Calabria, operazioni contro 'ndrangheta e spaccio
Altra giornata bollente per la Calabria. Due grosse operazioni portate a termine dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria e dalla Squadra Mobile di Catanzaro. Colpo alla 'ndrangheta reggina e a un'organizzazione di spaccio di droga a Catanzaro.
'NDRANGHETA: OPERAZIONE CC CONTRO CLAN, 21 ORDINANZE CUSTODIA - I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria stanno eseguendo un'ordinanza di custodia Cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 21 indagati, appartenenti o contigui alla 'ndrangheta ed in particolare alle cosche: Morabito,Bruzzanti,Palamara, Maisano, Roda', Vadala' e Talia, operanti nel "mandamento jonico" ed in particolare nei comuni di Bova Marina, Palizzi, Bruzzano Zeffirio ed Africo, responsabili a vario titolo dei reati di associazione di tipo mafioso, concorso in associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni, truffa aggravata, danneggiamento aggravato, procurata inosservanza di pena, frode in pubbliche forniture, furto aggravato di materiali inerti, crollo di costruzioni o altri disastri dolosi, violazione delle prescrizioni alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, tutti aggravati dall'aver favorito un sodalizio mafioso.
ANAS PARTE CIVILE, SOSPESI DIPENDENTI COINVOLTI - Richiesta di costituzione di parte civile, sospensione dei dipendenti coinvolti e soddisfazione per i risultati ottenuti dagli inquirenti. Cosi' l'Anas, in una nosta stampa, commenta gli esiti dell'operazione "Bellu lavuru 2", condotta dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria contro le cosche della 'ndrangheta della fascia jonica. L'Anas esprime "il suo plauso agli inquirenti e la soddisfazione per aver individuato l'organizzazione criminale oggetto dei provvedimenti restrittivi emessi dal Gip, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia".
TRA ARRESTATI DIRIGENTI "CONDOTTE D'ACQUA" E ANAS - Alcuni dirigenti della societa' "Condotte d'acqua" ed il direttore dei lavori Anas per l'ammodernamento nel Reggino della strada statale 106, arrestati questa mattina nell'ambito dell'operazione "Bellu lavuru", erano consapevoli delle infiltrazioni mafiose negli appalti ed avevano consentito ad una ditta, secondo gli inquirenti emanazione del cartello formato dalle famiglie Morabito-Bruzzaniti-Palamara di Africo, di continuare a fornire calcestruzzo nonostante una segnalazione della Prefettura che li informava del pericolo di infiltrazioni mafiose. In manette sono finiti il direttore dei lavori dell'Anas, Vincenzo Capozza, di 55 anni, di Locri (Reggio Calabria); il capo cantiere della Societa' Italiana per Condotte d'Acqua, Pasquale Carrozza (50), di Melito Porto Salvo; un impiegato amministrativo di cantiere di Condotte, Rinaldo Strati (50), di Siderno; il direttore di cantiere di Condotte Antonino D'Alessio (33), di Vico Equense (Napoli); il project manager di Condotted'Acqua, Sebastiano Paneduro (51), di Catania; il direttore tecnico di Condotte d'Acqua Cosimo Claudio Giuffrida (57), di Catania.
Secondo le accuse degli inquirenti, i funzionari, per favorire gli interessi economici della ditta I.M.C. di Costantino Stilo, ritenuta cicina ai clan, non avevano estromesso l'azienda dall'appalto dopo la segnalazione della Prefettura, del 30 agosto 2007 che, invece, avrebbe dovuto portare all'estromissione immediata dell'impresa sulla base del protocollo d'intesa sottoscritto dalla stazione appaltante e dalla societa' appaltatrice con la Prefettura. L'estromissione ha avuto luogo solo il 12 novembre 2007, quando la Societa' Italiana per Condotte d'Acqua , in seguito ai rilievi della commissione prefettizia, ha comunicato all'impresa fornitrice che, ai sensi della clausola risolutiva espressa inserita nella scrittura privata, la risoluzione del rapporto in essere non era piu' suscettibile di alcuna deroga.
"BELLU LAVORU", LE MANI DEI CLAN SUGLI APPALTI - Operazione della squadra mobile di Catanzaro nei confronti di appartenenti ad una organizzazione di narcotrafficanti operativa nella provincia. Su ordine della D.d.A del capoluogo, gli agenti hanno eseguito 25 provvedimenti di arresto nei confronti di appartenenti all'organizzazione con collegamenti al clan Mancuso di Limbadi e soggetti vicini alla cosca dei Piromalli e dei Ruga nella provincia di Reggio Calabria. I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terra' alle ore 11 in questura.
L'avvio dei lavori di ammodernamento della strada statale 106, nel Reggino, venne comunicata al boss Giuseppe Morabito, meglio conosciuto come "il iiradritto", direttamente nel carcere di Parma, dove l'anziano capomafia e' detenuto in regime di 41 bis. Un'occasione importante per le cosche, al punto che i congiunti del boss affermarono: "E' proprio un bellu lavuru". L'interesse per l'investimento riguardava soprattutto la costruzione della variante al centro abitato del comune di Palizzi, in provincia di Reggio Calabria. Ed e' da questi contatti che i Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria sono riusciti a monitorare l'intervento della 'ndrangheta in ogni segmento dell'appalto. In particolare, le cosche che operano in quella parte del territorio del mandamento jonico, hanno evidenziato le indagini, confermando l'unitarieta' della 'ndrangheta, hanno superato tutte le rivalita' che in quell'area in passato avevano dato luogo anche a sanguinose faide e si sono suddivise gli ambiti di intervento. Un'occasione d'oro che ha portato le cosche a federarsi tra loro con apposito organismo direttivo denominato "base" e presentandosi ai responsabili della societa' appaltatrice come un unico interlocutore, coinvolgendoli nella gestione illecita dell'appalto.
L'attivita' dei Carabinieri ha documentato come le cosche si sono infiltrate in ogni settore produttivo, imponendo le assunzioni, le forniture di ogni tipo di materiale, compreso la cancelleria per ufficio, i contratti di subappalto e nolo. Le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, infatti, hanno accertato che il campo d'azione della 'ndrangheta era rappresentato per un verso, dall'infiltrazione diretta, mediante l'impresa di famiglia Imc di Stilo Costantino & C. Snc, ed indiretta, tramite la D'Agui' Beton Srl, nella fornitura del calcestruzzo dell'appalto pubblico per l'ammodernamento della statale 106; per altro verso, dalla gestione di fatto dei lavori di movimento terra, appannaggio della Ati capeggiata dalla ditta Clara' e sotto un ultimo profilo, dalla sostanziale gestione di gran parte delle maestranze impiegate nei cantieri della grande opera. Per quanto riguarda il calcestruzzo, e' emerso nelle indagini che la 'ndrangheta, attraverso dei prestanome vicini per vincoli di parentela alle cosche, ha monopolizzato l'intero ciclo, organizzando delle squadre per rubare gli inerti dalla fiumara Amendolea, produrre del calcestruzzo di bassissima qualita', imporne l'uso anche se non rispondente al vincolo progettuale, fatturarne falsi quantitativi e falsificarne, attraverso dei propri contigui, i risultati dei controlli.
DROGA: SPACCIO E TRAFFICO IN CALABRIA, SGOMINATE ORGANIZZAZIONI - Due distinte organizzazioni criminali dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti a Catanzaro, con interessi e ramificazioni in provincia di Reggio Calabria e Vibo Valentia, ed accordi anche in Puglia e Basilicata. L'operazione "Doppio canale", portata a termine dalla squadra mobile di Catanzaro, ha permesso di smantellare i due gruppi. Il primo, guidato da Gaetano Muscia, 48 anni, di Tropea, vicino alla cosca Mancuso di Limbadi, con i canali di approvvigionamento a Gioia Tauro, grazie a Rocco Pasqualone, 43 anni, ritenuto un esponente di spicco delle 'ndrine del Reggino; il secondo gruppo, con al vertice Salvatore Caserma, 65 anni, di Catanzaro, Vittorio Nicoletta, 31 di Catanzaro, e Valentino Biamonte, 33, di Catanzaro. Per questa organizzazione, la droga arrivava dal versante jonico Reggino, grazie all' interessamento di Domenico Ruga, 55 anni, di Monasterace. Le indagini hanno permesso di ottenere riscontri su centinaia di casi di spaccio di droga, prevalentemente cocaina. Per una delle persone coinvolte, attualmente irreperibile, e' stato anche possibile formulare l'accusa di vendita illegale di dieci bombe a mano e armi da guerra, con il materiale che non e' stato recuperato, ma esistono intercettazioni chiare e univoche. Inoltre, Nuccio Berlingieri, 32 anni, di Catanzaro, e Nino Passalacqua, 37 anni, di Catanzaro, risultano indagati per furto aggravato ed estorsione per un caso di "cavallo ritorno" ai danni di una persona a cui era stata sottratta l' autovettura. Nel corso dell'operazione, e' stato tratto in arresto in flagranza di reato anche Valentino Biamonte, 33 anni, di Catanzaro, trovato in possesso di circa 190 grammi di marijuana.
Le indagini sono state avviate dalla squadra Mobile nel 2007 e hanno permesso di effettuare, durante lo sviluppo investigativo, numerosi arresti in flagranza e diversi sequestri di cocaina, marijuana e hashish. Il questore di Catanzaro, Vincenzo Roca, ha sottolineato nel corso della conferenza stampa che "la Calabria forse avra' ritardi in molti settori, ma rimane leader negli stupefacenti". Il procuratore capo, Vincenzo Antonio Lombardo, ha aggiunto che "e' stato messo ai margini un buon gruppo di soggetti che non potranno piu' nuocere ai nostri giovani. Abbiamo colpito due organizzazioni completamente autonome che partono dal rifornimento di sostanze stupefacenti che poi finisce sul territorio non solo calabrese. Tra i due gruppi esistono, comunque, contatti tra alcuni intermediari". Anche il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli ha espresso la propria soddisfazione per i risultati raggiunti: "La parte interessante di questa operazione - ha detto - riguarda Gaetano Muscia, legato ad elementi di assoluto spicco della criminalita' Vibonese". Borrelli, ricordando che le indagini sono state avviate nel 2007, ha aggiunto che "abbiamo recuperato l'arretrato che, quando ci siamo insediati, era di tre anni, con fascicoli che attendevano di essere iscritti. Attualmente, oltre alla registrazione in tempo reale, nel 2011 abbiamo definito circa mille procedimenti in piu' di quanto ne sono stati introitati". Per il capo della Mobile, Rodolfo Ruperti, la soddisfazione di avere disarticolato i due gruppi criminali, dimostrando che "lo spaccio di droga in citta' non e' solo un monopolio dei rom, ma ci sono organizzazioni del posto che si organizzano".
31 LE PERSONE COINVOLTE - L'operazione "Doppio canale", portata a termine dalla squadra Mobile di Catanzaro, guidata da Rodolfo Ruperti, interessa complessivamente 31 persone, per le quali i sostituti procuratori Pierpaolo Bruni e Vincenzo Capomolla della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro avevano chiesto l'emissione di provvedimenti restrittivi. Il gip Livio Sabatini ha accolto le tesi investigative per 25 soggetti, due dei quali risultano ancora irreperibili.
La custodia cautelare in carcere e' stata disposta nei confronti di: Salvatore Caserma, 65 anni, di Catanzaro; Vittorio Gentile, 38 anni, di Catanzaro; Vittorio Nicoletta, 31 di Catanzaro; Nuccio Berlingieri, 32, di Catanzaro, gia' detenuto; Nino Passalacqua, 37, di Catanzaro, gia' detenuto; Gaetano Muscia, 48 anni, di Tropea; Rocco Pasqualone, 43, di Gioia Tauro; Giovanna Calciano, 49, di Matera, gia' detenuta. A loro si aggiungono le due persone ancora irreperibili. Agli arresti domiciliari sono finiti: Valentino Biamonte, 33 anni, di Catanzaro; Antonio Giorgianni, 34, di Catanzaro; Enzo Lamanna, 38, di Catanzaro; Carmine Mauro, 35, di Catanzaro;: Giuseppe Procopio, 30, di Catanzaro; Rocco Stranieri, 32, di Catanzaro; Giuseppe Zaffino, 35, di Catanzaro; Ivan Corapi, 37, di Catanzaro, gia' detenuto; Nicola Passalacqua, 50, di Catanzaro, gia' detenuto; Domenico Ruga, 55, di Monasterace; Maurizio Citraro, 50, di Catanzaro; Emanuele Iannazzo, 31, di Lamezia Terme. L'obbligo di firma e' stato, invece, disposto nei confronti di: Renato Marcello, 53 anni, di Zagarise; Sergio Marino, 37, di Simeri Crichi; Emanuele Nicoletta, 23, di Catanzaro. Calciano, Caserma, Gentile, Muscia, Nicoletta, Pasqualone, Citraro, Giorgianni, Ruga e Zaffino, sono accusati di traffico di sostanze stupefacenti, mentre gli altri sono ritenuti autori di una serie di reati di spaccio.


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