Caccia al faccendiere di Messina Denaro
Beni per 25 milioni di euro sono stati sequestrati dalla polizia e dalla Guardia di finanza di Trapani all'imprenditore Michele Mazzara, 52 anni, considerato un favoreggiatore di Matteo Messina Denaro. L'operazione, denominata "Panoramic", ha messo le mani su un ingente patrimonio costituito soprattutto da complessi aziendali. Mazzara era gia' stato arrestato il 31 ottobre 1997 nel corso dell'operazione "Halloween" in quanto ritenuto appartenente a Cosa nostra trapanese. Le indagini hanno accertato "l'elevato livello di collocazione gerarchica", in relazione al suo rapporto privilegiato con il superlatitante di Castelvetrano. Cosi', gestiva svariate iniziative imprenditoriali per la realizzazione di speculazioni immobiliari e l'allestimento di alberghi (tra cui l'hotel Panoramic) e strutture ricettive nelle popolari localita' estive di San Vito Lo Capo e Castelluzzo-Makari, di edilizia privata nella zona del Comune di Paceco e di Trapani, nonche' di numerosi opifici per l'ammasso di cereali e olio, oltre che di acquisizione di vastissime proprieta', godendo di un "autonomo ed insindacabile potere di direttiva, a prescindere dal formale inserimento nella compagine gestionale" delle aziende. Peraltro,durante le indagini si e' riscontrato un "ruolo attivo" di Mazzara nel tentativo di avvicinare candidati alle elezioni amministrative che si sarebbero tenute nel successivo mese di giugno del 2007 nel Comune di Paceco, contattando "esponenti di caratura politica anche nazionale, allo scopo di procurare utilita' a soggetti a lui contigui". Mazzara, secondo quanto accertato, da semplice coltivatore, nel giro di pochi anni (soprattutto gli anni '90) e' diventato un importante imprenditore attivo nel settore della coltivazione e commercializzazione di prodotti agricoli, in regime monopolistico, e in maniera pressoche' esclusivamente occulta ed in forma associata nel remunerativo e significativo, per gli interessi di Cosa nostra, settore edile e turistico alberghiero, con aziende che hanno potuto espandersi grazie all'inserimento del loro effettivo titolare nell'organizzazione mafiosa.
L'imprenditore e i suoi prestanome, soprattutto a partire dagli anni '90, hanno accumulato un immenso patrimonio immobiliare, con l'acquisto di svariati ettari di terreno, poi ulteriormente accresciuto con analoghi, consistenti acquisti, praticamente fino a oggi, a fronte di dichiarazioni al fisco di redditi pressoche' inesistenti e di sospette movimentazioni nei propri conti correnti per importi milionari. Il sequestro preventivo ai fini della confisca, ha interessato 99 beni immobili (con un'estensione di terreni pari a circa 150 ettari), otto autovetture tra cui due Suv, 17 automezzi agricoli (trattori e autocarri), 86 tra conti correnti e altri rapporti bancari e tre complessi aziendali e alberghieri: A.S.A. Srl Azienda Siciliana Alberghiera; Nicosia Francesco & Vincenzo s.n.c., operante nella costruzione di edifici residenziali e non residenziali; Villa Esmeralda di Di Salvo Piacentino Giuseppa & C. Snc. Per l'assistenza residenziale di anziani. Contestualmente e' stata disposta l'amministrazione controllata della Antopia di Agosta Antonella & C. Sas, societa' per l'acquisto la valorizzazione e l'utilizzazione di terreni, aree e fabbricati destinati ad uso agricolo, industriali, turistico-alberghiero e sportivo di stabilimenti termali e marini. el contesto delle intercettazioni, e' stato peraltro accertato il "fattivo apporto alle attivita' imprenditoriali", sottolineano gli investigatori, reso a Mazzara dall'ingegnere Salvatore Alestra, attuale presidente dell'Ato rifiuti 1'ente che gestisce il trattamento dei rifiuti soliti urbani per i comuni di mezza provincia), con appalto affidato alla "Aimeri", denominato anche "Terra dei Fenici", una figura descritta come "di innegabile rilievo", che, "pur non annoverando specifici precedenti di natura penale", emerge "come fidato consulente e collaboratore di Mazzara". Ulteriore dimostrazione di come il peso di quest'ultimo sia cresciuto negli anni, nonostante l'arresto e la condanna patteggiata, proprio in forza del ruolo avuto quale fedelissimo di Messina Denaro per il quale, e' stato accertato, si era adoperato per l'organizzazione di covi sicuri e di summit nell'agro di Dattilo, a Paceco, in immobili oggetto del sequestro di oggi. Gli investigatori hanno altresi' appurato che l'attivita' di prestanome svolta dall'imprenditore turistico-alberghiero Giuseppe Nicosia in favore di Mazzara si e' avvalsa "del fattivo apporto dell'ingegnere Alestra", e che questa circostanza sia stata rivelata "a esponenti della politica locale, cui veniva palesata, in modo inequivocabile, che Mazzara era l'artefice e il titolare delle speculazioni edilizie". Durante le attivita' di intercettazione e' stato inoltre riscontrato un "ruolo attivo di Mazzara e Alestra nel tentativo di avvicinare candidati alle elezioni amministrative che si sarebbero tenute nel successivo mese di giugno del 2007 nel Comune di Paceco", al fine di contattare "esponenti di caratura politica anche nazionale", allo scopo di procurare vantaggi a soggetti vicini, come il nipote Francesco Fabiano, 38enne di Paceco, per la realizzazione di un special televisivo sulla provincia di Trapani.


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