Caffarella/ Testimone riconosce stupratori. Il Pm: "Restino in carcere"
Il tribunale del riesame di Roma si è riservato di decidere sull'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Alexandru Istoika Loyos e Karol Racz, entrambi presenti in aula, accusati di avere violentato una ragazzina il giorno di san Valentino nel parco della Caffarella a Roma. Il pm Vincenzo Barba ha rinnovato ai giudici della libertà le ragioni della richiesta del mantenimento della custodia cautelare. Il magistrato ha spiegato: "in prima istanza come autori materiali del fatto, in subordine come concorrenti morali". 
La decisione è attesa entro domani. Loyos fu arrestato il 17 febbraio scorso, tre giorni dopo la violenza sessuale e dopo aver confessato e chiamato in causa il connazionale Racz, ritrattò. Racz, che ha sempre negato gli addebiti, fu invece fermato in un campo nomadi a Livorno. A favore dei due indagati ci sono le risultanze dei test del Dna eseguiti sui reperti raccolti nel luogo in cui è avvenuto lo stupro e sui tamponi della ragazzina. Contro di loro invece c'è anche la testimonianza di un uomo che ha dichiarato di aver visto nel parco i due romeni il 14 febbraio e nella fascia oraria in cui è avvenuta la violenza sessuale.
Il testimone ha riferito la circostanza dopo essere stato sentito nell'ambito di un altro procedimento giudiziario. L'avvocato difensore di Racz, indagato anche per lo stupro di Primavalle, ha intanto reso noto di aver depositato istanza al gip di trasferimento in una struttura ospedaliera di otorinolaringoiatria.



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