me lo disse Bellavista (ex giocatore del Bari, arrestato anche lui a giugno, ndr) - risponde Erodiani - addirittura già stavamo, mi sa, uno a uno...sicuramente a partita già iniziata". Erodiani dice però di non sapere se effettivamente la combine era andata in porto. "Non possiamo darlo per certo, però con il risultato che fanno loro la partita è finita 2-1 per il Palermo, al primo tempo già". Più avanti nel corso dell'interrogatorio, Erodiani ritorna sulla partita e sui tentativi di combine in serie A, sostenendo che «i bolognesi possono cacciare qualche partita grossa di serie A. Sicuro. Signori, ma pure Giannone o Bruni (gli ex commercialisti di Signori, ndr)". Loro sanno, "o perlomeno" conclude Erodiani, loro possono dire "il referente che gli fa le partite, che è la cosa migliore se si vuole vuotare il sacco". NAPOLI-CHIEVO: Erodiani racconta al pm che "Pirani disse che il Chievo andava lì a perdere e si faceva da solo la partita, uno primo tempo, uno finale. Partita finita 3-0 dopo 20 minuti". È una partita combinata da Pirani questa?, chiede il Pm. «Come dice lui sì - risponde Erodiani - lui aveva questa informazione tramite l'amico suo Pellissier (attaccante del Chievo, ndr)". E dunque, aggiunge, a combinare la partita furono «Pirani con Pellissier". INTER-CHIEVO: Ad Erodiani il pm cita un'intercettazione in cui lui dice "l'anno scorso ho fatto il Chievo a Milano". "Non parlo di Milan-Chievo - mette a verbale lo scommettitore - parliamo di Inter-Chievo...questa frase me l'ha detta Pirani, perchè Pirani era amico di Pellissier...me l'ha detta Pirani che l'anno prima aveva giocato Inter-Chievo e fecero una marea di gol». Pirani le disse che aveva manipolato la partita? "Sì, tramite Pellissier". Il pm chiede poi se Pirani gli avesse detto anche della volontà del Chievo di segnare almeno un gol ed Erodiani risponde "Sì, sì". "Quindi aveva ricevuto il benestare della squadra avversaria?" chiede ancora De Martino. "Sì" è la risposta. E il pm fa mettere a verbale: «aveva ricevuto il benestare da parte dell'Inter".
BENFENATI: DISSI A DONI 'PIACENZA PERDERA' - Antonio Benfenati, amico del calciatore dell'Atalanta Cristiano Doni, nel verbale di interrogatorio dopo il suo arresto, così racconta come si sviluppò la combine di Atalanta-Piacenza del Marzo 2011. "Per Atalanta-Piacenza, Parlato mi disse, anche durante un incontro a Cesena, che il Piacenza sarebbe andato a perdere, perchè erano d'accordo in tale senso, anche grazie al suo attivismo, Gervasoni, il portiere e forse un altro giocatore di cui non ricordo il nome. Mi sono allora rivolto a Doni vedendo anche che questa notizia sembrava confermata dal volume delle scommesse che era molto forte«. »Sapevo - ha proseguito Antonio Benfenati nel suo interrogatorio di garanzia - che dovevo parlare con Doni di persona, e venerdì sera, trovata una macchina, dato che la mia era in fermo auto, decisi di dirigermi verso Bergamo. Fu una decisione improvvisa come quella di dare a Doni la scheda a nome di Petrescu Ion che avevo comperato per me". "Io confermai a Doni - conclude - che il Piacenza era disposto a perdere e gli diedi la scheda chiedendo di essere avvisato se c'era la possibilità di giocare l'over 3 mezzo dopo che avesse incontrato Gervasoni e quindi avuto dati definitivi. Mi disse subito che per l'over 3 e mezzo c'erano difficoltà in quanto bisognava avvisare la difesa per un risultato finale non di 3-0 ma di 3-1 visto che il 4-0 sarebbe stato difficile da accettare per il Piacenza".


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