Caffarella/ Annullata l'ordinanza: romeni liberi. Ma restano in carcere

Martedì, 10 marzo 2009 - 19:00:00

Sono liberi i due romeni. La decisione del tribunale del riesame è stata quella di scarcerarli. Ma il giallo continua. Forse la svolta è arrivata sullo stupro della Caffarella, in cui è stata violentata una ragazzina di 15 anni e picchiato il fidanzato. Il superteste è un medico che il pomeriggio del 14 febbraio stava facendo jogging nel parco della Caffarella. Sentito in un procedimento del pm Tiziana Cugini per la rapina e il furto di telefoni cellulari avvenuto nel parco proprio il giorno di San Valentino, ha detto di aver incontrato due uomini dell'Est Europa che lo avevano infastidito sedendosi sugli attrezzi ginnici che stava utilizzando in un'area adibita all'attività sportiva.

La circostanza è stata comunicata dal magistrato al collega Barba, titolare del fascicolo sulla violenza sessuale. Sentito dalla Squadra mobile, il medico ha confermato i fatti e, tramite ricognizione fotografica, ha indicato in Loyos e Racz i due uomini incontrati intorno alle 17.30. Lo stupro della 14enne è avvenuto alle 18.



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Il medico avrebbe riconosciuto un altro particolare importante, per l'accusa, della fisionomia di Karol Racz: la mancanza di alcuni denti nell'arcata superiore. Un dettaglio che è stato specificato anche dalla donna violentata al Quartaccio. Il professionista ha descritto uno dei due uomini parlando di carnagione scura e assenza di denti incisivi. La circostanza, riferita ai carabinieri prima dell'arresto di Loyos e Racz e quindi della diffusione delle loro foto, è importante non solo perché Racz è scuro di carnagione e privo degli incisivi, ma soprattutto perché la stessa descrizione era stata fatta anche dalla donna di 41 anni stuprata in via Andersen il 21 gennaio. Episodio per cui a Racz è stata notificata una seconda ordinanza di custodia cautelare. La testimonianza del medico è tra i motivi per cui il pm Barba ha chiesto di trattenere in carcere i due indagati.

E proprio oggi il tribunale del riesame di Roma deciderà sull'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Alexandru Istoika Loyos e Karol Racz accusati dello stupro. Il pm Vincenzo Barba ha rinnovato ai giudici della libertà le ragioni della richiesta del mantenimento della custodia cautelare. Il magistrato ha spiegato: "in prima istanza come autori materiali del fatto, in subordine come concorrenti morali".

UNO DEI RUMENI: IO PICCHIATO E SOTTOPOSTO A TORTURE" - Ma intanto parla uno dei due rumeni arrestati. "Aleksandru Izstoika Loyos è stato picchiato, sottoposto a torture e seviziato e alla fine alla polizia ha fatto il nome del più debole, della persona che veniva sfruttata, del più fesso del campo - ha accusato ancora l'avvocato La Marca -. Racz non si sa spiegare il perché. Ma con la violenza sessuale non ha nulla a che fare". Quanto al super testimone, La Marca ha detto che "si tratta di una persona, di un passante che avrebbe visto i due romeni al parco ma non ha assistito allo stupro e poi potrebbe essere stato condizionato dalle foto che in questi giorni sono sui giornali". La Marca ha poi ricordato il riconoscimento di Ciprian, l'uomo con tre dita mancanti a una mano, indicato dal fidanzatino della ragazzina stuprata. "Lo ha indicato con certezza nella ricognizione fotografica - ha detto La Marca -, ma le indagini sul punto sono state carenti".

Loyos fu arrestato il 17 febbraio scorso, tre giorni dopo la violenza sessuale e dopo aver confessato e chiamato in causa il connazionale Racz, ritrattò. Racz, che ha sempre negato gli addebiti, fu invece fermato in un campo nomadi a Livorno. A favore dei due indagati ci sono le risultanze dei test del Dna eseguiti sui reperti raccolti nel luogo in cui è avvenuto lo stupro e sui tamponi della ragazzina. Contro di loro invece c'è anche la testimonianza di un uomo che ha dichiarato di aver visto nel parco i due romeni il 14 febbraio e nella fascia oraria in cui è avvenuta la violenza sessuale.

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