Battisti, polemica sull'estradizione. Palazzo Chigi: "Si all'estradizione"
Sono ore di attesa per il caso Cesare Battisti, l'ex terrorista che starebbe per ricevere dal Brasile asilo politico. Mentre infuria la polemica, la presidenza del Consiglio - attraverso una smentita al quotidiano Il Riformista - fa sapere che il premier Silvio Berlusconi non ha "mai mostrato sottovalutazione per la vicenda dell'estradizione, richiamando invece costantemente la linea perseguita dall'Italia a ogni livello perché Battisti venga riconsegnato alla giustizia italiana".
Nella nota governativa si legge ancora: "L'ultimo atto ufficiale di una lunga serie in questo senso è stata la convocazione, il 21 dicembre scorso a Palazzo Chigi, dell'ambasciatore del Brasile a Eoma, José Viegas Filho, da parte del sottosegretario Letta".
Decisamente differente la versione sostenuta sul Riformista da Eduardo Suplicy, senatore del Pt - il partito del presidente Lula - che ha seguito da vicino il caso Battisti. In un'intervista al quotidiano, Suplicy afferma: "Berlusconi ha detto a Lula che, qualunque sia la sua decisione, non monterà una polemica sul caso". E aggiunge: "Ne sono certissimo. Quando Lula e Berlusconi hanno parlato del caso, era presente Carvalho, capo di gabinetto del governo uscente. Me l'ha confermato Carvalho stesso".
LA RUSSA- Anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa, interviene duramente sul caso: in un'intervista al Corriere della Sera, si dice pronto ad appoggiare iniziative di boicottaggio contro il Brasile se verrà negata l'estradizione a Battisti, ex militante dei Proletari armati per il comunismo (Pac), condannato in Italia per quattro omicidi avvenuti negli anni '70: "Nessuno pensi che il 'no' all'estradizione di Battisti sia senza conseguenze'', avverte. Un 'no' di Lula, continua, sarebbe ''una grande ferita nei rapporti bilaterali'', ma anche ''un atto di grande mancanza di coraggio, perché lui se ne va, ma il Brasile resta''.
APPELLO DEL PD A LULA: DICA SI ALL'ESTRADIZIONE- Il Pd, intanto, lancia un appello al presidente Inacio Lula da Silva perché conceda l'estradizione. "Mentre prosegue l'assordante silenzio del governo", scrivono Piero Fassino, Emanuele Fiano e Andrea Orlando, presidenti, rispettivamente, dei forum Esteri, Sicurezza e Giustizia del Partito Democratico, "ci rivolgiamo a Lula, uomo di sinistra, perché pensiamo che nessun principio garantista e nessuna salvaguardia dei diritti universali dell'uomo può giustificare l'eventuale non concessione dell'estradizione per il terrorista Cesare Battisti, condannato in Italia all'ergastolo per quattro omicidi compiuti negli anni di piombo". Il movimento terroristico, del quale Battisti faceva parte, continua la lettera, "ha seminato morte, dolore e sofferenza, contribuendo a interrompere un processo di crescita civile e sociale, e ha avuto come bersagli principali le istituzioni, le forze democratiche, le organizzazioni dei lavoratori. Per questo ci auguriamo che il Brasile non assuma la decisione di non concedere l'estradizione di Battisti, scelta che contrasterebbe con fondamentali principi di diritto e di giustizia. Chi ha scelto la violenza e l'omicidio come strumento di lotta contro le istituzioni democratiche e contro inermi cittadini deve saldare il proprio conto con la società. Le vittime del terrorismo non siano private del loro diritto ad avere giustizia".
FRATTINI, PRONTI A TUTTE LE MISURE PER ESTRADIZIONE - Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, non si esprimera' pubblicamente sul caso Battisti se non successivamente al previsto annuncio della decisione del Presidente Lula, circa la quale e' peraltro prevista una presa di posizione ufficiale della Presidenza del Consiglio. Lo rende noto un comunicato della Farnesina. Frattini ha anche precisato che "il governo italiano si riserva, sulla base della decisione del presidente brasiliano Lula, di considerare tutte le misure necessarie per ottenere il rispetto del trattato bilaterale di estradizione, in conformita' con il diritto brasiliano". La Farnesina ricorda anche che negli ultimi due anni il ministro ha direttamente e personalmente sollevato ad ogni possibile occasione di incontro con le autorita' brasiliane il caso Battisti rappresentando la forte aspettativa del governo italiano affinche' quest'ultimo possa essere estradato in Italia, in ottemperanza anche alla sentenza del Tribunale Supremo brasiliano del novembre 2009, che ha negato l'esistenza dei presupposti per laconcessione dello status di rifugiato a Cesare Battisti. Numerosi e costanti passi sono stati svolti, su istruzioni di Frattini - prosegue la nota - in raccordo con la Presidenza del Consiglio e la Presidenza della Repubblica - presso le piu' alte cariche istituzionali brasiliane anche dall'ambasciatore italiano a Brasilia.



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